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Documento a cura del Settore Attività Faunistico Venatoria, Pesca in Mare e
Rapporti con i Gruppi Locali di Azione della Pesca (FLAGS). Pesca nelle acque interne in collaborazione con l’Autorità di Gestione FEASR – Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale

a cura di Merli F., Micco A., Ferretti M.

PAC e PSP 2023-2027
La nuova Politica agricola comune (Pac) per il periodo 2023-2027 prevede il superamento dei Programmi di sviluppo rurale regionali attraverso l’elaborazione, da parte di ciascuno Stato membro, di un Piano strategico nazionale della Pac (Psp). Il Psp Italia 2023-2027, è la base giuridica per il sostegno allo sviluppo rurale e descrive le modalità con le quali l’Italia intende conseguire gli obiettivi della nuova Pac. Il Psp è un piano strategico che è stato redatto dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) in collaborazione con tutte le Regioni italiane e le Province autonome ed è stato approvato dalla Commissione europea con decisione C (2022) 8645 del 2 dicembre 2022, mentre è diventato operativo il primo gennaio 2023.
Competitività, sostenibilità, sviluppo locale e innovazione sono le parole chiave che descrivono l’approccio strategico del Psp. Una strategia che si pone l’obiettivo di rafforzare il settore primario, garantendone la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il Psp lavora in stretta collaborazione anche con politiche non strettamente agricole, che ne rafforzano la portata e l’efficacia, come il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e le politiche di coesione.
Il Psp presenta un’importante novità rispetto alla programmazione precedente. Per la prima volta, i due fondi europei Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga) – primo pilastro della PAC – e Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) – secondo pilastro della PAC- rientrano in un unico documento di programmazione, in cui sono inseriti i pagamenti diretti, gli interventi settoriali e quelli volti a favorire lo sviluppo rurale.
La principale novità è, quindi, quella di combinare gli interventi del primo e del secondo pilastro in un unico Psp. Nel PSP è stato così individuato un set di interventi, definiti a monte dalla stessa Commissione europea con la nuova Pac, i cui risultati sono sottoposti a un attento e costante monitoraggio sulla base di indicatori di performance per verificare il raggiungimento dei risultati concordati.
Con il nuovo sistema (New Delivery Model) l’attenzione, quindi, si sposta da una gestione della politica basata sulla conformità e sulla sorveglianza delle disposizioni regolamentari a una gestione focalizzata su risultati e prestazioni. Una politica più orientata alla performance e agli obiettivi che richiede un nuovo sistema di governance: ogni Stato membro ha dovuto individuare la propria e unica Autorità di gestione (Adg) per il Psp, come unico interlocutore con la Commissione europea.
Il PSP Italia prevede nel complesso 173 interventi, tra primo e secondo pilastro, e risorse finanziarie per quasi 37 miliardi di euro per il periodo 2023-2027.
Gli interventi dedicati allo sviluppo rurale, nel Psp, sono 76 interventi tra i quali sono inclusi gli interventi regionalizzati, ovvero gli interventi che le Regioni e le Province Autonome attivano sul proprio territorio per rispondere alle specificità e ai fabbisogni del proprio territorio.
Il Psp è stato, di conseguenza, contestualizzato a livello regionale attraverso i complementi regionali.

PAC e ambiente
La Pac, attraverso il Psp, ha tre chiari obiettivi ambientali, ciascuno dei quali è ripreso nel Green Deal europeo:

  • combattere i cambiamenti climatici
  • proteggere le risorse naturali
  • migliorare la biodiversità.

La PAC contribuisce a ciascuno di questi obiettivi attraverso, tra l’altro, il sostegno all’agricoltura biologica e il sostegno a una gestione responsabile di fattori di produzione quali pesticidi e fertilizzanti.
La PAC punta a raggiungere gli obiettivi ambientali in modo socialmente ed economicamente sostenibile per gli agricoltori, le comunità rurali e l’UE nel suo complesso.
Le misure volte a incoraggiare l’agricoltura verde e a far rispettare le norme ambientali costituiscono un elemento centrale della PAC:

  • le norme sulla condizionalità collegano il sostegno finanziario (pagamenti diretti) alle norme dell’UE in materia di ambiente, nonché di salute umana, vegetale e animale
  • I regimi ecologici sostengono gli agricoltori che adottano o mantengono pratiche agricole che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali e climatici dell’UE
  • gli interventi di sviluppo rurale sostengono gli impegni agro-climatico-ambientali, la gestione sostenibile delle foreste, gli investimenti, la cooperazione, il trasferimento di conoscenze e altre attività agricole che contribuiscono all’azione per il clima, alla gestione sostenibile delle risorse naturali e alla biodiversità.

La Pac inoltre aiuta l’agricoltura a fornire un contributo molto più incisivo al conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo:

  • obiettivi ambientali più ambiziosi: i piani della PAC sono in linea con la legislazione in materia di ambiente e clima. Nel suo piano strategico per la PAC, ciascun paese dell’UE è obbligato a mostrare una maggiore ambizione in materia di ambiente e di azione per il clima rispetto al precedente periodo di programmazione (nessun arretramento) ed è tenuto ad aggiornare il piano in caso di modifica della legislazione in materia di clima e ambiente
  • contributo agli obiettivi del Green Deal: i piani strategici nazionali della PAC contribuiscono al conseguimento degli obiettivi del Green Deal (le raccomandazioni della Pac stabiliscono in che modo tale contributo è atteso)
  • condizionalità rafforzata: i pagamenti dei beneficiari della PAC sono legati a un insieme più rigoroso di requisiti obbligatori. Ad esempio, in ogni azienda agricola almeno il 3% dei seminativi è destinato alla biodiversità e agli elementi non produttivi, con la possibilità di ricevere sostegno attraverso regimi ecologici per raggiungere il 7%. Anche le zone umide e le torbiere sono protette
  • regimi ecologici: almeno il 25% del bilancio per i pagamenti diretti è destinato a regimi ecologici, fornendo maggiori incentivi a favore di pratiche e approcci agricoli rispettosi del clima e dell’ambiente (come l’agricoltura biologica, l’agroecologia, il sequestro del carbonio nei suoli agricoli, ecc.) e di miglioramenti del benessere degli animali
  • sviluppo rurale: almeno il 35% dei fondi è destinato a misure a sostegno del clima, della biodiversità, dell’ambiente e del benessere degli animali
  • programmi operativi: nel settore ortofrutticolo, i programmi operativi destinano almeno il 15% della spesa all’ambiente
  • clima e biodiversità: il 40% del bilancio della PAC deve essere pertinente per il clima e sostenere fermamente l’impegno generale di destinare il 10% del bilancio dell’UE agli obiettivi in materia di biodiversità entro la fine del periodo del quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE.

Complemento per lo sviluppo rurale 2023-2027 della Regione Toscana

Il Csr Toscana 2023-2027 declina a livello regionale il Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027  per rispondere in maniera più efficace ed efficiente ai fabbisogni regionali nell’attuazione degli interventi previsti.
Fornisce le indicazioni necessarie all’attuazione della strategia nazionale a livello regionale, assicurando l’attuazione degli interventi, sulla base delle priorità regionali e di uno specifico cronoprogramma dei bandi in uscita.
La dotazione finanziaria del Csr Toscana 2023-2027 è pari a quasi 749 milioni di euro con le seguenti percentuali di cofinanziamento regionale, nazionale ed europeo:

  • 17,79% di fondi regionali
  • 41,51% di fondi nazionali
  • 40,70% di fondi europei e, nello specifico, del Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (Feasr)

In Toscana, su 76 interventi previsti nel PSP Italia, ne sono stati attivati 48.
I 48 interventi attivati in Toscana per lo sviluppo rurale riguardano quatto temi:

  1. Ambiente
  2. Investimenti
  3. Cooperazione
  4. Conoscenza

E prevedono:

  • Interventi a capo/superficie: premi/pagamenti compensativi
  • Investimenti
  • Interventi per la cooperazione
  • Sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura (Akis – Agricultural Knowledge and Innovation System)

Di seguito è illustrato lo schema degli Obiettivi generali e specifici del CSR.

Obiettivi del CSR

Le tipologie di interventi che più sono di interesse per l’avifauna rientrano nelle seguenti categorie.

SRA – Ambiente e clima

Gli interventi SRA promuovono l’introduzione e il mantenimento di pratiche agricole a basso impatto ambientale, proponendo modelli produttivi più attenti a un uso sostenibile delle risorse; incentivano una gestione ambientalmente sostenibile delle attività agricole, in termini di tutela della qualità delle acque e dei suoli agricoli, di salvaguardia della biodiversità e di valorizzazione del paesaggio agrario, nonché della conservazione di razze animali autoctone minacciate di abbandono.

SRB – Sostegno zone svantaggiate

Gli interventi SRB favoriscono il mantenimento dell’attività agricola e/o zootecnica in zona montana, in zone con vincoli naturali significativi e/o specifici. Gli interventi, attraverso un’indennità annuale per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU), compensa il mancato guadagno e i costi aggiuntivi sostenuti dalle aziende agricole per lo svolgimento delle attività agricole e di allevamento, rispetto alle zone non soggette a svantaggi naturali.

SRD – Investimenti

Gli interventi SRD sono finalizzati a potenziare la competitività sui mercati delle aziende agricole e delle imprese che operano nell’ambito della trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti agricoli e ad accrescere la redditività delle stesse, migliorandone, al contempo, le performance climatico- ambientali ed il miglioramento del benessere animale negli allevamenti. Inoltre il sostegno agli investimenti nelle aziende agricole in attività extra-agricole, permette l’incremento del reddito delle famiglie agricole e, allo stesso tempo, contribuisce a contrastare la tendenza allo spopolamento delle aree rurali, rinforzato inoltre, dagli investimenti in infrastrutture di base. Rientrano tra gli interventi SRD anche gli investimenti produttivi e non produttivi delle foreste e gli investimenti in prevenzione e ripristino di danni alle foreste.

Uccelli nelle zone agricole e Farmland Bird Index (FBI)
Il progetto “L’indicatore Farmland Bird Index per il PSN della PAC 2023_2027. Censimento ornitologico annualità 2023 e 2024.” è un progetto di monitoraggio degli uccelli comuni tipici delle aree agricole e nidificanti in Italia che segue i precedenti progetti che annualmente a partire dal 2009, sono finanziati e sostenuti dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf), nell’ambito delle attività delle Rete Rurale Nazionale.
Un altro aspetto importante è che tale monitoraggio si riallaccia ad un precedente progetto di censimento denominato Mito200 (Monitoraggio Italiano Ornitologico), iniziato nel 2000, e ciò ha permesso di avere un archivio di dati continuativi di oltre 25 anni. Ciò che si ottiene al termine di ogni stagione di campionamento è un valore che misura l’andamento complessivo a livello nazionale e regionale delle popolazioni di uccelli che nidificano negli ambienti agricoli e rappresenta uno degli indici che l’Unione Europea richiede agli stati membri per misurare la sostenibilità ambientale della Politica Agricola Comunitaria.
Per la Regione Toscana i dati raccolti con il contributo del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste tra il 2009 e il 2025, congiuntamente a quelli presenti nella banca dati regionale (2001-2014) e nella banca dati del progetto MITO2000 (2000-2008), consentono di definire con certezza, al momento attuale, le tendenze in atto di 22 specie sulle 24 considerate.
Il Farmland Bird Index regionale ha mostrato una crescita iniziale culminata con il triennio 2007-2009, dopodiché l’indicatore è progressivamente calato mantenendosi, a partire dal 2012, su valori significativamente inferiori rispetto a quelli del periodo precedente. La tendenza complessiva dell’indicatore viene classificata in “declino moderato”. Nel 2025 il valore dell’indicatore è risultato pari all’83,60% di quello iniziale.
La banca dati regionale si conferma una delle più corpose e valide nel panorama nazionale, anche grazie al supporto che Regione Toscana ha garantito prima dell’inizio della collaborazione tra Rete Rurale Nazionale e Lipu. Il Farmland Bird Index regionale rappresenta adeguatamente l’andamento complessivo degli indici di popolazione degli uccelli nidificanti nei principali paesaggi agrari della Toscana. Da questo punto di vista è interessante notare il fatto che, a differenza di quanto accaduto in alcune regioni dell’Italia settentrionale, il declino dell’indicatore aggregato non si è mostrato sin dai primi anni del monitoraggio ma sembra avere avuto un inizio più tardivo. Tale andamento potrebbe rispecchiare i processi di intensificazione delle pratiche agricole che, nei sistemi collinari dell’Italia centrale, si sono sviluppati in tempi più recenti rispetto a quanto accaduto ad esempio in Pianura Padana. In questo contesto sarà importante tenere sotto osservazione l’evolversi della situazione attraverso indicatori di biodiversità come il Farmland Bird Index. Per far sì che questo strumento mantenga la propria efficacia anche in futuro non bisognerà abbassare gli elevati standard qualitativi regionali nella raccolta dei dati, mantenendo dunque una buona copertura territoriale e garantendo la ripetizione regolare dei rilievi in un elevato numero di stazioni di rilevamento.

La Toscana e l’importanza dell’avifauna
Circa il 10 per cento del territorio regionale in Toscana, per una superficie totale di circa 230mila ettari (escluso le aree a mare), è coperto da parchi e aree protette; un patrimonio “verde” di ricchezze naturalistiche e di biodiversità che attrae un numero sempre maggiore di visitatori e che si coniuga perfettamente con quello culturale contribuendo ad una valorizzazione diffusa e capillare del territorio regionale nonché allo sviluppo di un “turismo sostenibile”.
Insistono sul territorio toscano 3 Parchi Nazionali, 3 Parchi Regionali, 35 riserve naturali statali (di cui 28 non ricomprese nei Parchi) e 47 Riserve naturali regionali.
A questo quadro si aggiungono alte aree a divieto di caccia (Oasi di protezione, Zone di protezione, Zone di Ripopolamento e Cattura) che portano la superficie a divieto di caccia ad oltre il 22% ella S.A.F..
La scelta strategica della Regione Toscana è quella di investire sempre di più in queste aree ed in particolar modo nel ripristino degli habitat agricoli, in modo da creare situazioni sempre più positive per l’avifauna migratoria.

Di seguito gli interventi specifici per l’avifauna migratoria.

Codice intervento SRA08
Nome intervento ACA8 – gestione prati e pascoli permanenti
Obiettivi specifici correlati, obiettivo trasversale e obiettivi settoriali pertinenti SO6 Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi
Esigenze E2.7 E2.7 Favorire la tutela e valorizzazione della biodiversità animale e vegetale di interesse agricolo, alimentare e forestale e della biodiversità naturale attraverso la gestione sostenibile delle risorse naturali, la gestione forestale sostenibile, la riduzione degli impatti dei prodotti fitosanitari, la gestione della fauna selvatica, il controllo delle specie alloctone e il ripristino e la tutela di ecosistemi naturali particolarmente quelli connessi alle attività agro-silvo-pastorali

E2.8 Tutela, valorizzazione e ripristino del paesaggio rurale

Finalità e descrizione generale
L’intervento “Gestione prati e pascoli permanenti” prevede un pagamento annuale per ettaro di prato o prato pascolo favore dei beneficiari che si impegnano volontariamente ad aderire al presente intervento per un periodo di cinque anni. L’intervento è finalizzato alla salvaguardia della biodiversità e alla fornitura dei servizi eco-sistemici e alla tutela delle risorse naturali, come suolo e acqua, inoltre concorre alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento agli stessi. I prati e pascoli permanenti, in quanto aree con elevata proporzione di vegetazione semi-naturale, e per questo considerate aree agricole ad alto valore naturalistico (AVN), favoriscono la biodiversità e la presenza di specie e habitat, contribuendo al perseguimento dell’Obiettivo specifico 6. Inoltre, la loro gestione sostenibile limita i processi di erosione e degrado del suolo ed elimina l’apporto di fertilizzanti chimici di sintesi e di agrofarmaci potenzialmente inquinanti le risorse idriche, quindi, favorisce la protezione del suolo e della qualità delle acque, contribuendo al perseguimento dell’Obiettivo specifico 5. Sul versante climatico, i prati e i pascoli oggetto di pratiche di mantenimento contribuiscono nell’ambito del settore LULUCF (Land Use, Land Use Change, Forestry) alla stima degli assorbimenti e delle emissioni gas serra nella categoria Grazing land management, che strutturalmente registra un assorbimento netto, proteggendo gli stock di carbonio esistenti e aumentandone il sequestro. Gli impegni sopra elencati contribuiscono anche agli obiettivi specifici del Green Deal europeo contenuti nella Strategia “Dal produttore al consumatore” e nella “Strategia sulla biodiversità” (COM/2020/380 final), relativamente alla riduzione dell’uso dei pesticidi e delle perdite dei nutrienti. L’intervento si applica su tutto il territorio nazionale ed alle tipologie colturali dei prati permanenti, prati pascoli e pascoli.

Si articola in due azioni:

  • Azione 8.1: Gestione sostenibile dei prati permanenti
  • Azione 8.2: Gestione sostenibile dei prati-pascoli permanenti

L’intervento prevede un periodo di impegno di durata pari a 5 anni

Impegni
Azione 8.1: Gestione sostenibile dei prati permanenti

  • 1 Almeno 1 sfalcio all’anno a prescindere dalla quota; lo sfalcio deve essere eseguito con l’utilizzo di macchine munite di barre di involo
  • 2 Eliminazione con mezzi meccanici o manuali delle piante arbustive infestanti, con asportazione di tutto il materiale di risulta (al di fuori del periodo riproduttivo dell’avifauna: marzo – settembre)
  • 3 Divieto di utilizzo di fanghi in agricoltura e di ogni altro rifiuto recuperato in operazioni R10 ai sensi della Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006. Divieto di utilizzo dei fertilizzanti chimici di sintesi
  • 4 È consentito solo l’utilizzo di diserbanti e altri prodotti fitosanitari ammessi dall’agricoltura biologica. Divieto di utilizzo del principio attivo glifosate su tutta l’UTE

Azione 8.2: Gestione sostenibile dei prati-pascoli permanenti

  • 1 Carico massimo di bestiame pari a 1,5 UBA per ettaro di SAU dell’UTE oggetto di impegno; carico compreso tra 0,21 e 0,8 UBA/ettaro di prato pascolo in siti Natura 2000 e tra 0,21 e 1,0 UBA/ettaro nelle altre zone
  • 2 Nel caso in cui il carico di bestiame sia compreso tra 0,21 e 0,4, esecuzione di almeno uno sfalcio annuo; gli sfalci devono essere eseguiti con l’utilizzo di macchine munite di barre di involo; lo sfalcio (sempre con le barre di involo) può essere praticato anche per range di carico superiori a 0,4 UBA/ettaro di prato pascolo per mantenerlo in buone condizioni
  • 3 Eliminazione con mezzi meccanici o manuali delle piante arbustive infestanti, con asportazione di tutto il materiale di risulta (al di fuori del periodo riproduttivo dell’avifauna: marzo – settembre)
  • 4 Divieto di utilizzo di fanghi in agricoltura e di ogni altro rifiuto recuperato in operazioni R10 ai sensi della Parte IV del D. Lgs. n. 152/2006. Divieto di utilizzo dei fertilizzanti chimici di sintesi.
  • 5 È consentito solo l’utilizzo di diserbanti e altri prodotti fitosanitari ammessi dall’agricoltura biologica. Divieto di utilizzo del principio attivo glifosate su tutta l’UTE
Fondi stanziati

per il territorio regionale (euro) per il quinquennio

1.000.000
Azione 8.1 8.2
Premio a ettaro (euro) 140,00 140,00
Ettari (ha) a livello regionale 7.142

Per il 2025 assegnati 280.273 euro per 49 domande ricevute.

Codice intervento SRA25
Nome intervento ACA25 – tutela delle colture arboree a valenza ambientale e paesaggistica
Obiettivi specifici correlati, obiettivo trasversale e obiettivi settoriali pertinenti SO6 Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi
Esigenze E2.8 Tutela, valorizzazione e ripristino del paesaggio rurale

Finalità e descrizione generale
L’intervento prevede un pagamento ad ettaro a favore dei beneficiari che si impegnano a mantenere e recuperare colture arboree in aree a valenza ambientale e paesaggistica presenti su tutto il territorio nazionale. Le funzioni svolte in tali aree dalle colture arboree consistono principalmente nella tutela della biodiversità e del paesaggio agrario oltre alla prevenzione del dissesto idrogeologico e del rischio di incendi. A causa degli svantaggi naturali che caratterizzano tali aree (elevata pendenza dei terreni, presenza di terrazzamenti, ecc.) la coltivazione di queste colture arboree richiede maggiori costi e fornisce minori ricavi rispetto a quelle ubicate in aree più favorite (ad esempio in terreni di pianura). In tali aree risultano fortemente ostacolate e difficilmente meccanizzabili le operazioni colturali che hanno maggiore impatto sui costi di produzione (potatura e raccolta). Nelle aree soggette al vincolo paesaggistico o interessate da altre forme di tutela del paesaggio, come nelle zone con pendenze elevate, risultano inoltre fortemente limitate le possibilità di ristrutturazione di tali impianti arborei, finalizzate al contenimento dei costi di produzione e all’incremento dell’efficienza produttiva.
La scarsa redditività della gestione di tali colture arboree ha causato, soprattutto nelle zone più difficili, il diffondersi di fenomeni di abbandono o di parziale abbandono (riduzione delle cure colturali) che determinano una perdita del valore ambientale e paesaggistico di tali territori, oltre a contribuire allo spopolamento delle aree rurali e a rappresentare serbatoi per la riproduzione dei patogeni, in particolare per gli oliveti della mosca delle olive nei frutti non raccolti. Al fine di preservare le importanti funzioni ambientali e paesaggistiche svolte da queste colture e di prevenire il rischio di abbandono, è necessario prevedere un sostegno economico per gli agricoltori che si impegnano ad effettuare le operazioni colturali necessarie per il mantenimento della valenza ambientale e paesaggistica di tali superfici.
L’intervento contribuisce principalmente al perseguimento dell’Obiettivo specifico 6, promuovendo il recupero e la gestione di colture arboree in aree di particolare valenza paesaggistica. Inoltre contribuisce all’Obiettivo specifico 5, poiché prevede un uso sostenibile e ridotto di pesticidi per il controllo delle infestanti.

Si articola in due azioni:

  • Azione 1: Oliveti
  • Azione 2: Castagneti da frutto

L’Azione 1 per il mantenimento e il recupero degli oliveti a valenza ambientale e paesaggistica prevede un sostegno per ettaro di oliveto a favore dei beneficiari che si impegnano a mantenere o a recuperare oliveti ricadenti in aree di particolare pregio paesaggistico e ambientale e soggetti al rischio di abbandono in quanto situati in aree ove le condizioni orografiche o i vincoli esistenti creano impedimenti alla meccanizzazione. Tali aree sono spesso caratterizzate da sistemazioni idraulico-agrarie storiche e con particolare pregio paesaggistico e ambientale e l’abbandono degli oliveti comporta una perdita delle importanti funzioni ambientali e paesaggistiche da essi svolte, nonché un aumento del rischio di dissesto idrogeologico, di incendi e diffusione di fitopatie.
La coltura del castagno da frutto riveste un’importanza notevole, in molte aree collinari e montane, svolgendo un ruolo fondamentale, di presidio del territorio e di salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico. Inoltre, in alcuni contesti specifici, il castagno da frutto è l’elemento caratterizzante di paesaggi, con valenza storica e ambientale straordinaria come ad esempio il paesaggio vulcanico, In questi contesti i castagneti, che per condizioni ambientali e/o di conduzione esprimono bassi livelli di produttività e di remunerazione dei fattori produttivi, si sono dimostrati particolarmente suscettibili alle avversità dei parassiti, in primo luogo il cinipide e il cancro del legno, con pericolo di abbandono della coltura. Al fine di evitare ancor più preoccupanti fenomeni di degrado dei castagneti e per recuperare le piante nella loro funzione produttiva e vegetativa, si intende promuovere un’azione specifica per la cura e la gestione attiva dei castagneti da frutto, caratterizzanti i paesaggi, a favore dei beneficiari che assumono gli impegni previsti dall’intervento in questione.
L’intervento prevede un periodo di impegno di durata pari a 5 anni

Impegni
Azione 1: Oliveti

  • I01 potatura almeno nel primo, terzo e quinto anno di impegno
  • I02 spollonatura annuale
  • I03 almeno un intervento annuale di ripulitura dalla vegetazione arbustiva da eseguire entro il mese di giugno, al fine di limitare il rischio di incendi
  • I04 asportazione dei frutti almeno tre volte nei cinque anni per evitare la riproduzione della mosca delle olive
  • I05 divieto di utilizzo di diserbanti e spollonanti I06 – registrazione delle operazioni colturali

Azione 3: Castagneti da frutto

  • I01 – almeno un intervento annuale di ripulitura dalla vegetazione erbacea e/o arbustiva volto al mantenimento e/o recupero della superfice a castagneto da frutto
  • I02 – asportazione annuale dei ricci, per evitare il diffondersi dei marciumi e l’aumento del potenziale di inoculo dei parassiti
  • I03 – divieto di utilizzo di diserbanti e spollonanti
  • I04 – sostituzione piante morte o deperienti nel rispetto delle misure di conservazione previste in applicazione della Direttiva Habitat e della Direttiva Uccelli e di altre prescrizioni relative alle aree protette
  • I05 – registrazione delle operazioni colturali
Fondi stanziati

per il territorio regionale (euro) per il quinquennio

7.402.606
Azione (euro) 1 2
Premio a ettaro 840,00 600,00
Ettari (ha) a livello regionale 12.500

Per il 2025 assegnati 1.800.000 euro per 640 domande ricevute.

Codice intervento SRB01
Nome intervento sostegno zone con svantaggi naturali montagn a
Obiettivi specifici correlati, obiettivo trasversale e obiettivi settoriali pertinenti SO6 Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi
Esigenze E1.11 Sostegno alla redditività delle aziende

Finalità e descrizione generale
L’obiettivo dell’intervento è il mantenimento dell’attività agricola e/o zootecnica in zona montana. Risulta essenziale contribuire al presidio di queste aree fragili con l’erogazione di una indennità annuale per ettaro che compensi gli svantaggi che gli agricoltori devono affrontare per lo svolgimento delle attività agricole e di allevamento, rispetto alle zone non soggette a svantaggi naturali. L’intervento, attraverso un’indennità annuale per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU), compensa il mancato guadagno e i costi aggiuntivi sostenuti dalle aziende agricole nelle zone montane (Esigenza 1.11) secondo le specificità regionali. L’indennità interessa le zone montane dove va tutelata la presenza dell’agricoltura la cui permanenza va incentivata e sostenuta, al fine di evitare l’abbandono e di preservare i servizi ecosistemici. Il sostegno ha una durata annuale, riferita all’anno solare.

Impegni
È necessario detenere un valido titolo di possesso per la SAU oggetto di indennità dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di impegno. Se necessario, è consentito il rinnovo del titolo, senza soluzione di continuità.
OB01: I beneficiari sono tenuti al rispetto dei pertinenti Criteri di Gestione Obbligatori e delle norme in materia di Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali ai sensi dell’art. 12 del Reg. UE n. 2021/2115.

Fondi stanziati

per il territorio regionale (euro)

22.400.000
Azione
Premio a ettaro (euro) Massimo 360 minimo 250
Ettari (ha) a livello regionale 7.639

Bando ancora aperto per il 2025.

Codice intervento SRC01
Nome intervento pagamento compensativo zone agricole natura 2000
Obiettivi specifici correlati, obiettivo trasversale e obiettivi settoriali pertinenti SO6 Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi
Esigenze E2.8 Tutela, valorizzazione e ripristino del paesaggio rurale

E2.9 Sostegno e sviluppo dell’agricoltura nelle aree con vincoli naturali

Finalità e descrizione generale
La finalità principale dell’intervento è di compensare gli agricoltori e altri gestori del territorio per gli svantaggi territoriali specifici imposti da requisiti derivanti dall’applicazione delle Direttive 92/43/CEE “Habitat” e 147/09/CE “Uccelli”. L’intervento riconosce un pagamento annuale per ettaro di superficie al fine di compensare, in tutto o in parte, gli agricoltori e altri soggetti gestori del territorio per i costi aggiuntivi e il mancato guadagno, compresi i costi di transazione, derivanti da vincoli e restrizioni per le pratiche agricole stabiliti dalle misure di conservazione e piani di gestione o altri strumenti di pianificazione che impongono limitazioni alle pratiche agricole nelle aree Natura 2000. Il pagamento per svantaggi territoriali specifici nelle aree agricole Natura 2000 è concesso per il rispetto di requisiti obbligatori imposti all’attività o all’uso agricolo del suolo in relazione alla gestione di prati e pascoli permanenti, dei seminativi o colture permanenti, degli elementi naturali e seminaturali del paesaggio agrario ad elevato valore ambientale, delle zone umide e per altre pratiche di gestione funzionali alle esigenze ecologiche degli habitat e delle specie protette dalla Direttiva 92/43/CEE e 147/09/CE. Il sostegno viene concesso agli agricoltori e altri gestori del territorio in relazione agli svantaggi derivanti da requisiti obbligatori che vanno al di là delle pertinenti norme BCAA stabilite dal Regolamento (UE) 2021/2115. Il sostegno copre, altresì, la necessità di sottoporre alcune operazioni alla valutazione di incidenza, di cui all’art. 6 paragrafi 3 e 4 della Direttiva 92/43 CEE “Habitat”, e la necessità di adempiere a disposizioni regolamentari che prevedono, ad esempio, l’attuazione di azioni di ripristino o la redazione di 190 piani di gestione delle aree aperte (piani di pascolamento).
C05 – Le superfici agricole oggetto della compensazione devono ricadere in aree Natura 2000 (Zone Speciali di Conservazione e Zone di Protezione Speciale designate ai sensi della Direttiva 92/43/CEE) o in altre aree naturali protette, di cui alla legge n.394/1991, soggette a vincoli ambientali relativi all’attività agricola, che contribuiscono all’attuazione dell’articolo 10 della Direttiva 92/43/CEE, a condizione che tali zone non superino il 5% delle aree Natura 2000 designate a livello nazionale. La superficie totale a livello nazionale delle aree Natura 2000 a terra è pari a 5.844.708 ha(MiTE, 2021), pertanto, il limite massimo del 5%, per le altre aree protette, corrisponde a 292.235 ha.
C06 – Le superfici agricole oggetto della compensazione devono essere soggette a requisiti di gestione obbligatori per le pratiche agricole stabiliti dalle misure di conservazione generali e sito specifiche e dai piani di gestione o da altre norme e strumenti di pianificazione che impongono limitazioni alle pratiche agricole in aree Natura 2000.

Impegni

  1. Gestione di prati e pascoli permanenti: obbligo di asportazione degli arbusti, di trinciatura degli arbusti, di spandimento del letame, punti di abbeveraggio e di sfalcio di ripulitura (solo per pascoli con carichi compresi tra 0,2 e 0,4 UBA/ha);
  2. Gestione di seminativi (o colture permanenti): obbligo di conversione di seminativi a pascolo estensivo;
  3. Gestione di zone umide: obbligo di sfalcio delle superfici a canneto; obbligo di non mettere a coltura le aree.
Fondi stanziati

per il territorio regionale (euro)

 

250.000

Azione (euro) A B C
Premio a ettaro 145,00 555,00 546,00
Ettari (ha) a livello regionale 572 149 152
Codice intervento SRD04
Nome intervento investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale
Obiettivi specifici correlati, obiettivo trasversale e obiettivi settoriali pertinenti SO6 Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi
Esigenze E2.7 Favorire la tutela e valorizzazione della biodiversità animale e vegetale di interesse agricolo, alimentare e forestale e della biodiversità naturale attraverso la gestione sostenibile delle risorse naturali, la gestione forestale sostenibile, la riduzione degli impatti dei prodotti fitosanitari, la gestione della fauna selvatica, il controllo delle specie alloctone e il ripristino e la tutela di ecosistemi naturali particolarmente quelli connessi alle attività agro-silvo-pastorali

E2.8 Tutela, valorizzazione e ripristino del paesaggio rurale

Finalità e descrizione generale
L’intervento è finalizzato alla realizzazione di investimenti non produttivi agricoli (intesi come investimenti su superfici a prevalente destinazione agricola ancorché non utilizzate attualmente a tale scopo) con una chiara e diretta caratterizzazione ambientale, in connessione con gli obiettivi specifici 5 e 6. In relazione al carattere non produttivo degli investimenti, il presente intervento prevede che gli stessi non siano connessi al ciclo produttivo aziendale oppure in caso di connessione che non producano un significativo incremento del valore e/o della redditività aziendali. Con riferimento alla chiara e diretta caratterizzazione ambientale, il presente intervento non prevede la possibilità di sostenere investimenti per l’adeguamento a norme esistenti o a standard ambientali comunemente in uso.
In relazione alla finalità specifica degli investimenti, il presente intervento è articolato in due distinte azioni:
Azione 1 – Investimenti non produttivi finalizzati ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità e a preservare il paesaggio rurale
Viene fornito un sostegno ad investimenti che perseguono le finalità specifiche di:

  • contribuire a rendere il sistema agricolo più resiliente ai cambiamenti climatici, incrementando la complessità specifica ed ecosistemica delle aree coltivate;
  • salvaguardare la biodiversità animale e vegetale favorendo la riproduzione di specie floristiche e faunistiche autoctone e contenendo al contempo la diffusione di specie alloctone;
  • consentire la convivenza pacifica tra agricoltori/allevatori e fauna selvatica;
  • preservare gli habitat e i paesaggi rurali, storici e tradizionali, salvaguardandone gli elementi tipici.

Azione 2 – Investimenti non produttivi finalizzati al miglioramento della qualità dell’acqua
L’azione concorre direttamente al perseguimento degli obiettivi della direttiva quadro sulle acque attraverso un sostegno per la realizzazione di investimenti non produttivi finalizzati ad una migliore gestione/miglioramento qualitativo dell’acqua quali, a titolo esemplificativo:

  • ealizzazione di fasce tampone arboree/arbustive e/o messa a dimora di vegetazione nel reticolo idrico minore ed artificiale, al fine di ridurre l’inquinamento nelle acque superficiali;
  • realizzazione di reti di monitoraggio quali-quantitative delle acque utilizzate a scopo irriguo o ad esse connesse, aggiuntive rispetto agli obblighi di misurazione vigenti.

Impegni
Il beneficiario di un’operazione di investimento si impegna a:
IM01 – realizzare l’operazione conformemente a quanto definito con atto di concessione dall’Autorità di Gestione territorialmente competente, fatte salve eventuali varianti e/o deroghe stabilite dalla stessa;
IM02 – assicurare la stabilità dell’operazione di investimento oggetto di sostegno per un periodo minimo di cinque anni.

Fondi stanziati

per il territorio regionale (euro)

 

4.000.000

Per il 2025 assegnati 314.411 euro per 390 domande ricevute.

Codice intervento SRD05
Nome intervento impianti forestazione/imboschimento e sistemi agroforestali su terreni agricoli
Obiettivi specifici correlati, obiettivo trasversale e obiettivi settoriali pertinenti SO6 Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi
Esigenze E2.8 Tutela, valorizzazione e ripristino del paesaggio rurale

L’intervento contribuisce al perseguimento degli Obiettivi specifici 1, 4 e 6, ed è volto a realizzare su superfici agricole, nuovi soprassuoli forestali naturaliformi e di arboricoltura, e sistemi agroforestali, al fine, principalmente, di incrementare la capacità di assorbimento e di stoccaggio del carbonio atmosferico nel suolo e nella biomassa legnosa utilizzabile anche a fini duraturi. Il sostegno contribuisce inoltre, al perseguimento degli impegni europei e internazionali sottoscritti dal Governo italiano in materia di conservazione della biodiversità e mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, e degli obiettivi dell’Unione fissati nel Green Deal e dalle Strategie Forestale (COM/2021/572 final) e per la Biodiversità (COM(2020) 380 final), recepiti e attuati dagli strumenti strategici nazionali e regionali (Strategia Forestale Nazionale, Strategia Nazionale per la Biodiversità, Programmi forestali regionali). L’intervento promuove altresì il ruolo multifunzionale delle foreste, in linea con i principi paneuropei di Gestione Forestale Sostenibile (GFS) e delle Linee guida europee per “Afforestation and Reforestation”, recepiti dalla normativa nazionale e regionale di settore. L’intervento persegue quindi, le seguenti finalità di interesse nazionale:

a)incrementare la superficie forestale naturaliforme, di arboricoltura e di sistemi agroforestali; b)incrementare l’assorbimento e lo stoccaggio del carbonio atmosferico, nei soprassuoli, nel suolo e nella biomassa legnosa utilizzabile anche a fini duraturi;
c)migliorare la conservazione della biodiversità e degli habitat forestali, garantendo la presenza di aree forestali di elevato valore naturalistico;
d)migliorare la funzione protettiva dei soprassuoli forestali per la conservazione del suolo, dell’equilibrio idrogeologico e della regolazione del deflusso idrico;
e)fornire prodotti legnosi e non legnosi;
f)fornire servizi ecosistemici e migliorare le funzioni pubbliche delle foreste; g)diversificare il reddito aziendale agricolo.

Tali finalità saranno perseguite attraverso l’erogazione di un sostegno ai titolari della conduzione di superfici agricole, a copertura in tutto o in parte dei costi sostenuti per realizzare una o più delle seguenti Azioni di interesse nazionale:
SRD05.1) Impianto di imboschimento naturaliforme su superfici agricole; Impianto naturaliforme con finalità multiple (ambientali, paesaggistiche, socio-ricreative nonché produttive- legno, legname e tartufi), realizzato utilizzando specie forestali arboree e arbustive autoctone di origine certificata, anche micorizzate, adatte alle condizioni ambientali locali, al fine di creare nuove superfici forestali permanenti. Pertanto, le superfici agricole su cui viene realizzato l’imboschimento non sono reversibili al termine del periodo di permanenza, rientrano nella definizione di bosco di cui alla L.R. 39/00 e ss.mm.ii. e su queste superfici si applicano le normative regionali del settore forestale previste per i boschi.
SRD05.2) Impianto di arboricoltura a ciclo breve o medio-lungo su superfici agricole; Impianto con finalità multiple (ambientali, paesaggistiche, socio-ricreative nonché produttive – legno, legname e tartufi), realizzato utilizzando specie forestali arboree e arbustive autoctone di origine certificata, di antico indigenato o altre specie forestali adatte alle condizioni ambientali locali, compresi i cloni di pioppo e le piante micorizzate. Gli impianti realizzati sono reversibili al termine del periodo di permanenza previsto nell’atto di concessione.
SRD05.3) Impianto sistemi agroforestali su superfici agricole:
3.1) Sistemi silvoarabili su superfici agricola;
Gli impianti nei quali siano presenti sulla stessa superficie, consociazioni di colture e produzioni agricole e zootecniche con specie forestali arboree e arbustive autoctone, di antico indigenato o altre specie forestali di origine certificata, adatte alle condizioni ambientali locali, con densità non inferiore a 50 e non superiore a 150 piante arboree ad ettaro (ordine sparso, filari, gruppi o sesti di impianto regolari). Tali superfici possono essere utilizzate per la produzione agricola e foraggera, per il pascolamento diretto e/o lo sfalcio e per una produzione accessoria di assortimenti legnosi (legno da opera e/o biomassa a uso energetico), e/o prodotti forestali non legnosi, nonché con funzioni di frangivento e per la diversificazione ambientale. Gli impianti realizzati sono reversibili al termine del periodo di permanenza previsto nell’atto di concessione

Impegni
L’accesso al sostegno è subordinato all’impegno da parte del beneficiario a:
IM01 – realizzare e mantenere l’operazione conformemente a quanto indicato nel “Piano di investimento” e definito con atto di concessione, fatte salve eventuali varianti e/o deroghe stabilite negli ulteriori documenti attuativi regionali;
IM02 – non cambiarne la destinazione d’uso delle superfici oggetto di intervento per l’intero periodo temporale di permanenza previsto dall’atto di concessione (cfr. IM03), tranne per casi debitamente giustificati e riconosciuti negli ulteriori documenti attuativi regionali. In caso di cessione il subentro è ammissibile solo nel caso in cui vengano sottoscritti dal subentrante gli impegni esistenti;
IM03 –non modificare la natura degli impianti per l’intero periodo temporale di permanenza degli stessi previsto dall’atto di concessione, in modo che non vengano compromessi gli obiettivi originari dell’investimento. Tale periodo deve essere, per l’Azione:

  • 1: non inferiore a 15 anni, fermo restando che le superfici agricole imboschite con la presente Azione rientrano nella definizione di bosco, e su queste si applicano quindi, le disposizioni della L.R. 39/00 e ss.mm.ii. previste per i boschi; ·
  • 2: superiore a 8 anni per gli impianti di arboricoltura a ciclo breve e non inferiore a 15 anni per impianti di arboricoltura a ciclo medio-lungo, compresi gli impianti di arboricoltura con specie forestali micorrizzate. Per questi impianti, nel rispetto delle norme forestali regionali le superfici in cui viene realizzato l’impianto non sono vincolate a bosco;
  • 3: superiore a 8 anni. Nel rispetto dele norme nazionale e regionali di settore le superfici in cui viene realizzato l’impianto non sono vincolate a bosco;

Tali soglie sono giustificate in ragione delle differenti tipologie di impianti potenzialmente realizzabili, del contesto ecologiche e pedoclimatiche del territorio regionale e degli obiettivi che si vogliono raggiungere.
IMO4 -La durata dell’impegno di cui ai punti precedenti parte dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di presentazione della domanda di pagamento del saldo.
IM05 – La conduzione delle superfici di investimento deve essere mantenuta, dalla data di presentazione della domanda di aiuto fino al termine del periodo di permanenza dell’operazione previsto per l’investimento realizzato, secondo quanto previsto ai precedenti punti IM03 e IM04.

Fondi stanziati

per il territorio regionale (euro)

 

4.500.000

Per il 2024 assegnati 3.439.032 euro per 161 domande ricevute.

Codice intervento SRD11
Nome intervento investimenti non produttivi forestali
Obiettivi specifici correlati, obiettivo trasversale e obiettivi settoriali pertinenti SO6 Contribuire ad arrestare e invertire la perdita di biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi
Esigenze E2.7 Favorire la tutela e valorizzazione della biodiversità animale e vegetale di interesse agricolo, alimentare e forestale e della biodiversità naturale attraverso la gestione sostenibile delle risorse naturali, la gestione forestale sostenibile, la riduzione degli impatti dei prodotti fitosanitari, la gestione della fauna selvatica, il controllo delle specie alloctone e il ripristino e la tutela di ecosistemi naturali particolarmente quelli connessi alle attività agro-silvo-pastorali

E2.8 Tutela, valorizzazione e ripristino del paesaggio rurale

E2.9 Sostegno e sviluppo dell’agricoltura nelle aree con vincoli naturali

Finalità e descrizione generale
L’intervento contribuisce al perseguimento degli obiettivi specifici 4, 5, e 6, ed è volto principalmente ad enfatizzare il ruolo multifunzionale svolto dalle foreste e dalla Gestione Forestale Sostenibile (GFS) nella fornitura di servizi ecosistemici in materia di tutela ambientale, conservazione della biodiversità, degli habitat e dei paesaggi tradizionali forestali, nonché di valorizzare le funzioni culturali e socio-ricreative delle foreste. Il sostegno contribuisce inoltre, al perseguimento degli impegni europei e internazionali sottoscritti dal Governo in materia di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico e degli obiettivi dell’Unione fissati nel Green Deal e dalle Strategie Forestale europea (COM/2021/572 final), coerentemente con gli obiettivi della Strategia europea per la Biodiversità (COM(2020) 380 final), recepiti e attuati dagli strumenti strategici adottati a livello nazionale e regionale (Strategia Forestale Nazionale, Strategia nazionale per la biodiversità, Programmi forestali regionali, ecc). L’intervento persegue, quindi, le seguenti finalità:

  1. a) Migliorare la conservazione della biodiversità e degli habitat forestali, garantendo la presenza di aree forestali di elevato valore naturalistico;
  2. b) Mantenere una copertura continua dei soprassuoli, migliorando le funzioni microclimatiche dei popolamenti forestali, la resilienza al cambiamento climatico, e ai potenziali danni da eventi naturali, parassiti e malattie
  3. c) Valorizzare la funzione protettiva dei soprassuoli forestali nella conservazione del suolo, nell’equilibrio idrogeologico e nella regolazione del deflusso idrico;
  4. d) Contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico e all’assorbimento e lo stoccaggio del carbonio atmosferico nei soprassuoli, nel suolo e nella biomassa legnosa, incentivando azioni che aumentano la capacità di sequestro del carbonio;
  5. e) Migliorare l’erogazione dei servizi ecosistemici, valorizzando le funzioni ambientali e pubbliche delle foreste al fine di promuovere anche il riconoscimento dei servizi forniti dagli ecosistemi forestali (PES). Tali finalità saranno perseguite, nel rispetto della normativa nazionale e regionale di riferimento, attraverso l’erogazione di un contributo ai titolari di superfici forestali, aree assimilate a bosco o di pertinenza funzionale, a copertura in tutto o in parte dei costi sostenuti per realizzare investimenti non produttivi con le seguenti Azioni:

SRD11.1) Tutela dell’ambiente, adattamento al cambiamento climatico e conservazione del paesaggio. Investimenti volti a incrementare e migliorare le funzioni ambientali e sociali del bosco e la fornitura in particolare di servizi ecosistemici di regolazione. L’investimento è quindi volto a coprire le spese necessarie per poter realizzare:

  1. a) interventi selvicolturali di tutela, conservazione e riqualificazione ambientale degli ecosistemi forestali, di salvaguardia di habitat forestali specifici, di pregio ambientale o di interesse paesaggistico e di aree ad elevato valore naturalistico;
  2. b) interventi di gestione volti a migliorare l’efficienza ecologica degli ecosistemi forestali, favorire la rinaturalizzazione e la diversificazione della struttura forestale, della composizione specifica, e di miglioramento della connessione spaziale ecologica, lo stoccaggio del carbonio;
  3. c) interventi di controllo della fauna selvatica e/o domestica a protezione della rinnovazione naturale e artificiale;
  4. d) interventi di realizzazione, miglioramento e ampliamento delle opere di idraulica forestale e ingegneria naturalistica volte a incrementare la stabilità idrogeologica;
  5. e) recupero, conservazione e adeguamento di opere e componenti tipiche e tradizionali del paesaggio e della cultura in ambiente forestale;
  6. f) interventi di realizzazione, miglioramento e installazione di opere e infrastrutture con funzione informativa e didattica, di punti informazione, osservazione e avvistamento, ecc.

SRD11.2) Miglioramento e realizzazione delle infrastrutture al servizio dell’uso multifunzionale del bosco. Investimenti volti a incrementare la multifunzionalità delle foreste. L’investimento è quindi volto a coprire le spese necessarie per poter realizzare e migliorare le infrastrutture al servizio del bosco, quali strutture ad uso collettivo e pubblico, viabilità forestale e silvo-pastorale e sentieristica forestale, a beneficio della salute del bosco e della società e volti a garantire l’accesso e la fruizione al bosco da parte della collettività.
SRD11.3) Elaborazione di Piani di gestione forestale e strumenti equivalenti. Investimenti volti a diffondere la gestione sostenibile e multifunzionale dei boschi che non può prescindere da una Pianificazione forestale di dettaglio. L’investimento è quindi volto a coprire le spese necessarie all’elaborazione di Piani di gestione forestale o strumenti equivalenti per superfici singole e/o associate, nonché la revisione dei Piani di gestione e strumenti equivalenti in scadenza o scaduti, secondo quanto disposto dalla normativa regionale vigente.

Impegni
Il beneficiario dell’Azione si impegna:
IM01 – a realizzare gli investimenti conformemente a quanto previsto dal “Piano di investimento” approvato con l’atto di concessione, fatte salve eventuali varianti e/o deroghe stabilite negli ulteriori documenti attuativi regionali;
IM02 – a non cambiarne per un periodo di 5 anni successivo alla presentazione della domanda di saldo la destinazione d’uso delle opere e superfici oggetto di intervento, tranne per casi debitamente giustificati e riconosciuti negli ulteriori documenti attuativi regionali. In caso di cessione, il subentro è ammissibile solo nel caso in cui vengano sottoscritti dal subentrante gli impegni esistenti;
IM03 – non cambiarne la destinazione d’uso oggetto di intervento, per un periodo di 5 anni successivo alla presentazione della domanda di saldo, tranne per casi debitamente giustificati e riconosciuti.
IM04 – ad assicurare la piena fruibilità al pubblico delle infrastrutture di cui alla lettera f) dell’azione SRD11.1) e all’azione SRD11.2).

Fondi stanziati

per il territorio regionale (euro)

 

9.000.000

Per il 2024 assegnati 6.123.768 euro per 183 domande ricevute.

Sitografia

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