L’arsenico (As) è un elemento tossico onnipresente: può inquinare il suolo, l’acqua ed essere assimilato dalle piante. L’uomo, attraverso il consumo di acqua o cibo contaminati, può essere esposto a gravi rischi per la salute. Per queste ragioni, risulta utile analizzare il contenuto di arsenico in una delle colture di maggior interesse alimentare: il frumento. In particolare, è interessante valutare come le lavorazioni del terreno e le tecniche di fertilizzazione influenzano l’“uptake” di As nei vari caratteri morfologici della pianta. Le lavorazioni del terreno messe a confronto sono state l’aratura, la vangatura e la rippatura; le tecniche di fertilizzazione sono state rispettivamente concimazione organica e minerale. Dai risultati ottenuti si rileva che le lavorazioni del suolo influiscono sul contenuto di arsenico nella radice, nella foglia e nella cariosside della coltura di frumento…

Lorenzo Boccale – Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali – Università degli Studi della Tuscia Via S. Camillo de Lellis – 01100 Viterbo, Italy
Emanuele Radicetti – Dipartimento di Scienze chimiche, farmaceutiche ed agrarie e Forestali – Università degli Studi di Ferrara Via Luigi Borsari, n. 46 – 44121 Ferrara, Italy
Roberto Mancinelli – Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali – Università degli Studi della Tuscia Via S. Camillo de Lellis – 01100 Viterbo, Italy
Papetti Patrizia – Dipartimento di Economia e Giurisprudenza, Laboratorio di Analisi merceologiche e Territoriali (LAMeT), Università di Cassino e del Lazio meridionale, Via Sant’Angelo, Località Folcara, Cassino 03043, Italy.

Nuova scoperta volatili

Molto strano pensare che, arrivati al 2022, vi siano nel mondo nuove specie ancora da classificare. Ma non dovrebbe essere così incredibile, poiché questo accade ogni anno, da sempre. Basti pensare che solo nell’anno 2021 sono state scoperte ben 70 specie, tra animali e piante. Il campo si restringe se si passa a Classi di animali di taglia maggiore e più evidenti rispetto alla maggior parte degli artropodi ad esempio… Se si pensa a gli uccelli, la scienza è riuscita ad identificare, dal 1999, solo cinque nuove specie. Quest’anno, con grande stupore della comunità scientifica, un’altra specie si è aggiunta all’elenco delle novità. Una eccezionale scoperta. Un “taxon alato inedito”… questo l’eccezionale annuncio. Aphrastura subantarctica, questo il nome scientifico che è stato assegnato alla nuova specie di uccello, scoperta nel Parque Marino Islas Diego Ramírez-Paso Drake, a poco più di 100 chilometri a sud di Capo Horn e in mezzo al mare che separa il Sud America dal continente antartico. Il nome comune è “Rayadito subantartico”…

Federico Vinattieri, laureato in Scienze Zootecniche, allevatore, giudice, scrittore, titolare Allevamento di Fossombrone

Da una recente analisi della Coldiretti su dati Infoscan Census relativi ai primi nove mesi del 2021 è risultato il vino con la maggiore crescita sul mercato italiano: un aumento delle vendite del 49%, davanti al Brunello di Montalcino (+47%) e al Barolo (+43%). Stiamo parlando del Lugana, una Doc a cavallo tra Veneto e Lombardia, nella parte meridionale del lago di Garda. La zona di produzione riguarda poco più di duemila ettari vitati, quasi tutti nei comuni lombardi (ben 1.948 a Sirmione, Desenzano, Lonato, Pozzolengo), mentre solo Peschiera del Garda è veronese, anche se quest’ultimo comune detiene il primato del volume commerciale, visto che il 60% dell’imbottigliato è gestito da produttori veronesi. La particolarità è che tutti i comuni del Lugana ricadono sotto la diocesi di Verona…

Marco Salvaterra, laureato in Scienze agrarie presso la Facoltà di Agraria di Bologna, già docente di Estimo ed Economia agraria all’Istituto Tecnico Agrario di Firenze.

In questa seconda parte dell’argomento PIWI si cercherà di tirare le fila di quanto già detto, per fissare al meglio le idee e gli opposti giudizi su questa tematica al fine di mettere giustapposto tutte le tessere del mosaico. Quando per i PIWI si parla di immunità bisogna specificare che questo concetto in ambito scientifico: è definito come “capacità di resistenza, innata o acquisita, di un organismo nei confronti di malattie”. Per essere più divulgativi, l’immunità al Sars – Covid 19 indotta dai vaccini non escludeva che il vaccinato dopo le dosi non potesse ammallarsi di Covid, ma diminuiva la probabililità di ricoveri in terapia intensiva o ospedaliera di 1:8). Ritornando ai PIWI si avranno livelli di resistenza che comportano un minor ricorso a trattamenti fitosanitari (-70% circa), che permette alla pianta di svolgere completamente il proprio ciclo annuale con migliori produzioni quanti-qualitative…

Gennaro Pisciotta, laureato in Scienze e Tecnologie agrarie all’Università G. Marconi – Facoltà di Scienze e Tecnologie Applicate di Roma, è Agrotecnico Laureato ed Enologo Enotecnico libero professionista Maestro Assaggiatore ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio). Ha insegnato presso l’ISIS “Falcone” di Pozzuoli (Napoli) fino al 26/09/2018.

Imboschimento in Toscana

Il primo fine, orientato al contenimento delle eccedenze cerealicole per evitarne il deprezzamento, è stato raggiunto, il numero dei beneficiari, le superfici ritirate dalla coltivazione e i fondi erogati son stati notevoli, come dimostrato dall’organismo pagatore ART€A. I controlli hanno tuttavia evidenziato alcuni impianti eseguiti su terreni privi dei requisiti colturali richiesti, non più agricoli da tanti anni, con conseguente decadenza dal regime d’aiuti. Circa il secondo punto, si sono raggiunti buoni risultati con la pioppicoltura da cellulosa nelle pianure alluvionali in impianti seguiti da aziende già esperte. Per quanto riguarda gli impianti di arboricoltura da legno con latifoglie miste pregiate (noci, ciliegi, farnie, frassini, ecc.), l’auspicato raggiungimento precoce del turno di utilizzazione non si è verificato; anche gli impianti accuratamente coltivati sono ben lontani dal raggiungere la maturità; in qualche caso si è praticato il diradamento intermedio, che ha interessato le specie secondarie, soprattutto l’ontano napoletano.

Paolo Degli Antoni: Laurea in Scienze Forestali, conseguita presso la facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. Abilitazione all’esercizio della professione di Agronomo-Forestale. Già funzionario C.F.S. e collaboratore della Regione Toscana, è socio corrispondente dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali, scrive contributi scientifici di ecologia del paesaggio, biodiversità, storia, arte e antropologia del bosco. Suo oggetto privilegiato di ricerca è la rinaturalizzazione…

Esercizi di Filiera Corta

Volendo parafrasare, o meglio “rubare” da un noto film, una frase ad effetto, e renderla funzionale a questo articolo, potremmo dire “La filiera corta non è un luogo, ma un popolo di agricoli”. I sistemi agricoli si sono evoluti, forse anche arricchiti, negli ultimi anni, sotto ogni aspetto. Si è assistito ad una maggiore articolazione di natura tecnica, organizzativa, ma anche relazioni (con il mercato del consumo in particolare), ed infine dal punto di vista etico, focalizzando l’attenzione sulla sostenibilità ambientale ed il benessere degli animali. Quindi, un sistema sempre più complesso, con maggiori difficoltà nella gestione delle attività agricole che sono chiamate ad essere sempre più organizzate, sostenibili e trasparenti. Vita non semplice. In tutto questo, tra le diverse opzioni (non volendo più parlare di opportunità), forse obbligate, troviamo il concetto di “filiera corta”.

Nicolò Passeri, Dottore Agronomo, libero professionista. Dottore di ricerca in “Economia e Territorio” presso l’Università degli Studi della Tuscia. Consulente per la certificazione prodotti biologici e analisi tecnico economiche dei processi produttivi. Collabora con l’Università degli Studi della Tuscia a progetti di ricerca su studi relativi alla valutazione della sostenibilità ambientale dei processi produttivi agricoli.

Donato Ferrucci (Torino 1964), Docente sistemi qualità e certificazione dei prodotti alimentari ITS Agroalimentare Roma/Viterbo. Agronomo, pubblicista, e Master in Diritto Alimentare. Responsabile Bioagricert srl per l’area Lazio/Abruzzo/Umbria/Marche. Per info: Google “Donato Ferrucci Agronomo”.

Anteprima compostaggio

Il compost, detto anche terricciato o composta, è il risultato della bio-ossidazione e dell’umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba falciata) da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione. All’interno del cosiddetto ciclo dell’organico, il compostaggio, o biostabilizzazione, è un processo biologico aerobico e controllato dall’uomo che porta alla produzione di una miscela di sostanze umificate (il compost) a partire da residui biodegradabili vegetali sia verdi sia legnosi o anche animali mediante l’azione di batteri e funghi.

Mauro Bertuzzi, laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie presso la Facoltà di Agraria di Milano, è Presidente del Collegio dei revisori dei conti per l’Ordine interprovinciale di Milano e Lodi degli Agrotecnici e Agrotecnici Laureati.

Anteprima Volpoca

Se, come me, siete appassionati di ornitologia, non potete non conoscere questo splendido uccello acquatico. Sto parlando della Volpoca (Tadorna tadorna, Linnaeus 1758). Si tratta di una specie appartenente all’Ordine Anseriformes, alla Famiglia Anatidae, al Genere Tardorna. Fa parte della cosiddetta tribù dei Tadornini, una tipologia particolare di anatre, tutti uccelli di media mole, in grado di nutrirsi sia sulla terraferma sia in acqua, tutti con una singolare postura semi-eretta. Chiamata anche “Brandgans” in tedesco, “Tadorne de Belon” in francese, “Common Shelduck” in inglese, “Tarro Blanco” in spagnolo e “Bergeend” in olandese… questo uccello presenta una lunghezza di circa 56-67 cm ed una apertura alare di circa 100-125 cm…

Federico Vinattieri, laureato in Scienze Zootecniche, allevatore, giudice, scrittore, titolare Allevamento di Fossombrone

Anteprima Sfilata Giovenche Rendena

Non è sempre facile il connubio agricoltura-turismo ma è una strada obbligata per questi due settori produttivi tanto importanti per la crescita dell’economia del nostro Paese. Infatti, per l’agricoltura può rappresentare un’occasione di sviluppo attraverso la creazione di nuovi canali vendita (vendita diretta e canale Horeca locale, oppure l’adozione di “mucche” a distanza) e la valorizzazione delle produzioni di nicchia, e per il turismo tante occasioni per la destagionalizzazione (turismo enogastronomico in primavera e autunno), tante opportunità per il turismo esperienziale e la crescita delle zone turistiche più marginali. In quest’ottica sono nate e si sono consolidate negli ultimi decenni diverse manifestazioni di fine estate legate alla discesa del bestiame dagli alpeggi, soprattutto lungo l’intero Arco alpino.

Marco Salvaterra, laureato in Scienze agrarie presso la Facoltà di Agraria di Bologna, già docente di Estimo ed Economia agraria all’Istituto Tecnico Agrario di Firenze.

I vitigni resistenti vengono anche indicati con il termine PIWI, l’acronimo del tedesco Pilzwiderstandfähig, ossia resistente alle crittogame Oidio e Peronospora e al freddo, ridotta sensibilità a Botrite e Marciume acido, bisogna specificare che resistente non significa immune e le resistenze variano in base alla varietà. I PIWI si ottengono con incroci tra varietà di Vitis vinifera con una piccola parte di altre Vitis di origine Americana, Asiatica ecc. da cui riceve i geni di resistenza alle principali malattie fungine con 95% e oltre di Vitis vinifera, meno del 5% di altre varietà di Vitis; nelle ultime varietà arriva fino al 99%…

Gennaro Pisciotta, laureato in Scienze e Tecnologie agrarie all’Università G. Marconi – Facoltà di Scienze e Tecnologie Applicate di Roma, è Agrotecnico Laureato ed Enologo Enotecnico libero professionista Maestro Assaggiatore ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio). Ha insegnato presso l’ISIS “Falcone” di Pozzuoli (Napoli) fino al 26/09/2018.

Campi abbandonati nella cartografia

Nel recensire sul numero 6/2021 de L’Italia Forestale e Montana il libro “Paesaggi rurali della Toscana”, Giovanni Trentanovi auspicava che l’ultima parte (specifica sull’abbandono e sui disturbi naturali e antropici) potesse essere ampliata e integrata in maniera organica all’interno della struttura per classi di copertura del suolo, per darne maggiore risalto e continuità di lettura. Il primo luglio scorso è uscito una articolo su agricoltura.it nel quale si evidenzia una recente drastica riduzione della superficie agricola, specialmente in Toscana. Nel contempo, l’ufficio cartografico della Regione Toscana è impegnato nella revisione e nell’aggiornamento del materiale prodotto, ivi compresa la Carta dell’Uso e Copertura del Suolo…

Paolo Degli Antoni: Laurea in Scienze Forestali, conseguita presso la facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. Abilitazione all’esercizio della professione di Agronomo-Forestale. Già funzionario C.F.S. e collaboratore della Regione Toscana, è socio corrispondente dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali, scrive contributi scientifici di ecologia del paesaggio, biodiversità, storia, arte e antropologia del bosco. Suo oggetto privilegiato di ricerca è la rinaturalizzazione.