di Federico Vinattieri

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Particolare della testa di un Guan Fischiatore (foto F. Vinattieri)

Sono pronto a scommettere che nessuno dei miei lettori ha mai sentito nominare questo particolarissimo uccello!!
Decisamente raro, decisamente affascinante. Questo strano uccello, che di “strano” ha tutto, perfino il nome, è originario del Trinidad, la più grande delle due isole che costituiscono lo Stato di “Trinidad e Tobago”, nel Mar dei Caraibi.
Si tratta di una specie classificata “in pericolo critico” (CR), sulla famigerata “Lista Rossa” dell’UCN. Legalmente protetta dal 1963, ed inserita nella Lista CITES in “Appendice 1”, ossia al massimo grado possibile di protezione.

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Esemplare di Guan Fischiatore allo stato selvatico (foto hotspotbirding.com)

Vediamo quali sono le principali caratteristiche del Guan Fischiatore, vero nome scientifico “Pipile pipile” (Jacquin, 1784).
Facente parte della Famiglia dei “Cracidi”, che sono uccelli di medio-grosse dimensioni, solitamente con una coda piuttosto allungata, che ha la funzione di “timone” nei loro rapidi spostamenti tra albero ed albero, questi grossi “pennuti” sono simili a dei tacchini nel loro aspetto, non presentano colori accesi e vistosi nel piumaggio, ma hanno però una appariscente colorazione facciale. Solitamente tutti i nomi dei rappresentanti della famiglia dei Cracidi, possiedono dei nomi “onomatopeici”, ossia prendono il loro nome dal verso che emettono, vedi infatti “Guan Fischiatore”.
Il Guan F. ha una taglia che si aggira intorno ai 65-70 cm di lunghezza. Il suo piumaggio è di un colore bruno-nerastro che ricopre tutto il corpo, tranne la zona della testa e della punta delle ali, che è di colore bianco. La zona del “sotto-gola” (giogaia) e la regione intorno agli occhi è priva di penne, ed è di colore bluastro. Ha un dorso solido e largo. Il collo è piuttosto allungato e ricurvo. Sulla testa vi è la presenza di piume argentate, che vanno a formare una sorta di piccola “criniera”, che parte dalla base superiore del becco, all’indietro fino a quasi la fine del collo. La faccia è biancastra, come la prima parte del becco; la parte centrale del becco è blu-violaceo, mentre la parte distale (punta) è nera. L’occhio è ovale e molto scuro. Le sue zampe sono lunghe, con tarsi robusti e sono rossastre; dita piuttosto lunghe, che permettono una forte presa sui rami. La coda è larga, con lunghe e piatte penne timoniere nere.

Una volta apprese le sue principali caratteristiche morfologiche, spendiamo poche righe per conoscere meglio il suo habitat ed il suo comportamento in natura.
Abbiamo detto che questo uccello è endemico del Trinidad, ma mentre un tempo viveva nelle foreste di tutto l’areale che comprende l’isola, oggi purtroppo l’unica popolazione restante e censita, si trova nel “Northern Range” e, più nello specifico, nella parte orientale collinare di questa Regione. Il suo areale quindi si limita a quei 150 Km2, un territorio relativamente modesto.
Si stima che la popolazione rimasta allo stato libero varia dai 70 ai 230 individui viventi. Questa ultima stima è preoccupante, poiché la sua diminuzione è stata a dir poco drastica negli ultimi decenni.
Indovinate un po’ di chi è la colpa di tale decremento? Eh sì, avete indovinato: NOI!! L’uomo purtroppo è sempre il primo responsabile dei drastici cambiamenti, soprattutto quanto si parla di fauna selvatica. La popolazione di Guan Fischiatori è diminuita fin quasi all’estinzione, a causa della cacci illegale indiscriminata, e anche del completo degrado del loro habitat a causa della deforestazione scellerata.

Proprio perché la specie è al più alto livello di rischio, lo Stato del Trinidad, si è visto costretto a prendere dei provvedimenti drastici per far sì che questo uccello non scompaia dalla faccia della Terra.
Gli esperti ornitologi e gli zoologi del posto si sono attivati. Ma come fare? Chi coinvolgere per scampare a quella parola che fa tanto paura a gli scienziati: “ESTINZIONE”?? Ecco quindi chiamati in causa gli allevatori ornitofili, coinvolti in un vero e proprio Progetto a lungo termine, per dare a questa specie una valida speranza. Il Guan Fischiatore pertanto è tenuto anche in cattività su apposita autorizzazione della Repubblica di “Trinidad e Tobago”, ed un apposito gruppo di studio ha iniziato un programma per reinserire in natura esemplari nati nei vari allevamenti. Una scelta difficile, ma anche astuta. Lo sfruttare la passione degli allevatori ornitofili di molte parti del mondo, può veramente essere la salvezza di questa specie.
Questa però è anche l’ennesima prova che l’uomo si sa attivare solo quando si è giunti al limite, oltre al quale non c’è più rimedio. In ogni modo, da appassionato ornitofilo, sono fiducioso che l’impresa possa dare i suoi frutti.

Per allevarlo però bisogna conoscere perfettamente quali sono le necessità della Specie, perciò vediamo come vive. Lo si trova nel fitto delle foreste tropicali collinari, e si alimenta nella sommità della foresta pluviale, preferendo sempre le zone ripide, ricchi di corsi d’acqua, dove vi è la presenza di molte piante epifite e anche liane. La sua dieta è composta principalmente da frutti e sementi, e predilige il frutto dell’albero di “Virola surinamensis“, abbastanza comune sulla sua Isola. Si nutre talvolta anche di foglie, fiori e germogli.
Non vi sono purtroppo studi specifici sulle modalità ed i tempi di riproduzione di questi uccelli, sappiamo solo che non esiste un vero e proprio “periodo degli amori”, bensì questi uccelli sono predisposti all’accoppiamento per tutto l’anno. Costruiscono il nido sulle cime degli alberi, nel folto dei rami, ben mimetizzati dalla fitta vegetazione, ma anche ben riparati dalle intemperie. Solitamente depongono solo due uova per ogni covata. In Italia vi sono pochi esemplari, tutti ovviamente in cattività, importanti su concessione speciale delle autorità del Trinidad, come sopra accennato, con rigorosi regolamenti da rispettare, l’assoluto obbligo di collaborazione e con l’imposizione di restituire alla Patria d’origine buona parte degli eventuali prodotti della loro riproduzione.
Il mondo animale è ricco di queste “meraviglie nascoste”, ed è bene conoscerle e diffondere le loro peculiarità, con la speranza che potremo ammirarlo negli anni avvenire, sperando di evitare la loro definitiva scomparsa.

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Soggetto di Guan Fischiatore in cattività (foto F.Vinattieri)

Federico Vinattieri è un appassionato allevatore cinofilo, ornitofilo e avicoltore (titolare Allevamento di Fossombrone – www.difossombrone.ithttp://lupi.difossombrone.ithttp://ornitologia.difossombrone.it). Curriculum vitae >>>

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