di Luisa Ghetti Mati


Margot e Baghera
Margot & Baghera delle Caserosse


Chi incontra un basenji per la prima volta rimane sicuramente colpito: in un primo momento non capirà perchè ma se ci sarà un feeling positivo lo scoprirà piano piano.


Sono affascinati ed eleganti nella forma, nel portamento, nella camminata.
Sono pulitissimi: si leccano come i gatti e non hanno odori.
Non abbaiano ma non sono silenziosi: usano il loro linguaggio (saltuariamente) per esprimere situazioni estreme: di felicità, curiosità e infelicità emettendo una specie di ululato diverso da esemplare ad esemplare e da situazione a situazione.


Sono indipendenti ma instaurano legami fortissimi con il loro gruppo (umano e animale).


Son instancabili ma possono stare ore sdraiati al sole o nel riflesso del sole oppure vicino a voi senza muoversi.


Questa razza esiste dai primordi: ci sono pitture rupestri con scene di caccia incise nella roccia, storie di migrazioni di popolazioni primitive, legami fortissimi con la cultura egizia e nubiana ma anche tracce nelle sepolture preistoriche giapponesi.


La cosa che affascina è il fatto che non sono cani facili: intelligentissimi, curiosi e testardi, sono i compagni, amici dell’uomo dagli albori. L’uomo che tende a modificare tutto ciò con cui viene in contatto con loro non l’ha fatto.


Ti guardano sempre negli occhi, non sono sottomessi, neanche da cuccioli; hanno un forte legame di branco e non si sentono “cani”: proprio per questo il loro “branco” può essere formato da umani o altri animali. Odiano la solitudine e quando si annoiano possono combinare dei bei malestri.

Sono quindi adatti a persone che gli possono dedicare tempo e attenzioni, a famiglie numerose con eventualmente un piccolo giardino o altri animali socievoli. Il basenji è comunque dominante. Può essere educato e instaura un forte legame, diverso con ciascuno, con tutti i componenti della famiglia: umani e animali, ma intelligenza e curiosità lo renderanno non sempre ubbidiente e prevedibile.


Queste sue “estreme” caratteristiche lo fanno amare o odiare e rendono la razza davvero particolare.


Margot delle Caserosse
Margot delle Caserosse


Lo sviluppo fisico degli esemplari è velocissimo: i cuccioli drizzano le orecchie e mettono i denti prestissimo. Le dimensioni crescono molto più velocemente delle altre razze ma in realtà anche se a pochi mesi sembrano cani adulti la socializzazione e la maturità mentale avviene lentamente. Forse proprio per questo legame con il branco che proviene dalle origini, nel basenji la socializzazione tra cuccioli, cuccioli e adulti e tra esemplari e umani, animali e più realtà possibili è davvero importantissima per arrivare a un basenji felice ed equilibrato.


Nelle tribù pigmee, dove gli Inglesi li (ri)trovarono a fine 1800, i basenji erano cani da caccia di grande valore. Ancora oggi sono grandi e instancabili cacciatori avendo ottima vista, udito e capacità elaborativa di gruppo.


I basenji sono cani di media taglia, a pelo corto setoso. Hanno orecchie a punta, fronte con “rughe da espressione” e occhi che sembrano truccati con una linea scura. Possono essere di diversi colori ma saranno sempre con le estremità e la punta della coda arricciata, bianche. Il più diffuso è il fulvo, poi ci sono tigrati o neri e il più raro è il tricolore perchè nasce da 2 esemplari portatori di questo gene recessivo.
In Italia sono presenti ed allevati esemplari di tutte le colorazioni.
La femmina ha un solo calore all’anno solitamente in autunno: i cuccioli nascono sempre tra dicembre e febbraio. Le cucciolate variano da 2 a 6 piccoli.



Cucciolata Basenji
Cucciolata M delle Caserosse mamma Margot, padre Congo delle Caserosse


Basenji
Origine: Zambia (Africa centrale).
Classificazione F.C.I.: Gruppo 5 – Cani di tipo Spitz e di tipo primitivo.


Origine della razza


Testimonianze della sua storia passata sono date da alcune raffigurazioni presenti nelle antiche tombe dei faraoni egizi, fra cui la tomba di Cheope – da cui il nome di “cane di Cheope”. I piccoli cani con la coda ad anello e le orecchie erette, raffigurati in queste opere, sono straordinariamente somiglianti agli attuali basenji. Pare che i basenji fossero stati portati in dono al faraone da alcune tribù indigene, presso le quali questi straordinari cani vivevano in precedenza e continuarono a vivere dopo la caduta dell’impero egizio.
I basenji erano i “cani dei Pigmei”, i loro piccoli e silenziosi segugi in grado di cacciare numerose prede, fra cui i famigerati “ratti di canneto”, grossi topi che possono raggiungere il peso di nove chilogrammi.


Per lungo tempo questi cani furono ritenuti estinti. Solo nell’Ottocento degli esploratori li scovarono nel Congo Belga – attuale Zaire – e, attratti dalle loro particolarità, li studiarono e decisero di introdurli in Occidente, non senza difficoltà. I primi esemplari portati in Inghilterra morirono infatti di cimurro. Verso la fine del 1800, un esemplare di basenji di nome Bosc era ospitato presso lo Giardino Zoologico di Parigi ed era conosciuto come “terrier del Congo”.
Solo dopo gli anni Trenta del XX secolo la selezione e l’allevamento del basenji riuscì a essere avviata con successo in Inghilterra e negli Stati Uniti. Il primo standard inglese della razza venne scritto nel 1939 – approvato il 24 Giugno 1942 -, mentre il primo standard americano fu approvato il 9 Novembre 1943.


Caratteristiche morfologiche


DIMENSIONE, PESO: da 40 a 43 cm; fino a 12 kg.


PELO E COLORE: corto e sericeo, fulvo o biondo con macchie bianche ed estremità della coda bianca: si possono trovare anche soggetti bianco-neri e bianco-neri focati. Dal 2000 in Europa è stato introdotto anche il mantello tigrato (brindle): maggior definizione ha l’effetto tigrato migliore verrà giudicato il soggetto.


ASPETTO: passo molleggiato, fronte che si corruga per curiosità o interesse, orecchie piccole ed erette, occhi “truccati a rimmel”, coda arrotolata ad anello sulla schiena. Sorprendente la somiglianza con i cani ritratti dagli antichi egizi.


ESIGENZE: ha bisogno di spazio, movimento e compagnia, ama stare al sole, non ama stare solo.


CURA: questa razza molto pulita ed igienista non richiede cure particolari. Normali vaccinazioni fanno parte delle attenzioni di base che devono essere rivolte a qualunque razza.


CARATTERISTICHE: se si ha un appartamento grande è un cane ideale per la casa: non puzza, si pulisce da solo come un gatto, non abbaia come gli altri cani, ma fa un versi particolari, molto originali e divertenti quanto scarsi; per lo più è molto silenzioso e riserva questo suo linguaggio a momenti speciali. E’ molto allegro e amichevole.


CARATTERI DELLA RAZZA: intelligente, socievole, affettuoso, comunicativo. Non è sempre ubbidiente.


DIFETTI: sa come farsi valere e non con la testardaggine ma con la gentilezza. Non sopporta la solitudine e può vendicarsi.


MALATTIE TIPICHE: quelle comuni a tutti i cani. Questa razza può soffrire dei problemi derivanti dalla consaguineità a causa del numero ridotto di esemplari di origine. Si consiglia di prestare particolare attenzione alle origini del cane (pedigree) ed al luogo di provenienza.


ASPETTATIVA DI VITA: circa 12 anni.


Luisa Ghetti Mati alleva basenji dal 1997: l’inizio è stato quasi casuale perchè cercava l’unico cane al mondo che non abbaiava. Gestisce l’allevamento, riconosciuto Enci, Basenji delle Caserosse http://www.basenji.it/.


 






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