di Alessandro M. Basso

 

Le fito-patologie sono svariate e possono, così, essere schematizzate per singole colture o gruppi:
a) per la vite, il mal dell’esca (Phaeomoniella chlamydospora, Phaeoacremonium oleophilum, Fomitiporia punctata), l’escoriosi (Phomopsis viticola), il mal bianco (Erysiphe necator, Oidium tuckeri), la muffa grigia (Botrytis cinerea), la flavescenza dorata;
b) per melo e pero, i cancri rameali (Nectria galligena, Sphaeropsis malorum, Phomopsis mali, Valsa ceratosperma), la cocciniglia di S. Josè (Quadraspidiotus perniciosus, Comstockaspis perniciosa), il ragnetto rosso (Panonychus ulmi), l’arvicola del savi (Microtus savii);
c) per il pesco, i cancri rameali (Fusicoccum amygdali), il corineo (Wylsonomices carpophilus), la bolla (Taphrina deformans), la malucatura batterica (Xanthomonas campestris), la cocciniglia di S. Josè;
d) per il ciliegio, il susino e l’albicocco, il corineo, la cocciniglia di S. Josè, il cancro batterico;
e) per l’olivo, l’occhio di pavone (Spilocaea oleagina), la piombatura o cercosporiosi (Mycocentrospora cladosporioides), la lebbra (Colletotrichum gloeosporioides), l’oziorrinco (Otiorrhynchus cribricollis), la margaronia (Palpita unionalis), la mosca (Bactrocera oleae);
f) per l’actinidia, il cancro batterico, la muffa grigia, la cocciniglia bianca (Pseudaulacaspis pentagona), la nematodi (Meloidogyne) e le gelate;
g) per il castagno, Dryocosmus kuriphilus, il cancro corticale (Cryphonectria parasitica) e il mal dell’inchiostro (Phytophthora cambivora);

 

Tra gli insetti, vettori, vanno annoverati:
1) per il pino, la processionaria (Taumetopoea pityocampa), l’Heterobasidion (anche su abeti);
2) per l’olmo, gli afidi (Eriosoma, Tinocallis, Tetraneura);
3) per il salice, la tignola-ragna (Yponomeuta);
4) per la querce, l’euprottide (Euproctis chrysorrhoea);
5) per la vite, la peronospora (causata dal plasmo para viticola) che, nel pomodoro, ha come agente il Phytophthora infestans.
Tra gli altri defogliatori, si ricordano il Tortrix viridana sulla roverella, la Zeiraphera griseana sul larice, insetti xilofagi come il bostrico dell’abete (Ips typographus) e tra le crittogame forestali il chiodino (Armillaria).
Il meccanismo di attacco dei patogeni si articola in tre fasi: inoculazione, penetrazione e colonizzazione.
L’inoculo è l’insieme dei propaguli (elementi infettivi di un patogeno). I propaguli sono diversi a seconda del tipo di patogeno.
La penetrazione può avvenire (sempre in modo attivo) attraverso gli stomi, attraverso ferite provocate da vettori o cause accidentali o attraverso perforazione delle strutture protettive superficiali.
Infine, il patogeno si moltiplica e si diffonde all’interno dell’ospite. I sintomi della malattia compaiono dopo un periodo detto incubazione.
Le patologie dei vegetali possono essere prevenute o limitate negli effetti dannosi, con interventi agronomici (arature profonde, potature, rotazioni colturali, concimazioni, ecc.) e di difesa dal freddo che si affiancano ai sistemi di lotta meccanici, fisici, biologici e chimici.
Segnatamente, i sistemi meccanici consistono nell’asportazione delle parti del vegetale colpite dalla malattia, nell’eliminazione diretta dei fitofagi e nell’energica spazzolatura delle superfici interessate da attacchi superficiali di insetti o crittogame.
I sistemi fisici, invece, comprendono l’uso del fuoco per distruggere residui di potatura contaminati da organismi nocivi, l’uso del calore per disinfestare semi e bulbi e di trappole adesive colorate.
Infine, i sistemi biologici consistono nell’adoperare contro gli organismi nocivi altri organismi viventi che ne sono antagonisti naturali mentre quelli chimici consistono nel somministrare fitofarmaci appropriati, in funzione dell’agente patogeno da combattere e di scelte tecnico-economiche.

 

Bibliografia generale

 

F. Bonciarelli, Agronomia, Bologna, 1992, pag. 42 e ss.
I Georgofili, Globalizzazione e difesa delle colture, Firenze, 2008, pag. 31 e ss.
M. Ferrari, E. Marcon, M. Marconi, A. Menta, Ecologia Agraria, Bologna, 1996, pag. 36 e ss.
Grimaldi A., Bonciarelli F., Coltivazioni erbacee, Bologna, 1983, pag. 28 e ss.

 

Alessandro M. Basso Dottore di ricerca interfacoltà Agraria-Giurisprudenza in “uomo-ambiente”, giornalista pubblicista, geometra abilitato, responsabile sezione cultura “uomo-ambiente” della Associazione dei Dottori in Scienze Agrarie e Forestali della provincia di Foggia, Guida ufficiale del Parco nazionale del Gargano, Avvocato, conciliatore professionista. E-mail: alebavv@virgilio.it

 

 

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