di Cristiano Papeschi

Eziologia ed epidemiologia
La Sindrome Emorragia della Lepre Bruna Europea (EBHS) è una malattia virale acuta e contagiosa presente in forma endemica sia sul territorio italiano che europeo e causa di notevoli perdite sia nelle specie selvatiche che in quelle domestiche allevate per il consumo e per il ripopolamento. L’agente eziologico è un virus appartenente alla famiglia Caliciviridae. Tale virus risulta essere di forma icosaedrica e privo di envelope con filamento di RNA monocatenario. Le prime segnalazioni di questa patologia si sono avute in Svezia nel 1980 e successivamente in Francia, in Germania (1987) in Danimarca ed in Italia (1988). L’incidenza della malattia sembra essere maggiore nei mesi autunnali ed invernali mentre la mortalità ed il decorso della patologia variano in funzione della densità di animali e della loro recettività influenzata sia dal titolo anticorpale che dalle condizioni generali di salute dei soggetti presenti in quella data zona. L’EBHS colpisce prevalentemente i soggetti adulti ed i giovani dopo lo svezzamento mentre i lattanti e gli animali sotto i 40 giorni di vita sembrano essere refrattari. Morbilità e mortalità sono piuttosto elevate negli animali non vaccinati e possono raggiungere anche il 70-100% dei capi presenti in allevamento o allo stato selvatico nella zona colpita. Il periodo di incubazione della malattia varia da 1 a 2 settimane.

 Lepre

Sintomatologia e lesioni anatomo-patologiche
Nelle lepri allo stato selvatico i rilievi clinici sono scarsi ed improbabili in quanto gli animali, generalmente, vengono trovati già morti o in fin di vita. Nelle lepri di allevamento, dove l’osservazione è più facile, si riscontra una morte improvvisa nel caso delle forme iperacute mentre nelle forme a decorso prolungato è possibile riscontrare epistassi (emorragia nasale), perdita di equilibrio, abbattimento, depressione e tremori muscolari. La morte sopraggiunge entro pochi giorni dalla comparsa dei sintomi. All’esame anatomo-patologico effettuato su animali appena deceduti è possibile riscontrare ittero, versamenti siero-emorragici in cavità addominale, emorragie congiuntivali, erosione della mucosa gastrica, enterite emorragica, fegato aumentato di volume con emorragie diffuse sia sulla superficie che nello spessore del parenchima, milza megalica di colore rosso-scuro con aree di necrosi, iperemia tracheale con pareti infarcite di sangue e reni emorragici. 

Profilassi
La profilassi sanitaria prevede un adeguato periodo di quarantena ed isolamento prima del lancio degli animali o dell’introduzione degli stessi in allevamento. Per scrupolo è possibile effettuare tests sierologici del tipo ELISA su campioni di sangue prelevati dagli animali in vita. Si dovrebbe evitare, per quanto possibile, il contatto tra animali allevati ed animali selvatici e gli operatori dovrebbero rispettare alcune regole fondamentali quali l’utilizzo di vestiti puliti, la disinfezione delle suole delle scarpe prima di entrare in allevamento o nei recinti. La profilassi vaccinale prevede la somministrazione di un vaccino inattivato a base di antigene dell’EBHS ottenuto da sospensioni di fegati di animali infetti ed inattivato con idrossido di alluminio e formaldeide. La vaccinazione prevede una prima somministrazione ad animali di età superiore ai 40 giorni con eventuale richiamo dopo 30 giorni a seconda delle esigenze e richiami periodici ogni 6 mesi.

Cristiano Papeschi, zootecnico ed esperto in coniglicoltura, è laureato in Medicina Veterinaria all’Università di Pisa. Curriculum vitae >>>

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