di Giuseppe Accomando

Il Coniglio – Inquadramento zoologico

Tipo – Cordati – Provvisti di corda dorsale
Sottotipo – Vertebrati – Scheletro osseo e cartilagineo a simmetria bilaterale
Classe – Mammiferi – Corpo ricoperto di peli e presenza di gh. mammarie
Sottoclasse – Placentati – Fecondazione interna, formazione della placenta
Ordine – Lagomorfi – Presentano arcata superiore doppia fila di incisivi
Famiglia – Leporidi – Orecchie lunghe, arti posteriori atti al salto, coda corta
Sottofamiglia – Leporini – Labbro superiore diviso in due parti da una fenditura
Genere – Oryctolagus
Specie – cuniculus

– Formula dentaria
I denti del coniglio hanno radici aperte, sono quindi a crescita continua, sono 14 paia (28 denti) la formula dentaria è la seguente:                              
Incisivi 4 / 2;  Premolari 6/4;  Molari 6/6;

Morfologia regionale del Coniglio
Morfologia Regionale (fonte Anci- AIA)

Scheletro del Coniglio
Scheletro (fonte Anci- AIA)

                   

– Importanza economica
In Italia fino agli anni sessanta l’allevamento di questa specie era del tutto marginale, di tipo rurale, l’utilizzo era prettamente di tipo familiare, destinato al soddisfacimento dei bisogni primari.
Solo a partire dagli anni ottanta l’allevamento del coniglio è diventato di tipo manageriale con la nascita di vere e proprie aziende specialistiche.
Infatti, negli ultimi anni è notevolmente cresciuta la quantità di carne prodotta passata da  1.392.000 quintali  nel 1975 a 2.344.000 quintali nel 1995 per crescere ulteriormente in questi ultimi anni, anche a causa dell’ Encefalopatia Spongiforme Bovina  (BSE), dell’Aviaria ma, soprattutto, per l’aumento della domanda  di carne da parte dei consumatori. La carne infatti, è di ottima qualità, ricca di proteine e povera di grassi  soprattutto di colesterolo.
Oggi l’Italia è il primo Paese al mondo per la produzione di carne di coniglio, seguono Francia, CSI ex Urss, Cina,  Spagna, etc..
Il numero di capi di conigli allevati  in Italia supera i 90.000.000.

– Sistemi Produttivi
Oggi i principali sistemi di allevamento della specie possono essere ascritti ai seguenti:
a. Familiare o rurale è il sistema  per il soddisfacimento dei bisogni delle famiglie
b. Intensivo con investimento di capitali

Il sistema  intensivo può essere diviso in:

1. part–time l’imprenditore si avvale della sola manodopera familiare
2. professionale l’imprenditore si avvale di manodopera salariale

– Alcune Razze
Il coniglio domestico allevato deriva dal coniglio selvatico ancora presente nel bacino del mediterraneo. Il coniglio viene allevato per la produzione della carne e per quella non meno importante della pelliccia. La specie comprende 44 razze i cui standard sono curati dall’ANCI associazione nazionale  coniglicoltori italiani, suddivise in base al peso in:

1. Razze pesanti: Gigante, Ariete;
2. Razze medie: Argentata di Champagne, Ariete inglese, Bianca di Vienna, Lepre, Cincillà grande, Blu di Vienna, Bianca di Nuova Zelanda, Californiana, Argentata Bianca, Fulva di Borgogna;
3. Razze leggere: Ermellino, Angora, Volpe, Rex.

– Gli Ibridi Commerciali
L’ibrido è un soggetto derivato dall’incrocio di due o più razze e per più generazioni e successiva selezione onde fissare i caratteri e scegliere i soggetti migliori, che vengono chiamati ibridi commerciali.
La moderna coniglicoltura basa l’allevamento proprio sugli ibridi commerciali che rispetto ai soggetti di razza pura presentano molti vantaggi che possiamo qui elencare:
– ottima prolificità
– migliore incremento ponderale giornaliero  (I. P. G.)
– migliore indice di conversione alimentare  (I. C. A. )
– migliore precocità di sviluppo
– maggiore resistenza allo stress ed alle malattie

Tecniche di Allevamento

– Riproduzione
L’età giusta per avviare alla riproduzione i conigli è quella in cui l’animale ha raggiunto il 75-80 % del peso da adulto, peso che corrisponde pressappoco ai 3,5 – 4 mesi per razze o ibridi di media pezzatura e 5 – 5,5 mesi per razze o ibridi di grande taglia. Il ritmo riproduttivo, cioè l’intervallo di tempo che intercorre tra un parto e il successivo accoppiamento, può essere così distinto:
1. estensivo l’accoppiamento avviene dopo circa 30 – 40 giorni dal parto, per fattrice si hanno 3 – 5 parti all’anno. È questo un ritmo che non sfrutta la fattrice, prevede un lungo allattamento della nidiata, riduce notevolmente la manodopera, è il sistema impiegato negli allevamenti di tipo familiare o rurale.
2. semi intensivo l’accoppiamento avviene dopo 15 – 25 giorni dal parto, si hanno in media 6 – 8 parti all’anno per fattrice.
3. intensivo la fattrice la si fa accoppiare a distanza di circa 12 giorni dal parto, il numero di parti per fattrice all’anno è di circa 7 – 9, maggiore sarà il numero di coniglietti nel corso dell’anno, aumenta la quota di rimonta, maggiori spese per la manodopera.

– Monta e Inseminazione Strumentale
Monta Naturale
Quando la femmina, come innanzi scritto, ha raggiunto il 75 – 80 % del peso da adulta e si trova in calore viene portata nella gabbia del maschio dove quasi subito avviene il salto, l’ovulazione nella coniglia in calore viene determinata proprio dal coito, successivamente la femmina viene portata nella gabbia per la gestazione e quindi l’addetto al controllo riporta sulla scheda della femmina e su quella del maschio la data  dell’avvenuto  accoppiamento.
Per migliorare l’efficienza riproduttiva delle femmine è buona norma utilizzare la tecnica del flushing che consiste nel somministrare alla coniglia nei giorni precedenti l’accoppiamento o la I. S. e successivi 2 o 3 giorni, circa 300 gr al giorno di mangime.

Inseminazione Strumentale 
Consiste nell’introdurre nelle vie genitali femminili il seme di un maschio scelto, preventivamente prelevato, osservato al microscopio e diluito. Il discorso è valido per i conigli le cui peculiarità biologiche giustificano interventi mirati da parte dell’allevatore nel rispetto dello schema produttivo programmato. È da sottolineare che la moderna coniglicoltura si base sulla produzione ciclizzata che richiede la presenza contemporanea di gruppi di femmine nelle medesime condizioni fisiologiche. Di qui la necessità di programmare  gli interventi di inseminazione e quindi dei parti facendo ricorso sempre più spesso all’impiego della inseminazione strumentale, diverse sono le tecniche utilizzate,  nella fattispecie si riporta quella adoperata  nell’azienda  dei F.lli Della Porta di Torre Le Nocelle (Avellino).
Il materiale necessario per eseguire tale operazione è costituito da:
– due termostati di capacità 20 – 30 l
– vagine artificiali
– cateteri per l’inseminazione delle fattrici
– preparati ormonali per stimolare la ovulazione(gonadotropina corionica, – ormone Gn-Rh)
– Glicerina, alcool, siringhe, aghi, ovatta, etc
La sera precedente l’inseminazione si mettono in funzione i due termostati regolandoli alla temperatura rispettivamente di 37 °C e 45 °C in quest’ultimo si pongono le vagine artificiali per la raccolta dell’eiaculato ed un flaconcino di glicerina. Nel termostato regolato a 37 °C si pongono i contenitori per il seme, il mestruo diluitore, i cateteri, pinzette ed almeno una provetta da 10 ml, vetrini porta oggetto e copri oggetto per l’osservazione al microscopio del materiale seminale prelevato. Per avere successo nella fecondazione è essenziale osservare il colore della mucosa vulvare delle femmine da inseminare,  che deve tendere al rosso intenso. Per il prelievo dello sperma si prende una femmina in calore e la si porta dal riproduttore prescelto, è questa una fase delicata e va condotta da personale esperto che deve indurre il maschio ad eiaculate nella vagina artificiale.
Il materiale eiaculato varia da 0,2 a 2 ml, può essere impiegato intero, in tal caso sono sufficienti 0,2 – 0,3 ml, oppure diluito impiegando per dose almeno 1 ml; la diluizione viene fatta con  i mestrui diluitori. La diluizione deve essere eseguita in rapporto 1: 8 – 1:10.
Il materiale seminale così ottenuto viene introdotto nelle vie genitali femminili con l’ausilio di cateteri appositi e l’utilizzo di siringhe. Durante una giornata lavorativa due addetti esperti di I. S. possono fecondare più di 200 fattrici compreso  il prelievo del seme, l’osservazione al microscopio del materiale, la diluizione e l’iniezione di ormone alla fattrice per indurla alla ovulazione.
La tecnica dell’inseminazione strumentale richiede da parte dell’imprenditore molta accuratezza soprattutto nell’igiene, infatti è essenziale un locale per i soli maschi e la pulizia quotidiana  delle gabbie, i maschi devono essere vaccinati contro la mixomatosi e la malattia emorragica virale, esenti da problemi respiratori, da disturbi enterici e ulcere podali. I raccoglitori dello sperma, vagine artificiali e cateteri devono essere monouso.

Gestazione e Diagnosi della gravidanza
Nella coniglia la durata media della gestazione è di 31 giorni dal momento dell’accoppiamento. Per verificare lo stato gravidico  si ricorre alla palpazione dell’addome, solitamente questa operazione viene eseguita all’incirca dopo 10 – 15 giorni dalla fecondazione; accertato lo stato gravidico della fattrice si  collocherà  nella gabbia la cassetta nido dove avverrà il parto e l’allattamento dei  piccoli.

Il Parto
Mediamente il parto avviene a distanza di circa 31 giorni dall’accoppiamento o inseminazione strumentale, dura circa 10 – 30’ minuti, talvolta, nelle primipare, può arrivare fino ad un’ora.
Dopo il parto  le operazioni da fare  sono: 
– controllo dei nidi,
– eliminazione dei nati morti, 
– eliminazione della paglia imbrattata di escrementi,
– eliminazione delle placenta,
– pareggiamento delle nidiate, spostando i nati da nidiate numerose e sistemarli in nidi con numero di nati inferiore, omogeneizzare quindi le nidiate con un numero ideale di coniglietti per nido pari a 9.

Coniglietto alla nascita
Coniglietto alla nascita (foto Cristiano Papeschi)

Allattamento – Svezzamento – Ingrasso
I primi due giorni di vita dei coniglietti  sono molto importanti per la gestione della stalla; infatti, la mortalità è alta, in media è pari al 8 – 10%. Per diminuire la  mortalità è bene assicurarsi che il nido sia chiuso, facendo entrare la madre al mattino per pochi minuti per l’allattamento, controllare che i piccoli assumono il latte in modo da crescere sani e robusti.

Svezzamento
Lo svezzamento è il passaggio dall’allattamento all’alimentazione solida dei coniglietti e nella fattispecie consiste nella separazione della madre dalla nidiata, è una tecnica questa adoperata negli ultimi anni offrendo numerosi vantaggi, è stato visto che tale tecnica comporta un notevole incremento di peso dei coniglietti addirittura con IPG di 30 – 40 gr al dì.
I programmi di svezzamento sono diversi come appresso indicati:
Precoce – Separazione tra i 24 e i 26 giorni dalla nascita, si attua nei sistemi intensivi, si utilizza un alimento specifico simile al latte
Fisiologico – Separazione tra i 29 e 33 giorni di vita, si applica nei sistemi semintensivi, utilizzando mangimi pellettati da svezzamento.
Tardivo – I coniglietti si separano dopo i 33 giorni di vita. E’ la tecnica meno usata, è applicata nei sistemi estensivi, il vantaggio è che richiede poca manodopera.

Ingrasso
È il periodo di tempo che va dallo svezzamento ad ulteriori trenta giorni.

Finissaggio
È il tempo che intercorre dalla fase di ingrasso alla vendita dei conigli maturi corrispondente all’età di  80 – 90 giorni di vita dei soggetti, cioè quando essi hanno raggiunto un peso vivo medio di  2.5 – 2.7  kg. La resa al macello in questa specie si aggira intorno al 60 – 64% con testa e arti, mentre è del 48 – 55 % senza testa, né arti.

Elementi di Coniglicoltura 2^ Parte

Bibliografia
– Tecniche delle Produzioni Animali di Giuseppe Accomando edito dalla Casa Editrice Delta3  Grottaminarda (AV)
– Elementi di coniglicoltura di Della Porta Patrizio e Della Porta Davide

Giuseppe Accomando, laureato in Scienze agrarie presso l’Università Federico II di Napoli, è docente di zootecnica presso l’Istituto Tecnico Agrario “F. De Sanctis” di Avellino.

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