di Mario Giannone

CRITERI DI MIGLIORAMENTO DELLE RAZZE E DEI LORO RENDIMENTI

I sistemi moderni di miglioramento si orientano sull’applicazione delle conoscenze di genetica e nel coordinare le fasi operative delle tecnologie più avanzate in materia. Rivestono un particolare significato la pratica dell’incroci interrazziale cosiddetto industriale per sfruttare il fenomeno dell’eterosi nei soggetti di prima generazione e l’incrocio di assorbimento per sostituire gradualmente una popolazione suina (granding up) con altre razze. Oggi gli incroci sono molto diffusi ma con sostanziali differenze rispetto al passato. La sperimentazione in campo ha dimostrato che l’eterosi si manifesta non solo nell’incrocio finale ma soprattutto se attuato a scopi riproduttivi, pertanto anche le scrofe sono “ibridi” piuttosto che razze pure, tale soggetti dimostrano una maggiore attitudine materna e una risposta generale più vicina agli interessi dell’allevatore. Anche la costituzione delle cosiddette hybrid breeds di alta produzione e la formazione di nuove razze-popolazioni con attitudini vantaggiose rappresentano obiettivi non trascurati dalla moderna suinicoltura. Le modalità seguite, in questi casi, per la gradualità che comportano, sono differenti: a seconda del fine programmatico perseguito l’incrocio può avvenire attraverso l’impiego di due o più razze (two, three, four way cross), oppure essere a rotazione ed alternata (criss-crossing) per linee pure della stessa razza (line-crossing) e via di seguito. La consanguineità è praticata, pur nei limiti consentibili dalla insorgenza di caratteri recessivi sfavorevoli, quando si vogliono fissare stabilmente i caratteri desiderati, oppure per esaltare al massimo il fenomeno eterotisico (ai fini della fecondità e della produttività) incrociando tra di loro linee consanguinee (inbred lines) geneticamente purificate al massimo.
Un esempio al riguardo, e relativamente recente sono i suini bianchi Cotswold e Suffolk, creati in Inghilterra, partendo da ceppi Large White ed altre razze inglesi e quindi procedendo per linee pure, ottenute appunto per consanguineità, al fine di fissare stabilmente ed uniformemente i  caratteri: di vigorosità, fertilità, elevato tasso di conversione degli alimenti, forte incremento giornaliero di peso, notevole percentuale di carne magra. Per essere più precisi, viene prodotta una linea femminile che si ottiene da incrocio tra razze eccellenti sul piano riproduttivo. L’incrocio, facendo scattare l’eterosi, esalta ulteriormente queste caratteristiche. Queste scrofe partoriscono più suinetti, hanno una maggiore capacità di allattamento, un maggiore istinto materno; se sono prodotte per essere allevate all’aperto spesso sono almeno con un 25% di sangue Duroc che conferisce una maggiore resistenza fisica e capacità di pascolo. Queste linee femminili sono PSE esenti, avendo superato la prova dell’alotano, quindi idonee come suino da trasformazione. Su queste scrofe si usa un verro terminale che invece è sempre più spesso ipertrofico o a marcata attitudine alla produzione della carne, capace di eccellenti indici di conversione, con prosciutto di giuste dimensioni e produttore di carne magra. I soggetti che si ottengono da questo incrocio, rispondono alle attuali richieste di mercato e soddisfano a pieno i bisogni dell’allevatore più esigente.

 Verro di razza Duroc italiana
Verro di razza Duroc italiana (foto www.agraria.org)

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    “L’allevamento biologico del suino”
    Mario Giannone – Edagricole

    Le principali fonti di consultazione sono state:
    – “Etnologia Zootecnica” UTET, di Telesforo Bonadonna,
    – “L’allevamento biologico del suino” Edagricole, di Mario Giannone
    – Razze autoctone alla riscossa di M. Giannone, Rivista di suinicoltura n.4 2002
    – Dossier: Le regole d’oro per produrre il suino bio, Rivista di suinicoltura n.11, 2000 – M. Giannone
    – La filiera del biologico è una realtà, Rivista di Suinicoltura n.12, 2000 M. Giannone

    Mario Giannone è laureato in Scienze Agrarie all’Università di Firenze. Insegnante di zootecnia all’Istituto Tecnico Agrario di Firenze, presta la sua opera di assistenza tecnica specialistica presso Enti regionali, Parchi e Associazioni. E’ autore del libro “L’allevamento biologico del suino” edito da Edagricole-Sole 24 ore. Curriculum vitae >>>

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