di Gennaro Pisciotta

  • Come prologo a quanto si esporrà in seguito, per i non adusi alla terminologia agroecologia e pedologia, si definisce il [suolo] è lo strato superiore della crosta terrestre costituito da componenti minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi. Rappresenta l’interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera. Visti i tempi estremamente lunghi di formazione del suolo, si può ritenere che esso sia una risorsa sostanzialmente non rinnovabile. Il suolo ci fornisce cibo, biomassa e materie prime; funge da piattaforma per lo svolgimento delle attività umane; è un elemento del paesaggio e del patrimonio culturale e svolge un ruolo fondamentale come habitat e pool genico. Nel suolo vengono stoccate, filtrate e trasformate molte sostanze, tra le quali l’acqua, i nutrienti e il carbonio. Per l’importanza che rivestono sotto il profilo socioeconomico e ambientale, tutte queste funzioni devono pertanto essere tutelate.(Treccani).


Schematizzazione dell’unità di suolo detta “Pedon” (www.germoglioverte.altervista.org)

Il suolo è quindi un habitat che fornisce all’uomo i servizi ecosistemici essenziali quali:

  • di approvvigionamento (es. materie prime);
  • di regolazione (protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, cattura e stoccaggio del carbonio, monitoraggio erosione e nutrienti, regolazione della qualità dell’acqua e del clima);
  • di sostegno (biodiversità, decomposizione e mineralizzazione della sostanza organica etc.);
  • ludico-naturalistici (aspetti paesaggistici ed ecologici);
  • di risorsa, considerato anello debole della catena, ignorando il feedback declinato verso la sottrazione delle sue funzioni con cambiamenti climatici che possono essere la genesi dei nocumenti irreversibili dell’efficienza pedologica così innanzi dà rendere non conveniente economicamente il ripristino dello stato dei luoghi.

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Servizi ecosistemici essenziali (https://www.pnab.it Parco Naturale Adamello-Brenta)

Il consumo di suolo è una manifestazione che va verso la sottrazione di una ricchezza ecologica basilare, dovuta alla riduzione di aree, che come origine erano rurali, naturali e\o seminaturali, per lo sviluppo della costruzione di nuovi edifici, capannoni e insediamenti, all’espansione delle città e alle conseguenti infrastrutture dell’ambiente urbanizzato.

L’I.S.P.R.A. (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) definisce “il concetto di consumo di suolo è una variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato).

La direttiva 2007/2/CE definisce:

  • La copertura fisica e biologica della superficie terrestre comprese le superfici artificiali, le zone agricole, i boschi e le foreste, le aree seminaturali, le zone umide, i corpi idrici. L’impermeabilizzazione del suolo costituisce la forma più evidente di copertura artificiale. Le altre forme di copertura artificiale del suolo vanno dalla perdita totale della “risorsa suolo” attraverso l’asportazione per escavazione (comprese le attività estrattive a cielo aperto), alla perdita parziale, più o meno rimediabile, della funzionalità della risorsa a causa di fenomeni quali la contaminazione e la compattazione dovuti alla presenza di impianti industriali, infrastrutture, manufatti, depositi permanenti di materiale o passaggio di mezzi di trasporto.
  • L’uso del suolo è, invece, un riflesso delle interazioni tra l’uomo e la copertura del suolo e costituisce quindi una descrizione di come il suolo venga impiegato in attività antropiche, una classificazione del territorio in base alla dimensione funzionale o alla destinazione socioeconomica presenti e programmate per il futuro (ad esempio ad uso residenziale, industriale, commerciale, agricolo, silvicolo, ricreativo).

Esemplificazioni del consumo di suolo sono l’incremento di superfici a:

  • edifici,
  • capannoni,
  • strade asfaltate o sterrate,
  • cave estrattive,
  • discariche,
  • cantieri,
  • cortili, piazzali,
  • serre e altre coperture permanenti,
  • aeroporti e porti, ferrovie ed altre infrastrutture
  • pannelli fotovoltaici e tutte le altre aree impermeabilizzate, non necessariamente urbane.

Per dare alcuni dati numerici del processo ogni giorno in Italia vengono sottratti 15 Ha (dati I.S.P.R.A.) e dal 1956 al 2010 il territorio nazionale edificato aumentato del 166 % di suolo in Italia; l’ultimo rapporto dell’ISPRA (296/2018- pag.9-10) è probatorio di tali dati in quanto in Italia mancano all’appello più di 54 Kmq di terroir. Le aree peggiori del paese sono al Nord, dove per esempio la Lombardia ‘pesa’ da sola il 13,4% della perdita totale di suolo, con oltre 3.000 Kmq. E su questo fronte, in Europa, le cose non vanno meglio: le superfici artificiali coprono il 4,2% del territorio europeo; l’Italia che si attesta sopra la media, al 6,9%, piazzandosi al sesto posto subito dopo Malta (23,7%), Paesi Bassi (12,1%), Belgio (11,4%), Lussemburgo (9,8%) e Germania (7,4%). Sopra la media europea ci sono anche Danimarca, Regno Unito, Francia, Cipro, Portogallo, Repubblica Ceca e Austria.

Il bilancio netto del consumo di suolo vede all’attivo, usando un termine ragionieristico, il consumo di suolo e al passivo l’aumento di aree agricole, naturali e seminaturali dovuti a interventi di recupero, demolizione, de-impermeabilizzazione, rinaturalizzazione o altro.

Tutti (forze politiche, associazioni agricole ed ambientaliste, studiosi, ecc.) sono in accordo  nel dire che la legge non solo è necessaria ma è urgente; gli ultimi DDL sono due: il DDL 86 contenente “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo nonché delega al Governo in materia di rigenerazione delle aree urbane degradate” e il DDL 164, contenente “Disposizioni per l’arresto del consumo di suolo, di riuso del suolo edificato e per la tutela del paesaggio”, entrambi evidenziano l’indifferibilità delle azioni volte a preservarlo da ulteriori possibili trasformazioni, dai fenomeni di erosione e dalle cementificazioni.

Vediamo i diversi punti di vista degli attori in causa:

  • Coldiretti, Fai-Fondo ambiente italiano, Inu-Istituto di urbanistica, Legambiente, Lipu, Slow food, Touring club e Wwf, affermano che non si può più attendere e abbisogna una norma quadro, leggera, senza eccessiva sovrapposizione di argomenti e finalità, che possa fungere da architrave per la tutela del nostro territorio.
  • Per le imprese, Confindustria è “indispensabile” fare riferimento alla rigenerazione urbana e soprattutto al consumo netto di suolo, cioè il saldo tra nuovo territorio impermeabilizzato e territorio non impermeabilizzato o ripristinato per usi agricoli e naturali. Il tema del contenimento del consumo di suolo va affrontato con una legge organica di riforma, che detti principi di pianificazione e programmazione cogenti.
  • Per le regioni serve una “norma quadro nazionale” sul consumo di suolo, che deve fare salve tutte le normative regionali previgenti in linea con gli obiettivi nazionali e consenti alle regioni di dispiegare le proprie competenze”.

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Bibliografia

  • Agr. Eligio Troisi – Presentazione “La gestione e salvaguardia di spazi rurali aperti e il contenimento del consumo di suolo agricolo” – 18 maggio 2019 -modulo agronomico del Corso di Perfezionamento “Esperto Legale Agroambientale” – III Edizione
  • Paola Nugnes (M5S) – Consumo del suolo, Per una Legge Nazionale di riordino per l’arresto del consumo del suolo – DDL 164
  • Loredana De Petris (LEU) – il DDL 86 “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo nonché delega al Governo in materia di rigenerazione delle aree urbane degradate”
  • Tommaso Tetro – Consumo di suolo, a che punto è la legge in Parlamento – Agronotizie del 31\07\2019
  • S.P.R.A. – Il consumo di suolo del 30\07\2019
  • S.P.R.A. – Territorio e Processo di Trasformazione in Italia – n.296\2018
  • Direttiva 2007/2/CE del Parlamento e del Consiglio del 14 marzo 2007 che istituisce un’Infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 108/1 del 25 aprile 2007
  • Appunti propri e coordinati dell’autore raccolti nel tempo sul “Consumo di Suolo”

 

Gennaro Pisciotta, laureato in Scienze e Tecnologie agrarie all’Università G. Marconi – Facoltà di Scienze e Tecnologie Applicate di Roma, è Agrotecnico ed Enologo libero professionista Maestro Assaggiatore ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio). Ha insegnato presso l’ISIS “Falcone” di Pozzuoli (Napoli) fino al 26/09/2018. Curriculum vitae >>>

 

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