di Federico Vinattieri

assiolo faccia bianca
Assiolo Faccia Bianca (foto Federico Vinattieri)

Nella Savana africana, più precisamente nell’areale che va dal grande deserto del Sahara fino all’equatore, vive un particolarissimo uccello, un rapace di piccole dimensioni, dai 19 ai 24 cm di lunghezza, con circa 220 grammi di peso corporeo ed una apertura alare di poco più di 60 cm. Si tratta dell’Assiolo Faccia Bianca (“Otus leucotis” o “Ptilopsis leucotis”). Sostanzialmente si tratta di un “gufo in miniatura”, una versione ridotta del comune rapace che tutti noi conosciamo.
Venne classificato da Temminck nel 1820, ed è un membro della famiglia degli Stringidae, appartenenti all’Ordine degli Stringiformes, meglio conosciuti con il nome di “Stringiformi”.

Vale la pena soffermarsi a descrivere questo particolare Ordine di uccelli, prima di descrivere le particolarità di questa specie. Con il nome “Stringiformes” (Wagler, 1830), si raggruppa una tipologia di uccelli dalle abitudini prevalentemente notturne, predatori, caratterizzati da una testa tondeggiante, molto mobile, occhi frontali e molto grandi, dischi facciali a forma di cuore, un becco molto corto e molto robusto, un piumaggio soffice, che funge da “silenziatore” naturale del volo, caratteristica indispensabile per sorprendere le prede durate il silenzio della notte; solitamente nidificano tutti in cavità di alberi e zone rocciose. Oltre all’aspetto estetico, gli Stringiformi hanno in comune una straordinaria funzionalità sensoriale, soprattutto nella vista e nell’udito. In molte specie sono ben evidenti le classiche appendici o ciuffi auricolari. Gli Stringiformi sono uccelli carnivori, la cui base della loro dieta è costituita da topi (e piccoli mammiferi in generale), anfibi e piccoli uccelli di varie specie (alcune specie si nutrono anche di pesce). Le prede vengono generalmente inghiottite vive ed intere, compreso ossa, peli, piume e cartilagini; le parti indigeribili vengono in seguito espulse tramite rigurgito, in masse compresse dette “borre”, dalla cui osservazione o analisi è possibile l’identificazione delle specie che le hanno rigurgitate. La diffusione degli Stringiformi si è estesa ad ogni zona del Pianeta, ad esclusione delle zone troppo fredde (Antartide) e delle zone troppo aride. L’Ordine Stringiformes comprende due importanti famiglie: quella più grande, la famiglia “Strigidae” (di cui fa parte anche l’Assiolo Faccia Bianca), che comprende oltre 200 specie raggruppate in 26 Generi; e una famiglia più piccola, la famiglia “Tytonidae”, che comprende solo 19 specie, raggruppate in 2 Generi. Tra tutti i Generi il più vasto è il Genere “Otus”, che conta più di 40 specie; alcuni strigiformi di questo genere sono ben noti, come l’Assiolo americano (Otus asio), l’Assiolo dell’Eurasia (Otus scops); Tutte le specie del genere “Otus” sono molto simili fra loro e, come prevedibile, dal momento che si tratta di uccelli notturni, si differenziano in base alla voce caratteristica e ai suoni che producono, che possono essere definiti veri e propri stridii o fischi, che talvolta suscitano molte paure e hanno dato vita nel corso degli anni a molteplici leggende popolari.
Ma torniamo al nostro Assiolo Faccia Bianca. È impossibile non riconoscere la particolare livrea di questo rapace. Il suo piumaggio è tendente al grigio nella quasi totalità, tranne il disco facciale che è biancastro, con occhi di colore arancio. Il disco facciale è contornato di nero. Dalla parte superiore del becco pendono alcune piume più lunghe, che assomigliano molto a dei baffi di colore biancastro. Il suo becco è giallo, quasi totalmente nascosto sotto le piume sovrastanti e pendenti. Le zampe sono color grigiastre, molto robuste e con artigli ben evidenti. Su tutto il corpo presenta delle striature nere, che permettono una perfetta mimetizzazione nel suo habitat naturale. Sulla testa possiede i due caratteristici ciuffi, che fanno subito pensare alla forma di due orecchie semi-erette.
In generale è un uccello molto elegante, come d’altronde tutti i rappresentanti delle specie appartenenti al medesimo Ordine.
Un caratteristiche tipica che lo accomuna ai suoi simili, riguarda le tecniche di difesa. L’Assiolo f.b. se viene disturbato o si sente minacciato, allarga subito le ali e gonfia il piumaggio, in modo da sembrare di maggior stazza, e cercare di intimorire il nemico. Allo stesso tempo, se ha a che fare con un incontro nel quale si sente inevitabilmente in difetto, ossia un predatore di dimensioni considerevoli, questo uccello riesce a restringersi a tal punto da sembrare denutrito e quindi un bersaglio poco appetibile. Nella Savana, suo habitat prediletto, è solito sostate sugli alberi di Acacia, pertanto non è difficile avvistarlo nel suo ambiente naturale, se si sà dove guardare.
Sovente nidifica nelle cavità degli alberi, anche in nidi già utilizzati da altri animali, dove la femmina depone da 2 a 4 uova, che cova per circa 28-30 giorni. Il periodo delle nascite di solito va dai mesi di Gennaio, fino a Maggio. L’età fertile viene raggiunta all’incirca all’anno di età. La sua dieta si basa principalmente di piccoli mammiferi, più precisamente roditori, ma non disdegna anche piccoli rettili e raramente anche piccoli uccelli di nido, di altre specie. Essendo di così piccole dimensioni, non è un grande volatore, poiché percorrendo lunghi tragitti, rischierebbe di diventare lui stesso preda di altri predatori più grandi. Durante il giorno resta nascosto tra i rami degli alberi, quasi sempre in alto; al crepuscolo inizia a muoversi con voli di corto raggio e molto silenziosi, quasi dei lunghi salti, passando da un ceppo all’altro, razzolando nel terreno alla ricerca di cibo.

In cattività non è molto difficile allevarlo, ma bisogna utilizzare molte accortezze che solo un allevatore d’esperienza può saper valutare. Il trucco per un corretto allevamento in cattività è fornire sempre una corretta e bilanciata alimentazione, che fornisca il giusto apporto proteico e vada a soddisfare il fabbisogno energetico di questo animale. Se allevati a mano questi uccelli diventano molto docili e amano ricevere attenzioni, e allo stesso tempo si mostra assolutamente privo di paure nei confronti dell’uomo. Dato la loro dimensione ridotta, non necessita di grandissime voliere o di spazi enormi, ma bisogna comunque assicurarne il movimento, posizionando nella voliera diversi posatoi a differenti livelli e alcuni ceppi di legno su cui sostare. Ovviamente, come tutte le specie appartenenti al medesimo Ordine, è una specie tutelata da C.I.T.E.S., quindi protetta dalla legge internazionale di tutela, e sottoposta quindi al vincolo della presentazione di regolare documentazione di provenienza e di detenzione.
L’Assiolo Faccia Bianca è certamente una creatura di incantevole bellezza, che purtroppo molte persone non conoscono e che quindi, nonostante il suo ineccepibile fascino, non viene quasi mai apprezzata.

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Assiolo Faccia Bianca (foto Federico Vinattieri)


Federico Vinattieri è un appassionato allevatore di Canarini e di Mastini Napoletani (Allevamento di Fossombrone –
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