Nel sistema agroalimentare attuale, la figura del dottore agronomo ha assunto un ruolo di crescente complessità e rilevanza, collocandosi al crocevia tra la produzione primaria, la gestione della qualità e la conformità normativa dei processi. Tale evoluzione è conseguenza diretta dell’ampliarsi degli standard volontari e cogenti che disciplinano la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale e la tracciabilità, ambiti nei quali la certificazione, in quanto aspetto dichiarativo, costituisce uno strumento essenziale di garanzia per il mercato e per il consumatore. In un simile contesto, ad elevato grado di strutturazione ed evoluzione, la complessità normativa, tecnologica e gestionale rende impossibile operare in modo isolato. Ogni fase, dalla produzione primaria lungo l’intera filiera, richiede non solo competenze specialistiche, ma anche la capacità di comunicare efficacemente e di interagire con professionisti di ambiti differenti…
Nicolò Passeri. Agronomo, libero professionista, Dottore di ricerca in “Economia e Territorio”. Si occupa di consulenze tecnico-legali nei contenziosi, supporta le imprese nell’iter delle certificazioni agroalimentari e svolge analisi tecnico economiche dei processi produttivi. Sugli stessi temi svolge docenze rivolte a operatori e tecnici del comparto agroalimentare. Collabora con l’Università degli Studi della Tuscia. Per info: Google “Nicolò Passeri Agronomo”.
Donato Ferrucci (Torino 1964), Docente sistemi qualità e certificazione dei prodotti alimentari ITS Agroalimentare Roma/Viterbo. Agronomo, pubblicista, e Master in Diritto Alimentare. Responsabile Bioagricert srl per l’area Lazio/Abruzzo/Umbria/Marche. Per info: Google “Donato Ferrucci Agronomo”.
L’Appennino tosco-emiliano-romagnolo ha avuto uno sviluppo turistico più tardivo rispetto a quello alpino, in parte per motivi infrastrutturali, per la limitata e faticosa accessibilità di molte valli, in parte perché il suo paesaggio non ha quella grandiosità soverchiante che caratterizza le Alpi e l’Appennino centrale, in parte per motivi climatici, dato che l’estensione altitudinale del territorio adatto agli sport invernali è più modesta e per il limitato insediamento umano in altitudine. L’apertura della ferrovia Bologna-Pistoia, inaugurata il 2 novembre 1864 dal re d’Italia per raggiungere in seguito la nuova capitale, incoraggiò lo sviluppo turistico dei paesi montani posti lungo il suo percorso, come Porretta Terme, appetita anche per le possibilità di cura, Pracchia e San Mommè; l’apertura della ferrovia a scartamento ridotto Pracchia-Mammiano tra il 1926 e il 1965 favorì l’estensione del turismo montano anche a Maresca, Gavinana e San Marcello Pistoiese….
Paolo Degli Antoni: Laurea in Scienze Forestali, conseguita presso la facoltà di Agraria dell’Università di Firenze. Abilitazione all’esercizio della professione di Agronomo-Forestale. Già funzionario C.F.S. e collaboratore della Regione Toscana, è socio corrispondente dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali, scrive contributi scientifici di ecologia del paesaggio, biodiversità, storia, arte e antropologia del bosco. Suo oggetto privilegiato di ricerca è la rinaturalizzazione.
L’Istituto Agrario di Castelfranco Veneto ha origine nel 1954, con la nascita di una Scuola di Meccanica Agraria e di Orticoltura, quale sezione staccata dell’Istituto “S. Benedetto da Norcia di Padova”. La provincia di Treviso presentava allora elementi di forte arretratezza specie nel mondo rurale, con forti tassi di emigrazione; l’istruzione, perciò, rappresentava uno dei cardini del progetto di sviluppo dell’onorevole Domenico Sartor, che promosse la nascita della scuola. Nel 1955 l’Istituto si rendeva autonomo e nel 1962 verrà intitolato “Conte di Cavour”. Il piano di attività prevedeva Scuole Professionali biennali diurne e Corsi Preparatori serali in diversi luoghi del territorio trevigiano. Furono instaurati fin da subito proficui rapporti con realtà europee che permisero di introdurre modelli innovativi, come ad esempio quello delle Maisons Familiales francesi. Dal 1958 l’attività formativa fu rivolta anche alle donne. Sul piano didattico l’Istituto si fece promotore di modelli educativi innovativi rispetto alla prassi tradizionale con l’obiettivo di: creare una scuola moderna inserita direttamente nella realtà contadina (alternanza scuola-lavoro con le strutture operative della “Scuola-Famiglia” e “Scuola-Azienda”); fare della scuola uno strumento formativo non solo per le giovani generazioni ma anche per il mondo adulto. Negli anni le sezioni si moltiplicano nel territorio e vengono attivati nuovi progetti…

