L’ozono troposferico (O₃) rappresenta oggi uno dei principali inquinanti atmosferici in grado di compromettere la salute delle piante e la produttività agricola. A differenza dell’ozono stratosferico, benefico perché assorbe le radiazioni ultraviolette, l’ozono presente nei bassi strati dell’atmosfera è un potente agente ossidante che penetra nei tessuti vegetali attraverso gli stomi, generando specie reattive dell’ossigeno (ROS). Queste molecole causano danni a membrane cellulari, enzimi e pigmenti fotosintetici, portando a necrosi fogliare, clorosi e riduzione dell’efficienza fotosintetica (Grulke & Heath, 2020). In Europa, la Pianura Padana si distingue come un vero e proprio ‘hotspot’ dell’ozono, con concentrazioni medie orarie che possono raggiungere i 200 µg/m³, equivalenti a 100 ppb durante il periodo estivo (www.arpae.it). Le piante possono subire danni da ozono a partire da concentrazioni di 40 ppb…
Andrea Vannini – Docente di Biomonitoraggio Ambientale presso l’Università di Parma. Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale. Email: andrea.vannini@unipr.it
Nicolò Tonini – Borsista di Ricerca presso l’Università di Pavia. Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente.
Alessandro Petraglia – Docente di Botanica presso l’Università di Parma. Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale.
L’infertilità è una condizione che, oggi più che mai, riguarda un numero sempre più crescente di coppie in tutto il mondo. Questa patologia viene definita dall’ American Society Reproductive Medicine come una condizione che porta all’incapacità di ottenere una gravidanza dopo 6-12 mesi dall’inizio dei tentativi di concepimento. Non si tratta solo di un problema medico, ma anche sociale e psicologico, spesso legato ai nuovi stili di vita, al diventare genitori in età sempre più avanzata ed all’esposizione a fattori ambientali che interferiscono con l’equilibrio ormonale. In Italia, secondo le stime, circa una coppia su sei ha difficoltà nel concepire in maniera naturale. Ad oggi, la medicina convenzionale occidentale dispone di numerose pratiche cliniche che aiutano la coppia nel concepimento. Esiste, però, un potenziale supporto alla medicina convenzionale…
Relatore: Prof.ssa Annabella Vitalone – Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia “Vittorio Erspamer”, presso l’Università La Sapienza di Roma.
Studente: Dott.ssa Cristina Giannasi, laureata in Scienze Farmaceutiche Applicate, presso l’Università La Sapienza di Roma.
L’ ITAeG “San Pardo” vede i suoi natali quale evoluzione naturale delle Scuole Agrarie del Regno delle Due Sicilie volute da Ferdinando II nel 1818. Nel 1879, al Ginnasio-Convitto di nuova istituzione vengono aggregate le scuole tecniche in particolare quella Agraria unica del territorio (V. Romanelli). In tempi moderni e più precisamente a partire dalla fine degli anni ’50 l’ITAeG “San Pardo” ha rappresentato per anni, con il nome di Istituto Agrario Statale, una vera e propria Oasi Naturalistica all’interno del tessuto urbano della Citta di Larino, in quanto ubicato nel Villino Liberty “Petteruti Romano” dotato di un’area aziendale che si estendeva su circa 8 ettari di superficie a cerniera tra la parte storica e quella moderna della città. Oggi il “San Pardo”, ancora unico Istituto Tecnico Agrario nella Regione Molise, ha ampliato l’offerta tecnica aggregando anche il Corso di Costruzioni, Ambiente e Territorio (ex Geometra) che insieme occupano un edificio scolastico di nuova costruzione dove sono ubicati i laboratori di chimica, zootecnia, biotecnologie, trasformazione dei prodotti, informatica, topografia e costruzioni, il laboratorio CAD, quello di fisica e di studio dei materiali da costruzione, il frantoio didattico, il caseificio sperimentale e le strutture sportive.

