Interventi possibili per l’ammodernamento delle imprese agrituristiche e il ruolo degli enti locali: alcune proposte

di Nicola Galluzzo

INTRODUZIONE
Gli scambi culturali con altre realtà agrituristiche europee portate avanti da numerosi enti locali, nell’ambito del programma Leonardo, finanziato dall’Unione europea, ha consentito a molti operatori di sviluppare una nuova mentalità e un nuovo approccio alle problematiche per l’ implementazione dell’attività agrituristica e lo sviluppo delle aree rurali della regione Lazio a rischio marginalizzazione. Ciò appare particolarmente vero per quelle realtà agricole collocate a ridosso della cimosa degli Appennini alle quali la Commissione agricoltura dell’Unione europea ha dedicato particolare attenzione nell’ambito del II pilastro della Politica agricola comune (Pac). La realizzazione degli scambi culturali transnazionali ha avuto la diretta conseguenza di cambiare radicalmente nei ruoli e nelle funzioni dell’amministrazione pubblica che agisce sul territorio a livello sovracomunale. L’ente pubblico provinciale è divenuto, necessariamente, un operatore problem solving in grado di recepire le sollecitazioni delle strutture agrituristiche, anticipandone, dove possibile, i bisogni e definendo le soluzioni più appropriate, concertandole con gli operatori locali mediante interazioni mutualistiche continue. Il ruolo dell’amministrazione provinciale dovrebbe essere duplice e duale, contemporaneamente: ossia se da un lato l’ente deve formare degli operatori del settore agrituristico, rendendoli poliedrici ed eclettici, al passo con i tempi, dall’altro deve creare quelle condizioni di contorno nel tessuto economico-sociale delle aree rurali, aventi il fine di rallentare il fenomeno di esodo dalle campagne, il quale ha in una limitata “animazione socio-economica” la causa principale del suo processo autoalimentante e autoestinguente di marginalizzazione. A tal fine, sarebbe opportuno, anche nella prospettiva di sviluppo del distretto rurale della montagna del Reatino, che tutti gli enti locali, le istituzioni scolastiche, le strutture universitarie ed i centri di ricerca, presenti nel territorio della provincia di Rieti, facciano un fronte comune per garantire la infrastrutturazione rurale, condizione sine qua non per la piena attuazione e operatività della multifunzionalità agricola, proponendo un progetto comune, coeso e condiviso, avente come fine ultimo il presidio della ruralità, da attuarsi mediante le aziende agrituristiche e l’indotto che ruota intorno ad esse.

INIZIATIVE PROVINCIALI: UNA BREVE INTRODUZIONE
La scelta delle misure dovrebbe tenere conto delle emergenze rurali, seguendo sia le indicazioni proposte dal Piano di Sviluppo Rurale Regione Lazio 2007-2013 sia quanto predisposto negli incontri con gli operatori locali nel corso del processo di distrettualizzazione della montagna reatina. In linea generale, tra le misure che potrebbero essere oggetto di finanziamento nel Piano Operativo Agrituristico Provinciale annualità 2009, potremmo annoverare le seguenti azioni, le quali dovrebbero costituire una base di discussione aperta al confronto e all’apporto di tutti gli operatori del settore primario:
– azione 1 formazione continua degli operatori agrituristici (economia della conoscenza);
– azione 2 incentivi per la realizzazione dell’agriturismo alieutico;
– azione 3 formazioni e aggiornamento igienico-sanitario, fiscale e tributario;
– azione 4 promozione e divulgazione presso le scuole del primo ciclo delle fattorie didattiche;
– azione 5 incentivi alla realizzazione di asili rurali;
– azione 6 realizzazione di distributori automatici di piccole confezioni di prodotti tipici avente la funzione principale di marketing territoriale;
– azione 7 realizzazione di connessione wireless per le imprese agrituristiche;
– azione 8 incentivazione di viaggi studio e voucher formativi;
– azione 9 interconnessione aziendale su vasta scala con teleprenotazione.

ANALISI DETTAGLIATA DELLE MISURE DA ATTAURE
Nel presente paragrafo verranno indicate le azioni principali antro le quali definire delle misure specifiche di intervento o sottoazioni al fine di renderle più calzanti alle diverse microrealtà agrituristiche e rurali che caratterizzano il territorio della provincia di Rieti, così come definito dal legislatore regionale, il quale ha lasciato alla amministrazioni provinciali il compito di individuare delle sottoaree per specifici interventi nel piano agrituristico regionale.
 
Azione 1 “Formazione continua degli operatori agrituristici”
In quest’azione potrebbero essere inserite tutta una serie di intereventi necessari per qualificare l’offerta agrituristica realizzando dei corsi di aggiornamento per il management agrituristico, il cui fine ultimo deve essere di incrementare la professionalizzazione del personale nell’ambito dell’economia della conoscenza. A tal fine, sarebbe auspicabile favorire una stretta e sinergica collaborazione con l’Istituto professionale di Stato per l’agricoltura e l’ambiente, l’Istruzione formativa della provincia di Rieti e l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e Ristorativi, al fine di formare delle figure necessarie sia all’impresa rurale sia all’impresa agrituristica. La definizione di impresa rurale sembra essere una ripetizione dell’impresa agricola; ad onore del vero la funzione e le aspettative che si ripongono e che si assegna all’impresa rurale risultano essere totalmente differente da quelle che si assegnano e si attribuiscono a quella agricola collocando le due imprese su pilastri della Pac diversi e con specificità differenti.
Una misura attuabile dovrebbe essere mirata a preparare degli operatori che abbiano una padronanza della lingua inglese, ritenuta essere una leva per intercettare i flussi turistici di alto target del nord Europa, i quali tendono a prenotare le loro vacanze mediante postazioni on line, il che rende imprescindibile il requisito della conoscenza della lingua inglese.
Nel territorio reatino sono presenti numerose emergenze ambientali per i quali l’operatore agrituristico, ossia colui che già opera fattivamente nella propria azienda agrituristica, deve poter continuare a svolgere il ruolo di sentinella della multifunzionalità. A tal fine, anche alla luce di quanto disposto dal Decreto legislativo 228/2001 e dal Decreto legislativo 99/2004, sarebbe auspicabile che la pubblica amministrazione, nella fattispecie l’amministrazione provinciale, si faccia promotore nella sottoscrizione di specifiche convenzioni per il diretto affidamento di azioni di salvaguardia ambientale nei periodi in cui l’attività agrituristica, strutturalmente,  risulta essere chiusa (autunno e inverno). A tal proposito, una misura da finanziare, nell’ambito della formazione continua degli operatori agrituristici, dovrebbe essere quella di formare l’imprenditore agriturista, utilizzando le organizzazioni ambientaliste e l’associazionismo ambientalista, attive sul territorio, per creare delle guide, analoghe giuridicamente e funzionalmente con le guide turistiche tal quali, che sappiano interagire e definire le potenzialità ambientali presenti nelle riserve naturali e nei parchi di cui è ricco il territorio provinciale e con il laboratorio ambientale attivato dall’Amministrazione provinciale di Rieti. L’obiettivo che potrebbe esser raggiunto da tale misura sarebbe duplice, ossia avere delle sentinelle ambientali e delle guide naturalistiche preparate sul territorio, rendendo l’imprenditore agrituristico un soggetto poliedrico e pluriattive, capace di poter differenziare e rendere pluriattive la propria azienda rurale.
Un’altra misura attuabile da ammettere a finanziamento dovrebbe essere tesa a salvaguardare le radici culturali, rurali e agricole del territorio mediante una stretta e fattiva collaborazione con il Centro Appenninico Carlo Jucci dell’Università degli studi di Perugia; tutto ciò, al fine di garantire la realizzazione di corsi in grado di poter riconoscere e coltivare in seno all’azienda delle essenze spontanee locali da utilizzare per la preparazione delle tradizioni culinarie locali, requisito imprescindibile, in un’ottica di marketing territoriale integrato, per valorizzare la ruralità della provincia di Rieti e ridare slancio al fine ultimo innovatore che ha portato il legislatore nazionale e regionale a riconoscere e tutelare l’agriturismo e la multifunzionalità.
Per poter valorizzare le eccellenze scolastiche sarebbe opportuno che l’amministrazione provinciale incentivasse, con una misura di finanziamento ad hoc, una l’erogazione di alcune borse di studio di durata bimensile, periodo giugno-luglio, per consentire lo svolgimento di un periodo formativo agli studenti più meritevoli dell’Istituto professionale di Stato per l’Agricoltura di Rieti e/o dell’Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione, affinché possano acquisire un background culturale adeguato; all’ente provincia saranno assegnati, oltre al pagamento delle borse di studio, gli oneri assicurativi-previdenziali previsti e un rimborso a piè di lista delle spese vive oltre di viaggio.

Azione 2 “Incentivi per la realizzazione dell’agriturismo alieutico”
Il territorio provinciale si caratterizza per la presenza di numerosi corsi d’acqua e di laghi naturali ed artificiali caratterizzati da un’elevata presenza di pesci. Tali risorse ittiche hanno delle peculiarità connesse con il territorio e che risultano essere molto importanti per l’economia delle aree rurali. L’annualità 2009 del Piano agrituristico provinciale dovrebbe prevedere delle misure atte ad incentivare e finanziare interventi tesi a consentire l’allevamento, in seno all’azienda agrituristica, laddove possibile, di alcune specie ittiche locali sulle quali l’ente provincia ha avviato degli interventi finalizzati al riconoscimento di un marchio di qualità certificata da parte dell’Unione europea, da utilizzare nella preparazione di menu specifici che esaltino in maniera integrata le produzioni agroalimentari della provincia di Rieti e le sue tradizioni. In tal caso, sarebbe opportuno cofinanziare gli interventi per la realizzazione di percorsi enogastronomico, analogamente a quanto fatto con le strade dell’olio della Sabina, mediante la predisposizione di una cartellonistica idonea legata alla produzione ittica locale e che possano dare luogo alla strada dell’agriturismo alieutico reatino, capace di coniugare sia le produzioni locali che la ricettività agrituristica. Una misura ulteriore di finanziamento dovrebbe cercare di implementare la dotazione strutturale di alcuni agriturismi, collocati in prossimità di bacini idrici nei quali è consentita l’attività alieutica, per predisporre una dotazione minimale di barche a motore elettrico e delle dotazioni di sicurezza connesse, affinché possa essere “esternalizzata” l’attività agrituristica anche al di fuori dell’ambito aziendale, al fine di consentire la fruizione completa, integrata della ruralità del territorio reatino, il che conferma la necessità e l’urgenza di istituire, normare e regolamentare la funzione di guida naturalistica per gli operatori agrituristici.

Azione 3 “Formazioni e aggiornamento igienico-sanitario e fiscale tributario”
In questi ultimi anni, la gestione delle strutture agrituristiche ha comportato un incremento delle normative in materia igienico-sanitaria, di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sui luoghi di lavoro, cui si è aggiunta una complessificazione della normativa fiscale e tributaria. Tutto questo ha avuto la conseguenza di rendere più difficoltosa ed onerosa la gestione dell’agriturismo, incentivando molti ad abbandonare l’attività, marginalizzando, ulteriormente, le aree rurali della provincia di Rieti. In tale prospettiva, al fine di limitare questa criticità, sarebbe opportuno intervenire con delle misure che finanzino la realizzazione di corsi specifici al fine di rendere l’operatore agrituristico più preparato e capace di gestire gli adempimenti connessi, in maniera autonoma, senza ricorrere all’outsourcing sia per la parte contabile che per quella gestionale dell’impresa. A tal proposito, le misure che dovrebbero essere messi in atto dovrebbero incentivare la frequenza a dei corsi finalizzati sia a capire la materia sia a gestire dei software specifici che potrebbero essere realizzati dall’ente locale e concessi in comodato gratuito, previa frequenza del corso previsto per la familiarizzazione all’uso del software. E’ utile soffermare l’attenzione che per le problematiche igienico-sanitarie e di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro sono già stati attivati, nella provincia di Rieti, dei corsi di laurea gestiti dall’Università “La Sapienza” di Roma che consentirebbero di preparare, ad alto livello, gli operatori agrituristici del reatino con dei costi contenuti visto che le sedi logistiche per tenere i corsi già sono disponibili e gestiti direttamente da numerosi enti locali. Altre misure potrebbero essere tese ad erogare dei contributi di cofinanziamento, almeno per quanto attiene la gestione tributaria e fiscale delle imprese agrituristiche, a dei consorzi e/o associazioni di imprese che decidano di aderirvi, mettendo a disposizione delle imprese agrituristiche, un consulente aziendale che, o a cadenza stabilita o on demand, si recherà presso le aziende per aiutarli nella gestione. Attraverso questa misura sarebbe opportuno realizzare un portale specifico al quale le imprese agrituristiche possono inviare la documentazione necessaria e/o avere un contatto immediato con il proprio consulente.

Azione 4 “Promozione e divulgazione presso le scuole del primo ciclo delle fattorie didattiche”
Il Piano di Sviluppo Rurale Regionale 2007-2013, ha previsto nelle misure per favorire la multifunzionalità delle aziende agricole, cui molte regioni hanno puntato realizzando fattorie didattiche. Per evitare una sovrapposizione e una congerie di interventi tra Piano di Sviluppo Rurale e Piano Agrituristico Provinciale ma, al contempo, permettere un’integrazione delle azioni, sarebbe opportuno per le imprese agrituristiche proporre una misura che permetta la realizzazione di giardini fenologici, destinati agli studenti delle scuola primarie, il cui obiettivo specifico dovrà essere la diffusione della conoscenza delle essenze spontanee tipiche della zona. L’obiettivo secondario di tale misura sarà quello di creare una “banca della biodiversità” presente nel territorio regionale disponibile per tutti i soggetti interessati e che dovrà essere svolta nei periodi in cui le presenze agrituristiche tendono, strutturalmente, a contrarsi, garantendo una fruibilità continua e costante dell’impresa agrituristica. Le misure di finanziamento dovrebbero tendere ad incentivare la realizzazione di banche genetiche animali e vegetali in seno all’azienda, la divulgazione e la promozione di queste iniziative nei circuiti scolastici provinciali e transprovinciali (Roma, Viterbo, Terni e L’Aquila) mediante la pubblicizzazione dell’iniziativa e il cofinanziamento dei costi necessari per adeguare e destinare una parte dell’azienda agrituristica a laboratorio didattico.

Azione 5 “Incentivi alla realizzazione di asili nido rurali e asili di campagna”
Una delle cause della marginalizzazione delle aree rurali è da ricercarsi nello svuotamento di servizi minimi essenziali per le popolazioni locali, il che ha finito per generare un fenomeno che, autoalimentandosi, ha portato, porta e porterà ad un’accentuazione dell’ esodo dalla campagne verso le città. Tra i servizi essenziali che hanno subito un processo di riforma e di riduzione possiamo annoverare la razionalizzazione degli asili con tutte le conseguenze che ne sono derivate. A tal fine, anche per garantire una maggiore economicità nella gestione dell’impresa agrituristica, in accordo e raccordo con quanto proposto nel PSR 2007-2013 e dalle misure finalizzate alla diffusione delle fattorie didattiche, sarebbe opportuno promuovere e finanziare quelle azioni che consentano la realizzazione, in seno alle strutture agrituristiche attive, di asili, intesi quali strutture di aggregazione e di presidio delle comunità rurali. In questo modo, si permette all’imprenditore agrituristico di svolgere quel ruolo di sentinella delle aree rurali e di somministrazione degli alimenti prodotte nel/sul territorio.

Azione  6 “Realizzazione di distributori automatici di piccole confezioni di prodotti tipici”
In alcune scuole della regione Lazio sono state collocate dei distributori di frutta di IV gamma oppure, in alcune aziende, dei dispenser di latte fresco. Per garantire una maggiore diffusione delle produzioni locali, in una prospettiva integrata e coesa di marketing territoriale delle aziende agrituristiche della provincia di Rieti, sarebbe opportuno collocare presso le aziende agrituristiche, che ne facciano richiesta, dei distributori di prodotti tipici del territorio (ad esempio, confezioni da 250 ml di olio, salumi e/o formaggi porzionati, frutta e verdure tipiche dell’area sabina e castagne) in maniera tale che l’agriturista possa prendere contatto con altre realtà aziendali e prodotti da aziende vicine in maniera tale da valorizzare il network del territorio provinciale e poter degustare i prodotti della tradizione locale. Inoltre, tali dispenser potrebbero essere collocati anche in alcuni punti caratteristici della città e/o di altri luoghi di interesse turistico-culturale, in concomitanza o meno di eventi di rilevanza nazionale e internazionale, con l’obiettivo di vendere il prodotto e di ricevere insieme al prodotto anche delle informazioni pubblicitarie sul territorio rurale e sulle strutture ricettive agrituristiche.

Azione 7 “Realizzazione di connessione wireless per le imprese agrituristiche”
Con quest’azione si torna a ribadire la necessità e l’urgenza di misure che consentano la penetrazione delle autostrade informatiche nelle aziende agrituristiche. Affinché tutte le aziende agrituristiche siano dotate di postazioni informatiche per un rapido accesso ad Internet sarebbe opportuno ed indifferibile finanziare misure che, mediante la messa in opera di connessioni veloci consentano di collegarsi alla rete sfruttando reti wireless; tutto ciò consentirà alle imprese di scambiare agevolmente le informazioni tra loro facendo sistema in una prospettiva di distretto rurale di qualità agrituristica, cui gli enti locali della provincia di Rieti e della Regione Lazio puntano molto.

Azione 8 “Incentivazione di viaggi studio e voucher formativi”
La possibilità di poter confrontarsi con altre realtà agrituristiche nazionali e internazionali, oltre ad esser una buona occasione per farsi conoscere, è anche un’occasione utilissima per apprendere le best practices che sono messe in atto in altre realtà rurali, generando quell’effetto imitazionale fortemente incentivato dall’Unione europea mediante il programma di iniziativa comunitaria L.e.a.d.e.r. Le misure da mettere in atto in quest’azione, riguardano la partecipazione a progetti come Leonardo e/o all’erogazione di buoni formativi (voucher) da poter spendere in strutture formative idonee e necessarie per migliorare il bagaglio culturale dell’operatore agrituristico. Il tutto dovrebbe essere, inoltre, accompagnato da incentivi per lo svolgimento di viaggi studio e di approfondimento in altre realtà rurali del nord-Europa nelle quali l’agriturismo è ben radicato, fin dagli anni settanta, in abbinamento a produzioni biologiche capaci, in una prospettiva olistica, di valorizzare tutto il territorio rurale. Il compito dell’ente locale sarà quello di valutare e selezionare le proposte formulate, facendo da interfaccia e/o da tramite verso altre amministrazioni estere e/o strutture ospitanti che collaborano con l’ente locale nell’elaborazione di progetti comunitari.

Azione 9 “Interconnessione aziendale su vasta scala con teleprenotazione”
Obiettivo della seguente azione è quello di garantire la realizzazione di un software facilmente scaricabile da Internet e che possa essere caricato su navigatori satellitari e/o telefono cellulare, dotato di navigatore satellitare, al fine di consentire a coloro che utilizzano tale strumento sia di segnalare, nel momento in cui si transita nel territorio della provincia di interesse, sia su espressa richiesta, in tempo reale, le aziende agrituristiche presenti, la loro distanza, il servizio offerto (ristorazione, alloggio, ecc.), la disponibilità di posti e, in caso di overbooking, segnalare la disponibilità di strutture agrituristiche più vicine e, se possibile, inoltrandone la prenotazione, il tutto, sempre, in tempo reale. In tale caso appare confermata la necessità dell’azione, tesa a diffondere delle postazioni informatiche e dei collegamenti veloci tra le diverse aziende, al fine di garantire la applicazione di tale azione e un incremento nella transazione dell’informazione su un portatale a destinazione specifica, necessario per avere uno scambio di informazioni in tempi rapidissimi. Per accedere a questo finanziamento sarebbe auspicabile coinvolgere enti locali (nel suolo di soggetto capofila del progetto), le imprese di telecomunicazione e del terziario avanzato presenti sul territorio della provincia di Rieti, le università e le imprese agrituristiche, sfruttando la linea di finanziamento offerta dai fondi disponibili nel VII Programma quadro della Commissione europea.

CONCLUSIONI
Da questa breve nota è emersa la necessità per le imprese agrituristiche di predisporre nell’immediato futuro degli interventi necessari al loro ammodernamento, non facendo venire meno la loro peculiarità e specificità. L’obiettivo generale è quello di poter migliorare la loro competitività in un quadro, ormai, consolidato di società globalizzata. In questo caso, di fondamentale importanza, appaiono essere gli interventi da realizzare per non far perdere alle aziende rurali il peculiare ruolo di presidio del territorio, di animazione della comunità, il tutto in perfetto accordo e raccordo con la loro capacità di garantire un maggiore e migliore presidio dello spazio rurale. L’impresa agrituristica dovrà essere considerata non un impresa agricola ma un’impresa rurale che deve poter svolgere una molteplicità di ruoli e funzioni assegnatele, in maniera tacita, dal legislatore nazionale ed europea e che la fanno essere ben apprezzata dal cittadino, il quale è ben disposto a dirottare il proprio reddito per valorizzare le esternalità positive svolte ad ampio spettro e nel lungo periodo dall’agriturista. Le criticità maggiori sono quelle di evitare la sovrapposizione d’identiche tipologie di intervento, cui si potrà ovviare facendo ricorso alla concertazione tra tutti gli enti e le associazioni di categoria coinvolte, e di non riuscire a creare un’atmosfera coesa tra tutte le imprese rurali e gli altri attori della ruralità, con l’impossibilità di realizzare una struttura territoriale con specificità tipiche del distretto, la cui soluzione possibile appare essere quella di stimolare comportamenti imitazionali e non opportunistici.

Nicola Galluzzo, dottore di ricerca in Scienze degli alimenti, si è laureato in Scienze agrarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, conseguendo il perfezionamento in Economia del turismo e in Gestione  e organizzazione  territoriale delle risorse naturali presso l’Università La Sapienza di Roma, in Studi europei presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Genova e in Controllo e autocontrollo degli alimenti presso la Facoltà di Medicina e chirurgia “A. Gemelli” di Roma. Assegnista di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Economia Agraria (Inea).

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