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Il Centro Ricerche Produzioni Vegetali di Cesena (FC), insieme a un team di tecnici e ricercatori, ha avviato un progetto pluriennale per combattere la moria dei pereti che ha colpito diverse aziende nel territorio regionale. Obiettivo: razionalizzare l’uso dell’acqua per l’irrigazione, riducendone gli sprechi e definendo nuove linee guida che contrastino gli effetti dell’innalzamento delle temperature causati dal cambiamento climatico.

Centralina meteo per raccolta dati
Centralina meteo per raccolta dati

(Cesena, 24 novembre 2021) Le pere dell’Emilia-Romagna hanno un nuovo alleato: è “IRRIGATE”, il progetto coordinato da CRPV – Centro Ricerche Produzioni Vegetali di Cesena (FC) e realizzato da un team composto dall’Organizzazione di Produttori Apo Conerpo, dal CER – Canale Emiliano-Romagnolo, dall’Università Politecnica delle Marche, dal Consorzio Fitosanitario di Modena e da Astra Innovazione e Sviluppo. Obiettivo: salvaguardare un’eccellenza regionale come la pera Abate Fetel, fortemente colpita dalle gelate primaverili e oggetto di una moria in diverse areali della regione, e risparmiare la materia prima più preziosa: l’acqua.

“Negli ultimi anni – spiega Daniele Missere, responsabile di progetto per il CRPV -, in diverse importanti aziende agricole specializzate nella coltivazione del pero collocate nelle aree più vocate come Modena, Ferrara, Bologna, Ravenna e Reggio Emilia, abbiamo assistito a diffuse ed estese morie delle piante, in apparenza non attribuibili a specifiche malattie o parassiti. Un problema che colpisce soprattutto le produzioni di pere Abate Fetel che rappresenta la varietà più coltivata in regione e quella più duramente colpita dalle gelate della scorsa primavera. Uno scenario che ci ha spinti a intervenire a sostegno di una produzione essenziale per l’Emilia Romagna, sia dal punto di vista economico che sociale, e che va tutelata dagli effetti dei cambiamenti climatici”.

Il punto di partenza sono stati i dati e le analisi svolte a partire dal 2018 dall’ufficio tecnico di Apo Conerpo, insieme al Consorzio fitosanitario di Modena, da cui è emersa l’ipotesi che la moria possa essere causata da un surplus d’irrigazione messo in atto, in piena buona fede, dai produttori. Una risposta istintiva e basata sul buon senso a estati sempre più calde e, soprattutto, sempre più siccitose. In seguito al cambiamento climatico, infatti, negli ultimi 15 anni le precipitazioni, per distribuzione e intensità, sono evidentemente cambiate e soprattutto nel periodo estivo si registra una chiara perdita dei millimetri di pioggia caduti nella nostra Regione. A partire degli anni ’80, inoltre, le temperature medie sono gradualmente aumentate, con picchi al di sopra di 35 °C sempre più frequenti.

Nei prossimi due anni l’obiettivo di IRRIGATE sarà quello di confermare l’eventuale legame fra moria ed eccesso di apporto d’acqua e definire un nuovo modello di irrigazione efficace ed efficiente, che preservi i peri e permetta di risparmiare la maggior quantità di acqua possibile. Ma non solo. “In base ai risultati delle analisi e delle prove che saranno realizzate nei prossimi due anni – prosegue Missere – IRRIGATE intende mettere a punto linee guida per consentire ai produttori realizzare nuovi impianti di pero e per gestire quelli già esistenti nell’ottica di ridurre i consumi di acqua e prevenire o limitare la moria delle piante”.

Sostenibilità al centro, dunque: “Questo progetto intercetta i tre pilastri della sostenibilità – conclude Missere -: quella ambientale, puntando a una razionalizzazione e a un risparmio d’acqua, ma anche quella etica ed economica, sostenendo una produzione essenziale per il tessuto socio-economico regionale. In Emilia-Romagna, infatti, vengono prodotte il 70% delle pere made in Italy che corrispondono al 30% della produzione totale europea. Un settore che impiega migliaia di persone per centinaia di migliaia di giornate di lavoro ogni anno e che, a seguito del cambiamento climatico, è sempre più minacciato nella sua sopravvivenza”. A questi obiettivi si affianca anche un lavoro sulle generazioni future: il progetto prevede infatti anche una serie di lezioni volte a sensibilizzare gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario “Ignazio Calvi” di Finale Emilia (MO) all’importanza che la frutticoltura riveste nel loro territorio, con particolare riferimento all’uso razionale e sostenibile dell’acqua.

Pero colpito dalla moria
Pero colpito dalla moria
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