di Vittoria Capei Chiaromanni

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Canguri in vigneto irrigato, foto: https://www.bestwinesunder20.com.au/

L’Australia è l’ottavo produttore di vino al mondo con oltre 149.000 ettari vitati e 13 milioni di ettolitri di vino prodotti.

Nonostante questi numeri però, in Australia se ne consuma meno rispetto a quanto se ne produce, recenti studi hanno infatti evidenziato come il numero di potenziali consumatori si aggiri intorno alle 16 milioni di persone per un consumo pro capite che si aggira intorno ai 20 litri annui.

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Vigneto in Australia, foto: https://www.theroadtripoz.com.au/

Il vino australiano viene esportato soprattutto negli Stati Uniti, Paese che lo apprezza per l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Lo sviluppo dell’enologia in questo continente è stato molto rapido e questo grazie all’utilizzo di tecnologie e pratiche all’avanguardia usate fin da subito.

La vite è arrivata in Australia tardi, solo all’inizio dell’800 e, si pensa, dal Sud Africa portata dall’allora governatore Arthur Phillip di ritorno da uno dei suoi tanti viaggi. La sua coltivazione si diffuse ben presto in tutto il Paese anche se non venne risparmiata dalla fillossera che colpì soprattutto la regione di Victoria.

In Australia non esistono disciplinari di produzione come da noi (dop/ igp) ma è in vigore il sistema di qualità che impone delle norme che devono essere applicate nella compilazione delle etichette, LIP (label integrity programme). Queste, infatti, devono fornire tutte le informazioni sul vino contenuto nella bottiglia. Sull’etichetta australiana spesso compare la dicitura “Bin” seguita da un numero e questo fa riferimento ad una vecchia usanza che ha avuto origine interno al 1930 la quale indicherebbe il numero del contenitore dove è stato conservato il vino prima dell’imbottigliamento.

Per quanto riguarda le etichette inoltre è da citare un interessante studio condotto dall’equipe del Professor Larry Lockshin, a capo della marketing school della University of South Australia, il quale dimostra come le etichette per fare breccia tra i consumatori australiani debbano essere grandi, colorate e di design.

In Australia chi beve vino sono soprattutto gli uomini ma in questi ultimi anni anche il numero delle donne che sceglie un bicchiere di vino magari bianco fermo o bollicine sta crescendo, specialmente se fuori dalle mura domestiche.

I consumatori australiani va ricordato inoltre che sono consumatori sofisticati, intenditori, con buone disponibilità di reddito e molto attenti e sensibili al biologico e alle tematiche ambientali in generale.

Sono stati fatti anche altri interessanti studi sul consumatore australiano come quello che ha evidenziato come l’australiano medio trascorra circa sei minuti davanti agli scaffali degli alcolici al supermercato e impieghi circa 40 secondi per scegliere una bottiglia di vino, giusto il tempo di riconoscere in etichetta le seguenti informazioni: brand conosciuto, varietà preferita, prezzo, Regione di provenienza.

In Australia non si beve solo vino autoctono ma anche proveniente dalla vicina Nuova Zelanda e questo anche grazie alle politiche di libero scambio che facilitano ciò. Si importa poi anche da Francia, Italia, Sud Africa e Spagna.

Il vino in Australia è prodotto in 65 regioni e le aziende sono oltre 2400: numeri che dimostrano come questo sia ormai un business importante per il paese.

La zona più importante e più produttiva del paese è l’Australia Meridionale, è qui infatti che si trovano le zone più prestigiose come Barosa Valley, Coonawarra, Adelaide Hills, Eden Valley e Clare Valley. Le zone più importanti e più produttive sono quelle intorno alla città di Adelaide e, tra queste, Barossa Valley e Coonowarra che sono anche le zone sicuramente più famose e conosciute, la prima per i suoi strepitosi Shiraz (così chiamato l’internazionale vitigno Syrah) e la seconda invece per i suoi robusti vini prodotti da uve di Cabernet Sauvignon.

La seconda zona dell’Australia per quanto riguarda la produzione vitivinicola è il Nuovo Galles del Sud, in particolare la Hunter Valley, Mudgee e Riverina. La zona di Hunter Valley si trova a nord di Sydney ed è famosa ormai in tutto il mondo grazie ai suoi Chardonnay e Semillon;

questi ultimi si consiglia di degustarli dopo 5/10 anni perché solo dopo un po’ di tempo si possono assaporare a pieno i loro straordinari aromi di miele, nocciola e frutta secca.

La zona di Victoria, la più a sud del continente e che fino al 1960 era la più importante zona di produzione australiana, è oggi, invece, terza. In questa zona si producono interessanti spumanti metodo classico e nelle aree di Rutherglen e Glenrowan anche ottimi vini da dessert con uve Moscato.

Un’altra zona che suscita sempre più interesse è l’isola della Tasmania. Qui la viticoltura avviene soprattutto lungo la fascia costiera e molti sono i vitigni coltivati: Pinot Nero, Shiraz, Cabernet Sauvignon ma anche Chardonnay e Riesling.

L’ultima zona di produzione dell’Australia si trova in Australia Occidentale intorno alla città di Perth. Questa invece è una zona di produzione di interessanti vini prodotti con uve Chardonnay, Semillon, Sauvignon Blanc ma anche Cabernet Sauvignon e Merlot.

I vini australiani suscitano sempre più interesse in tutto il mondo tanto che l’enoturismo incrementa di anno in anno. A seguito di questi numeri le cantine si sono adeguate per offrire al cliente un servizio che lo coinvolga a 360° ed infatti non sono più solo luoghi di produzione e vendita di vino ma veri e propri luoghi di incontro all’interno dei quali è possibile trovare ristoranti ma anche eventi, manifestazioni artistiche e corsi di cucina.

Tra i maggiori esempi dobbiamo citare Jacob’s Creek nel cuore di Barossa Valley che offre al visitatore non solo la semplice visita in cantina o degustazione dei loro prodotti ma anche la possibilità di fare un picnic tra le vigne, partecipare ad una master class enogastronomica oppure vestire i panni del viticoltore facendo partecipare il proprio cliente ad una lezione di vinificazione.

Nella Hunter Valley invece troviamo la Audrey Wilkinson, un’altra interessante realtà, all’interno della quale è possibile anche qui vivere l’esperienza di fare un picnic con vista sui vigneti ma anche la possibilità di visitare il museo dell’azienda oppure prolungare l’esperienza soggiornando in uno dei due cottage messi a disposizione dall’azienda per i suoi ospiti.

Infine in Australia Occidentale è doveroso citare la Leeuwin Estate la quale offre tutto l’anno interessanti attività che includono lezioni di cucina e cene a tema e durante i mesi estivi anche una serie di concerti all’aperto.

Questi sono solo alcuni esempi di ciò che è possibile trovare in Australia se si sceglie di vivere un’esperienza di enoturismo e sicuramente una giornata tra vigneti è altamente consigliata per chi ha la fortuna di visitare il Paese.

L’Australia è un paese davvero interessante e anche i suoi prodotti non deludono le aspettative e oggi è possibile degustarli anche nelle proprie case grazie ai tanti siti, ormai vere e proprie grandi enoteche online, che consegnano a domicilio.

Non ci sono più scuse quindi per non poter provare e apprezzare anche questi ottimi vini!

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Degustazione in vigneto australiano, foto: https://www.waholidayguide.com.au

 

Vittoria Capei Chiaromanni, dottoressa triennale in “Comunicazione, media e giornalismo” e dottoressa magistrale in “Strategie della comunicazione pubblica e politica” presso l’Università degli studi di Firenze. Specializzata in “Marketing, comunicazione e pubblicità” presso l’Istituto Europeo di Design – Roma, ha svolto sul settore del vino la propria tesi di laurea dal titolo: “Il vino toscano tra tradizione e innovazione. Il ruolo dell’azienda Marchesi Antinori”. E-mail: vittoria.capei.c@gmail.com

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