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Martedì 12 ottobre presso Castel Katzenzungen, a Prissiano di Tesimo, si è svolta la tradizionale vendemmia della storica vite Versoaln. Sono stati raccolti 155 Kg di uva, dei quali presso la Cantina Laimburg verrà fatta una pigiatura finalizzata alla produzione di un vino spumante.

Lo scorso martedì 12 ottobre si è svolta la tradizionale vendemmia della storica vite Versoaln presso Castel Katzenzungen, a Prissiano di Tesimo. È stato stimato che l’età della vite sia di oltre 350 anni, e con le sue uve si continua a produrre vino: “Siamo molto orgogliosi della nostra vite Versoaln e lieti di poter vendemmiare ogni anno le uve di questa anziana signora, producendo un vino di qualità” ha commentato Günther Pertoll, responsabile della Cantina Laimburg, che ogni anno è parte attiva nella vendemmia. Quest’anno la vite è stata coltivata con il metodo biodinamico. I 155 Kg di uva vendemmiati sono stati accuratamente selezionati e mostrano una buona qualità. Dalle uve Versoaln viene ora effettuata presso la Cantina Laimburg una pigiatura, finalizzata alla produzione di un vino spumante. “Le nostre sperimentazioni hanno confermato che il vitigno Versoaln è adatto alla spumantizzazione”, ha spiegato il responsabile del settore Enologia, Ulrich Pedri.

Il vino fermo Versoaln, ed il futuro spumante Versoaln hanno una produzione limitata e servono quale rappresentanza della regione vitivinicola dell’Alto Adige.

La vite Versoaln

Il “Versoaln” è un vitigno antico e autoctono dell’Alto Adige. La vite cresce su un muro del versante settentrionale di Castel Katzenzungen a Prissiano vicino a Tesimo e si ramifica su una pergola per una superficie di ben 350 m².

Nel 2006, i Giardini di Castel Trauttmansdorff hanno assunto il patrocinio della vite Versoaln.

L’origine del nome della vite non è del tutto chiara: il nome “Versoaln” potrebbe avere origine dalla parola dialettale “verdolen” (“verde” come il colore degli acini) o anche da una forma di allevamento: le pergole si trovano su pendii ripidi, dove la raccolta veniva fatta assicurandosi a delle corde (dalla parola tedesca “Seil”, che significa ‘’corda, e di conseguenza la trasposizione dialettale in “versoaln”). Si pensa anche ad un’alterazione della parola “Versailles” in quanto secondo una leggenda, nel 15° secolo l’allora proprietario di Castel Katzenzungen, il Conte Schlandersberg, introdusse il vitigno proprio da lì.

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