Nell’ambito del progetto europeo Best4Soil, il CRPV di Cesena ha organizzato un webinar dedicato al sovescio, tecnica che, se ben messa in pratica, permette di migliorare la salute del terreno e favorire la biodiversità del suolo. Ne hanno parlato Maria Grazia Tommasini, responsabile delle produzioni integrate e biologiche del CRPV e Paolo Benincasa, docente dell’Università di Perugia.

Sovesci

Migliorare la salute del suolo e promuovere un’agricoltura sempre più sostenibile: ecco il focus del webinar realizzato da CRPV – Centro Ricerche Produzioni Vegetali nell’ambito del progetto europeo Best4Soil che ha visto la partecipazione della dott.ssa Maria Grazia Tommasini, responsabile delle produzioni integrate e biologiche del CRPV e del prof. Paolo Benincasa, docente dell’Università di Perugia.

Al centro dell’incontro (di cui è possibile vedere la registrazione integrale qui https://www.youtube.com/watch?v=Ga8gHaqMe3c), oltre alla presentazione del progetto Best4Soil, è stato posto il tema dei sovesci di colture con finalità di apporto nutrienti e di controllo patogeni e parassiti del terreno. In particolare i relatori hanno evidenziato la necessità, nelle colture da sovescio, di selezionare le specie da seminare in funzione dell’obiettivo (fertilizzare il terreno o contribuire alla sua sanità): mentre per il sovescio con effetto fertilizzante sono da preferire leguminose o miscugli che comprendano le leguminose, per la disinfezione dei terreni sono da preferire le crucifere (rafano, brassica juncea, rucola, senape) ma anche alcune composite (tagete, tarassaco) e anche alcune leguminose (in particolare la crotolaria).

“La tecnica dei sovesci – ha spiegato il prof. Benincasa – se ben utilizzata, a cicli periodici, può essere di grande aiuto nella soluzione dei problemi dati dai parassiti e patogeni terricoli, e nell’aumentare la biodiversità e l’attività microbica nel suolo. Non si può ottenere lo stesso effetto immediato dato dai prodotti chimici geodisinfestanti tuttavia i sovesci possono contribuire a migliorare la salute del suolo e con essa quella delle piante, sia nelle colture a pieno campo che in coltura protetta, tanto nel ciclo autunno-vernino che in quello primaverile-estivo”.

Il webinar si inserisce nel più ampio progetto Best4Soil che ha come obiettivo la costituzione di una rete tematica di tecnici e professionisti operanti in tutta Europa sulla tutela della salute del suolo: “Best4Soil – spiega Tommasini – vuole promuovere buone pratiche per migliorare la salute e biodiversità del suolo a vantaggio delle produzioni agricole e per ridurre l’impiego di input chimici fra cui ad esempio fertilizzanti, geodisinfestanti ed erbicidi. Il progetto, a valenza europea, coinvolge 22 Paesi dando vita a una rete virtuosa di confronto e scambio fra ricercatori, tecnici e produttori agricoli per massimizzare l’applicazione di buone pratiche a vantaggio dell’intera collettività e per contribuire a ridurre il problema dell’effetto serra attraverso misure che favoriscono l’aumento della sostanza organica nel terreno e quindi il sequestro del carbonio finalizzate a fronteggiare effetti negativi causa del cambiamento climatico”.

“Fra le tecniche prese in esame da Best4Soil, oltre a quella dei sovesci – prosegue Tommasini – c’è la disinfestazione anaerobica che può ridurre malattie a carico del suolo grazie all’effetto di degradazione di sostanza organica incorporata nel suolo in ambiente anaerobico (il suolo viene coperto con un film plastico) o la bio-solarizzazione mediante copertura del terreno umido con film plastico, l’impiego del compost per il mantenimento della sostanza organica e della biodiversità del terreno e la rotazione colturale per evitare la trasmissione di malattie comuni e per stimolare la biodiversità microbica”.

Per saperne di più è possibile rivedere la registrazione integrale del webinar (https://www.youtube.com/watch?v=Ga8gHaqMe3c) e visitare il sito del progetto Best4Soil (https://www.best4soil.eu/) dove, previa registrazione gratuita, si potrà accedere ai servizi messi a disposizione degli utenti.

19/06/2020
Fonte: CRPV – Centro Ricerche Produzioni Vegetali (Cesena)

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