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Parte il prossimo anno scolastico la sperimentazione autorizzata dal Ministero dell’Istruzione

La Fondazione Edmund Mach assieme ad altre quattro scuole della Provincia autonoma di Trento ha ottenuto dal Ministero dell’Istruzione il via libera per attivare dal prossimo anno scolastico un nuovo progetto di percorso quadriennale.
Si tratta di una sezione aggiuntiva che porterà al raggiungimento in quattro anni del diploma di Istituto tecnico-tecnologico, indirizzo​ agraria, agroalimentare e agroindustria, nell’articolazione Gestione Ambiente e Territorio.

A livello nazionale la sperimentazione è stata avviata nel 2013/14 con l’intento di allineare la scuola italiana agli standard di molti paesi europei, in cui è fissato a 18 anni il compimento del livello ISCED 3 (International Standard Classification of Education) corrispondente alla nostro diploma di maturità e che già quattro scuole della Provincia autonoma di Trento avevano avviato negli anni scorsi.
Gli obiettivi specifici di apprendimento e i traguardi di competenze saranno gli stessi di quelli previsti nel percorso quinquennale ordinario; vale a dire un unico esame di stato e lo stesso titolo di studio, ma saranno perseguiti attraverso curricula nuovi, rivisti nei contenuti e nelle metodologie didattiche per rendere più efficace l’apprendimento. Le singole discipline saranno distribuite nei quattro anni scolastici secondo una nuova impostazione e un nuovo carico orario settimanale.
Il nuovo corso si caratterizzerà per una serie di novità: potenziamento delle discipline scientifiche-tecnologiche (denominate “STEM”, acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics); insegnamento di una disciplina esclusivamente in CLIL; introduzione di moduli curricolari orientati ai temi della transizione ecologica e dello sviluppo sostenibile; attivazione di insegnamenti opzionali, anche in funzione orientativa; realizzazione di progetti di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l’università e i percorsi terziari non accademici; potenziamento della didattica laboratoriale e digitale e di metodologie innovative; flessibilità didattica ed organizzativa (adeguamento e rimodulazione del calendario scolastico annuale, dell’orario settimanale delle lezioni e del monte ore totale per disciplina).

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