di Matteo Ioriatti

equador campi agricoltura
Fondo ecuatoriano Populorum Progresso

Sono partito a fine gennaio per l’Ecuador, nell’ambito del servizio civile internazionale, esperienza che prevede un anno di soggiorno in paesi in via di sviluppo in progetti di sostegno alle comunità.

La ong italiana, incaricata di organizzare l’esperienza e fare da tramite è il ‘Cesc Project’. Una volta giunti nel paese, a livello operativo, l’organizzazione per cui lavoriamo è il FEPP (Fondo ecuatoriano Populorum Progresso). Si tratta di una fondazione privata senza scopo di lucro nata negli anni ’70, con l’obiettivo di perseguire finalità sociali e di sviluppo delle comunità locali, con un focus particolare sulla produzione agricola.

Il Fepp è presente con sedi fisiche in diverse città dell’Ecuador e consta di imprese sociali ad esso collegate che permettono di creare una sinergia nei vari settori strategici. Esiste quindi l’agroimportadora, che si occupa dell’importazione e commercializzazione di prodotti agricoli; Bancodesarrollo che beneficia i campesinos con prestiti a condizioni agevolate; Camari, rete di commercio solidale; Fepp Construcciones, che si occupa del settore edile e realizzazione di opere nell’ambito dei progetti; altre diramazioni del Fepp.
In particolare, una volta stabilito nella mia sede di riferimento, Riobamba, ho potuto apprezzare una panoramica dei progetti in corso a carico del regionale locale.

Come concordato precedentemente, in considerazione del mio percorso di studi e delle mie inclinazioni, sono stato assegnato a un progetto situato nella provincia del Guayas, di ‘miglioramento delle condizioni economiche dei produttori del territorio operativo Las Mercedes e confinanti’.
Data la distanza tra la mia sede operativa, Riobamba, e la sede di attuazione del progetto, zona del Guayas, il lavoro prevedeva settimanalmente un soggiorno temporaneo nella zona del progetto.
Il progetto riguarda 4 associazioni di coltivatori di riso, Las Mercedes, Atara, Rafaèl Brito Mendoza e Jaboncillo. Associazioni operanti su territori confinanti.
La finalità consiste nell’incremento delle condizioni economiche dei contadini attraverso un miglioramento della produzione in termini di produttività, efficienza e progresso tecnologico, nel rispetto di valori sociali e ambientali.

Il progetto, attuato dal Fepp con un finanziamento dell’unione europea, trova sinergie con altri enti impegnati sul territorio quali il Gad (ministero agricoltura e ganaderia), Mag parrocchiale (autorità locale), INIAP (ente per la ricerca e innovazione in campo agricolo), PID (ente di sviluppo della rete di canali).

La prima fase ha previsto un avvicinamento alle comunità delle associazioni per costruire un rapporto di fiducia con gli stessi appartenenti, in quanto operatori provenienti dalla ‘sierra’ (montagna) tramite una serie di incontri informativi e riunioni; in seguito, da un punto di vista più tecnico-operativo, una raccolta di dati tecnici nei campi in riferimento alla produzione: livello di produzione, tempistiche del ciclo, varietà vegetali oltre al riso, condizioni di vendita e ingressi economici.
Una volta caricati i dati raccolti sul campo su un file excel, è stato possibile rielaborarli per poter interpretarli e avere una visione d’assieme della situazione produttiva del territorio del progetto.
Attraverso quindi questa sistematizzazione, si valutavano le azioni atte al miglioramento produttivo.

Nella fase 2, si procedeva quindi a incontri di formazione per ogni associazione in cui si mostravano tecniche più efficienti e innovative nel trattamento della coltivazione (come ad esempio l’utilizzo di fertilizzanti organici/minerali meno impattanti a livello ambientale), anche con l’ausilio di tecnici provenienti da aziende specializzate del territorio.
D’altra parte, si mirava a dare al prodotto un maggior valore aggregato, dal momento che i coltivatori vendevano direttamente la materia prima raccolta. Attraverso l’acquisto di una macchina essiccatrice in comune tra le associazioni, si voleva favorire il cooperativismo per uno sviluppo collettivo comunitario e dare al prodotto un valore aggiunto, con la possibilità avere ricavi superiori, vendendo il riso già essiccato.
Un’altra iniziativa da attuare era la differenziazione della produzione: oltre alla centralità del riso, si voleva incentivare il rafforzamento delle produzioni secondarie, in quanto erano presenti, nelle aree di confine dei campi di riso, piantagioni di essenze vegetali quali in particolari Platano e Cacao. Attraverso quindi una prima stima della presenza di queste produzioni, si voleva introdurne maggiori quantità per aumentare la produzione e la produttività (attraverso ad es. l’introduzione di varietà selezionate dall’INIAP).

Inoltre, sempre nell’ambito dell’incremento di valore aggiunto e di allargamento della catena dal valore, è prevista la donazione di una macchina per il processamento del platano, cosiddetta ‘chiflera’, per la produzione di chips di Platano e la conseguente vendita diretta da parte dei produttori.
Purtroppo, a causa dell’emergenza Coronavirus, i progetti sono stati interrotti e noi volontari italiani siamo stati rimpatriati. Rimaniamo quindi in attesa di capire l’evoluzione della pandemia e le conseguenze economico-sociali che potrà avere, per poter tornare operativi.

Autore: Matteo Ioriatti
29/04/2020

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