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Vino e musica

Di Vittoria Capei Chiaromanni

Il filosofo Schopenhauer scrisse: l’Architettura è Musica solida. Noi oggi, possiamo reinterpretare questa frase in chiave moderna affermando: il Vino è Musica Liquida.
Il vino ha un suono e un’armonia perché anch’esso è musica, e in quanto tale è in grado di esprimere stati d’animo, emozioni, affetti, atmosfere. Ecco perché quando vino e musica si incontrano è come se mettessero in moto un moltiplicatore di sensazioni.

Il Connubio vino e musica è un abbinamento antico e moderno.
Molti sono stati i musicisti che hanno trovato ispirazione nel vino: la prima testimonianza risale al 1000 a. C. con il canto vendemmiale “Il lamento di lino” ma non possiamo non fare riferimento anche alle musiche che accompagnavano tragedie come quella de “Le Baccanti” di Euripide. Un altro esempio di questo connubio lo possiamo trovare ne “La Traviata” di Giuseppe Verdi e più precisamente nel primo atto – scena II nel brindisi a tempo di valzer. Passando poi ad epoche più moderne possiamo ricordare l’interpretazione di Frank Sinatra in “The days of wine and roses” ma anhe “Ubriaco canta amore” e “20 bottiglie di vino” della Bandabardò.

vino musica calice rosso
Foto: gilligwinery.com/.

Esattamente come il vino influenza la musica anche la musica influenza il vino e in questo caso è necessario ricordare il recente studio condotto dall’Università degli studi di Firenze che ha scoperto come l’uva cresca meglio se “ascolta” buona musica e buone sinfonie al riparo da parassiti. Questa “scoperta” è già stata accolta e provata da diverse aziende agricole tra queste la Tenuta Mara a S. Clemente (RN) che dedica un’intera sezione del suo sito a questa “nuova tecnica” di produzione. Nonostante interessino due sensi diversi: gusto e udito sono invece strettamente connessi e simili poiché entrambi esprimono emozioni e stati d’animo; sia la musica sia il vino si possono ascoltare in compagnia ma anche degustare in solitudine.
Possiamo quindi affermare che esiste una musica adatta ad ogni tipo di vino e l’abbinamento può essere anche personale a seconda di ciò che proviamo degustando un vino piuttosto che un altro. L’abbinamento poi può anche essere suggerito dallo stesso produttore esattamente come ha fatto l’azienda leader del vino siciliano “Donna Fugata” che nel suo sito internet offre alcuni video ed mp3 facilmente scaricabili dove abbinano i propri vini a diverse musiche jazz.

Degustare vino ascoltando buona musica è un’esperienza multisensoriale ed è per questo motivo che per ogni produttore è consigliato non escludere questo binomio ma esaltarlo; offrire ai propri clienti anche buona musica può essere un modo per valorizzare ulteriormente i propri prodotti.

Vittoria Capei Chiaromanni, dottoressa triennale in “Comunicazione, media e giornalismo” e dottoressa magistrale in “Strategie della comunicazione pubblica e politica” presso l’Università degli studi di Firenze. Specializzata in “Marketing, comunicazione e pubblicità” presso l’ Istituto Europeo di Design – Roma, ha svolto sul settore del vino la propria tesi di laurea dal titolo: “Il vino toscano tra tradizione ed innovazione. Il ruolo dell’azienda Marchesi Antinori”. Mail: vittoria.capei.c@gmail.com