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Il giardino in città: Euphorbia ‘Diamond Frost’

di Luisella Rosa


Da quando ha fatto la sua timida comparsa nei vivai italiani qualche anno fa,  Euphorbia ‘Diamond Frost’ è diventata una presenza costante ed irrinunciabile del mio giardino. Si tratta di un ibrido creato e commercializzato nel 2005 da ProvenWinners. In questi anni ho potuto testarla in differenti situazioni, sempre con ottimi risultati. Il primo impiego di  E. ‘Diamond Frost’ è stato per la composizione di cassette da davanzale, in abbinamento a qualche piantina di Portulaca.


Euphorbia


Da subito si è dimostrata una pianta generosissima: in breve tempo la piantina del vivaio si è trasformata in un cespuglietto tondeggiante, molto aereo e leggero, dalla fioritura incessante e abbondante. 
Molto interessante anche come protagonista assoluta in vasi singoli, dove la sua leggerezza può essere meglio apprezzata senza la competizione di altre piante.
Poichè in vaso la pianta tende a ricadere lasciando mezza superficie spoglia, ho sperimentato che, all’atto dell’impianto, è meglio posizionare la piantina il più possibile vicino al bordo del contenitore anzichè al centro, come si fa di norma.
In questo modo con la crescita, l’intera superficie del vaso viene ricoperta, senza lasciare antiestetici spazi vuoti.
I minuscoli ciazi, che creano l’effetto di una nuvola bianca, non richiedono alcun intervento di rimonda dello sfiorito essendo autopulenti e, particolare non trascurabile, attirano una incredibile quantità di farfalle ed altri insetti bottinatori.


Euphorbia


Collocata in vaso (sia di plastica che di terracotta) e posizionata sul davanzale con esposizione ad ovest, con sole diretto da mezzogiorno fino al tramonto, ha richiesto però innaffiature quotidiane durante tutta l’estate. La cosa incredibile è stata poi vedere E. ‘Diamond Frost’ fiorita fino ai primi geli: a dicembre le foglie erano completamente ingiallite ma la fioritura non dava cenni di stanchezza!
Temendo di non ritrovare questa euphorbia nei vivai nella stagione successiva, ho deciso di riparare in serra fredda uno degli esemplari coltivato in vaso singolo, nel tentativo di farlo sopravvivere ai rigori invernali. Purtroppo la pianta è morta ma, fortunatamente, in primavera i vivai dove normalmente mi rifornisco l’hanno nuovamente riproposta e ormai è facilmente reperibile in qualsiasi garden center.
Probabilmente si potrebbe anche riuscire a conservarla: quando la parte aerea era ‘lessata’ dalle gelate, svasandola ho sempre trovato un ceppo di radici belle sane e carnose ma, visto il prezzo decisamente abbordabile delle piantine (1,50-2 euro circa) e la cronica mancanza di spazio nelle serre fredde che allestisco per l’inverno, preferisco a fine stagione buttarle senza troppi rimpianti. 
L’anno seguente ho messo una pianta di E. ‘Diamond Frost’ nell’aiuola delle azalee, dove avevo sostituito il terreno argilloso del mio giardino con terriccio specifico per acidofile. Si tratta inoltre di una parte del giardino che gode di poche ore di sole al mattino, ma in posizione comunque luminosa per il resto della giornata.
Anche in questo caso E. ‘Diamond Frost’ non mi ha deluso: è riuscita ad emergere alle spalle delle azalee, formando la sua bella nuvola bianca e leggera.
Collocata in piena terra, si è poi rivelata meno esigente in fatto di annaffiature, accontentandosi di un paio di irrigazioni alla settimana.
Ho provato anche la sistemazione nel punto più problematico del mio giardino, una zona perennemente in ombra. 
In queste condizioni la fioritura è stata pressochè inesistente ma, in compenso, la pianta era molto rigogliosa, con foglie più grandi e rotonde rispetto alle sorelle poste in luoghi più soleggiati e luminosi e, particolare curioso, con la variegatura centrale della foglia, che solitamente è quasi impercettibile, molto più evidenziata e marcata.


Euphorbia


Anche se questo particolare rende la pianta comunque attraente e decorativa, mi sembra un peccato rinunciare alla caratteristica fioritura e quindi ho deciso di non utilizzarla più nelle zone d’ombra, inserendola invece nel resto del giardino, sia in vaso che in piena terra.  Aggiungo poi che, in tutti questi anni,  non ho mai riscontrato problemi di parassiti o malattie, nemmeno nelle condizioni più avverse.
 
Insomma…una pianta promossa a pieni voti! 


Luisella Rosa, giardiniera per passione da oltre vent’anni, ci parla del giardino di città attraverso la sua personale esperienza. Collabora a ‘Fiori & Foglie’ rubrica di cultura verde del TGCOM (http://fioriefoglie.tgcom.it/).


 






Ortensie, Azalee, Camelie e altre acidofile

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Autori Vari – Giunti Demetra – 2009


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