In alcune Regioni d’Italia è partita la vendemmia 2016. Le previsioni parlano di una crescita della produzione di vino in crescita di almeno il 5% rispetto all’anno scorso (nel 2015 sono stati 47,5 milioni gli ettolitri di vino prodotti). L’andamento delle produzioni è però differenziato nelle diverse zone d’Italia: in Puglia, ad esempio, è prevista una crescita intorno al 15% mentre al nord (in particolare in Lombardia e in Trentino Alto Adige, il calo è del 10% a causa dell’anomalo andamento climatico, con continue piogge in luglio che hanno favorito insorgere di molte malattie. Anche l’epoca della vendemmia è posticipata di circa una settimana rispetto agli ultimi anni, che erano stati caratterizzati da persistenti alte temperature estive.
La vendemmia è iniziata per prima nella zona del Franciacorta (Brescia) con la raccolta delle uve di Pinot e Chardonnay per la produzione dello spumante che tradizionalmente sono le prime ad essere raccolte in tutta Italia.
La qualità della vendemmia dipenderà molto dall’andamento meteorologico delle prossime settimane. La primavera scorsa aveva fatto segnare temperature spesso sotto la media e anche fenomeni di gelate tardive e tempo umido un po’ in tutta Italia ma specie nel nord est mettendo a dura prova il lavoro dei viticoltori per garantire la sanità delle uve.
Anche quest’anno la produzione di vino in Italia sarà superiore rispetto alla Francia dove le prime stime per il 2016 danno una produzione in leggero rispetto all’anno precedente, a causa delle gelate tardive e della forte pressione delle malattie fungine.
Si spera continui anche il trend positivo delle esportazioni: nel primo quadrimestre del 2016 le esportazioni di vino Made in Italy sono ulteriormente aumentate del 2% in valore rispetto al record storico fatto segnare lo scorso anno. Ormai più della metà del fatturato realizzato dal settore vino viene realizzato attraverso le vendite sul mercato estero.
Il settore vino vale in Italia quasi quasi 10 miliardi di fatturato solo di vino venduto, creando opportunità di lavoro nella filiera per quasi 1,3 milioni di persone (sono 650 mila gli ettari di vigneto e oltre 200 mila le aziende vitivinicole).
“Il futuro del Made in Italy dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività che è stata la chiave del successo nel settore del vino dove ha trovato la massima esaltazione la valorizzazione delle specificità territoriali che rappresentano la vera ricchezza del Paese”, ha recentemente dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, sottolineando che “il vino italiano è cresciuto scommettendo sulla sua identità con una decisa svolta verso la qualità che ha permesso di conquistare primati nel mondo dove oggi 1 bottiglia esportata su 5 è Made in Italy”.

Inizio vendemmia 2016
Vendemmia (foto www.astidocg.info)

16/08/2016

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