di Gabriela Campisi

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Colza – Brassica napus L. var. Oleifera D.C.

In questo periodo si stanno svolgendo vari e importanti incontri in diversi settori dell’agricoltura italiana. Tutti sono attraversati dalla stessa preoccupazione: tenere alta la competitività grazie al supporto fondamentale dell’innovazione tecnologica. Una tematica che accumuna i fili conduttori di appuntamenti come l’Assemblea generale di Assosementi di fine aprile a Bologna, e anche altri eventi agricoli che si sono svolti nel mese di maggio, come il Macfrut a Rimini e il recente TAO Tractor Agricultural Observatory a Verona.

All’incontro di Assosementi si è ricordato come l’innovazione in agricoltura debba essere al servizio di colture che hanno un ruolo chiave sul territorio, come ad esempio il mais italiano. Basta pensare che la legge impone per le produzioni DOP che si dispensino delle razioni alimentari agli animali contenenti, per almeno la metà, tipi di mais di provenienza nazionale. Una filiera di indubbia importanza quindi, i cui addetti volgono sempre di più lo sguardo verso nuove tecnologie per migliorare le proprie produzioni. Attualmente l’innovazione in questo settore si sviluppa in modo particolare grazie all’agricoltura di precisione e gli sforzi per riuscire a ottimizzare le risorse energetiche e idriche. Come lo ricorda in un comunicato stampa il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, infatti, per consentire all’Italia di avere produzioni agricole di qualità l’agricoltura di precisione “svolge un ruolo di primo piano per ottimizzare i rendimenti produttivi e abbattere l’impatto ambientale”. Molteplici sono le aziende sementiere coinvolte in questo processo, per gli sforzi nel campo della ricerca e dell’innovazione. Gli esperti dell’azienda sementiera Dekalb, ad esempio, scommettono su strumenti tecnologici in grado di combinare immagini satellitari, dati raccolti dal terreno e dati meteorologici. L’obiettivo è di assistere i coltivatori quando si tratta di prendere decisioni circa la gestione dei loro terreni.

La gestione sempre più precisa e assistita dei raccolti va a vantaggio anche di una produzione in costante rivalorizzazione sul territorio, quella della colza. La colza desta un elevato interesse per essere un valido elemento nelle rotazioni, inclusa quella del mais, oltre che un’alternativa alle coltivazioni cereali vernine. Negli ibridi dei semi di colza si integrano sempre di più genetica e pratiche agronomiche, e anche in questo caso lo scopo è di migliorare l’adattabilità alle tecniche di minima lavorazione, per l’ottimizzazione delle risorse impiegate in questo tipo di coltivazione.
Anche alla fiera internazionale dell’ortofrutta di Rimini, innovazione e qualità sono le parole d’ordine per continuare a sostenere la filiera orticola nazionale, che pone l’Italia tra i leader mondiali in questo settore.
Infine, questo mese si è parlato dell’agricoltura di precisione e delle opportunità generate dalla sua espansione anche al Tractor Agricultural Observatory. Questa ultima edizione ha messo in luce delle strade da percorrere per chi vuole avvalersi di questa nuova possibilità: innanzitutto, la formazione e la specializzazione. Un campo tutto da esplorare, in cui prodotti e servizi sono ancora poco sviluppati. Elemento che fornisce un’area ancora poco concorrenziale e potenzialmente avvincente per chi abbia voglia di avventurarsi, investendo nella preparazione di esperti con conoscenze tecniche e agronomiche adeguate.

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Colza – Brassica napus L. var. Oleifera D.C.

Autore: Gabriela Campisi.
30/05/2017.

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