di Chiara Ribes


Avete mai pensato di adottare un volatile da compagnia ed abituarlo all’interazione con l’uomo? Cocorite (Melopsittacus undulatus), Inseparabili (Agapornis), Calopsite (Nymphicus) ci riservano piccole grandi soddisfazioni in questo senso. Per condizionarne l’istinto al punto di annullare la loro naturale diffidenza è necessario essere presenti già dalle prime fasi di vita. Ad esempio, nell’allevamento allo stecco l’uomo si sostituisce ai genitori naturali per nutrire il pennuto non ancora autonomo che associa così il cibo al nostro contatto.


Piccolo di Agapornis
Piccolo di Agapornis che attende di essere nutrito (foto Chiara Ribes)


In questa fase il pennuto è particolarmente sensibile alle condizioni ambientali. Infatti esso è glabro o solo parzialmente ricoperto da piumino. La scelta del giusto alloggio è quindi fondamentale.


Agapornis adulto con piccolo
Un esemplare di Agapornis adulto e un suo piccolo di 7 giorni (foto Chiara Ribes)


Nel periodo invernale, il bagno ed il soggiorno sono gli ambienti domestici spontaneamente più miti. Il soggiorno è anche il focolare attorno a cui tutti ci si riunisce. In esso il piccolo diviene spettatore delle relazioni sociali della famiglia e, con le dovute cautele, può entrare a farne parte. Ma attenzione. Un’insidia letale si nasconde in questi ambienti. È il Politetrafluoroetilene (PTFE) anche chiamato con i nomi commerciali di Teflon, Fluon, Halon. Proprio così l’onnipresente rivestimento delle padelle antiaderenti. Ma impiegato anche in bistecchiere, piastre elettriche, tostapane, forni, ferri da stiro, ed asciugacapelli.
L’effetto tossico del PTFE si esplica quando viene surriscaldato oltre i 200 gradi: il materiale degrada producendo gas. Questo gas ha un effetto devastante sui volatili. Aumenta la permeabilità vascolare dei polmoni provocando edema. I polmoni si riempiono cioè di fluidi che impediscono il normale scambio gassoso e quindi la respirazione. L’inalazione ha conseguenze letali sulle specie più piccole. Il decesso arriva in pochi minuti e senza sintomi evidenti. Nei soggetti di taglia maggiore, invece, i sintomi sono compatibili con l’insorgenza acuta e gravissima di difficoltà respiratoria come respirazione a becco aperto, sbattimento delle ali, convulsioni e soffocamento con la morte come esito estremo.
Non sono presenti, in letteratura, studi epidemiologici ufficiali. Ma si sospetta che il gas prodotto dalla combustione del PTFE sia nocivo non solo per i volatili. Dal 2006 l’Agenzia Statunitense per la Sicurezza Alimentare (EPA) ha imposto d ridurre del 95% l’uso di PTFE entro il 2010 per arrivare alla sua completa eliminazione nel 2015. Dal 1986 sono stati documentati 296 decessi di uccelli e 105 di questi vedevano il coinvolgimento di utensili da cucina antiaderenti. Ecco alcuni casi tratti dalla letteratura veterinaria:


  • Un forno da cucina nuovo rivestito di materiale antiaderente è stato impiegato per cuocere dei biscotti. Tutti i piccoli di pappagallo del proprietario, che venivano allevati allo stecco, sono deceduti.
  • Quattro fornelli che contenevano parti con materiale antiaderente hanno provocato, con le loro esalazioni, la morte di 14 pappagalli in quindici minuti.
  • Il surriscaldamento di una pirofila antiaderente ha provocato la morte di 107 piccoli di volatile che soggiornavano in locali adiacenti la cucina.

Il trattamento farmacologico deve essere tempestivo. Entro pochissimi minuti dal’inalazione si pratica un’iniezione intramuscolare di alte dosi di steroidi quali Desametasone 1-3 mg/kg. Successivamente si somministrano diuretici e si pone l’animale ad alte concentrazioni di ossigeno. I fattori che influenzano la prognosi sono: il tempo di esposizione del volatile a tale gas, l’età dello stesso e dalla quantità  di composto volatile presente nell’ambiente. Purtroppo solo una piccola percentuali di volatili sopravvive all’esposizione del PTFE. Data la gravità della patologia si deve agire sulla prevenzione. I volatili vanno alloggiati lontani dai fornelli e da ogni possibile sorgente di PTFE. É comunque buona norma ventilare sempre gli ambienti dove vengono tenuti i volatili soprattutto se vi può essere il rischio di liberazione di gas “sospetti”.


References


  • www.agapornis.it.
  • www.ewg.org.
  • Conzo Gino. Il killer invisibile… La Ciotola, 2009.
  • Dott.ssa Alessandra Negrini. Il materiale antiaderente: killer di uccelli. www.verdiardesia.com.
  • Drs. Foster & Smith and Holly Nash. Teflon toxicity (ptfe toxicosis) in birds: Signs and prevention. www.peteducation.com.
  • Darrel K Styles. Teflon tm avvelenamento : il killer silenzioso. www.oldworldaviaries.com.

Chiara Ribes, laureata in Medicina Veterinaria presso l’Università degli Studi di Parma, è abilitata all’esercizio della professione di Medico Veterinario. Curriculum vitae >>>


 






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