di Giuseppe Acella


Da cinquantasei anni, la prima settimana di Dicembre è tempo di bilanci per gli allevatori Cavallo Murgese e dell’Asino di Martina Franca. Come di consueto, anche quest’anno, si è tenuta a Martina Franca (Ta), presso il locale foro boario, immerso nello splendido paesaggio della Valle d’Itria, il Mercato Concorso del Cavallo Murgese e dell’Asino di Martina Franca organizzato dall’ANAMF.


Murgese


Come abbiamo appena detto, questo è un appuntamento cruciale per la valutazione dell’annata allevatoriale di queste due razze, perché come si dice in gergo, c’è la “rassegna”, infatti la parte indiscutibilmente più importante di questa manifestazione è la rassegna per l’approvazione dei giovani riproduttori. La valutazione dei soggetti, soprattutto maschi, necessaria per selezionare i soggetti idonei alla continuazione ed al miglioramento delle due razze, è l’occasione per trarre le somme del lavoro svolto e delle energie investite dagli allevatori.
La cinquantaseiesima edizione del Mercato Concorso è stata caratterizzata dal grande numero di soggetti presentati da allevatori e proprietari provenienti da tutta la penisola nelle varie categorie.
La manifestazione, che prevedeva l’inizio dei lavori e l’apertura al pubblico a partire dalla mattinata di Giovedì 1 Dicembre, ha dovuto subire un cambio di programma, con l’apertura, anticipata a Mercoledì 30 Novembre, proprio a causa dell’abbondanza di soggetti presentati. L’ingente mole di valutazioni ha determinato anche una certa riduzione degli spettacoli, che pure non sono mancati ed hanno messo in mostra, davanti ad un pubblico numerosissimo, le grandi doti del Cavallo Murgese, sia negli impieghi con la sella che con gli attacchi, confermando la sua versatilità che lo vede adattissimo sia come cavallo da affezione che come cavallo sportivo. Tante, oramai, sono le affermazioni, di soggetti di questa razza, nelle discipline del dressage, dell’alta scuola, della monta da lavoro, oltre alle immense soddisfazioni che danno agli appassionati che li utilizzano per l’equitazione di campagna ed i trekking. Ogni giorno, chi ha modo di passare del tempo con un cavallo delle Murge, non smette mai di meravigliarsi della sua grande intelligenza e del suo grande cuore. Oltre ad essere sempre disponibili ad imparare nuovi esercizi, i Murgesi, imparano facilmente a fare qualche simpatico scherzetto come sciogliere il nodi delle corde o aprire cancelli, e se si mostrano un po’ diffidenti verso gli estranei, non mancano di dare il cuore alle persone che conoscono, e non negano mai la possibilità a qualunque bimbo di accarezzarli. Queste doti fanno, oramai da qualche anno, del Cavallo Murgese il principale concorrente di razze celebri come l’Andalusa, la Lipizzana e la Frisona.
L’immancabile dimostrazione di mungitura, delle asine di Masseria Badessa di Alberobello, è stata l’occasione per assaggiare quello che, oramai, sta diventando sempre più il principale prodotto dell’allevamento di questa specie, ma anche per accarezzarne il pelo morbidissimo. I visitatori, inoltre, hanno potuto osservare da vicino i migliori asini riproduttori della razza di Martina Franca, potendone apprezzare le poderose forme e l’incredibile mole, oggi si raggiunge anche l’altezza di 1,60 m al garrese.
Quattro giorni di valutazioni, di soggetti di entrambe le razze, hanno messo a dura prova le doti dell’esperto di razza Francesco Chiarelli che ha portato a termine un lavoro apprezzato quasi unanimemente.
Non è passata inosservata una certa soddisfazioni degli allevatori per i buoni risultati commerciali che, nonostante la crisi, stanno premiando il durissimo lavoro di questi custodi di uno dei patrimoni zootecnici più importanti del mondo. Infatti, si è registrata la presenza di numerosi visitatori stranieri, in particolare nordeuropei, che a quanto pare, non hanno perso l’occasione per fare buoni affari e tornare a casa con ottimi cavalli ed asini.
I risultati, sul versante più squisitamente allevatoriale, sono l’iscrizione nel registro stalloni di ben 44 nuovi soggetti, di cui solo 2 di mantello roano. Nel gruppo dei nuovi stalloni sono presenti esemplari di tutte e tre le linee di sangue (Nerone, Granduca da Martina ed Araldo delle Murge) con caratteristiche estetiche differenti ma caratterizzati da una qualità altissima comune derivante sia dalle doti morfologiche che dalla bellezza dei movimenti.


I vincitori delle varie categorie sono stati:



  1. Cavallo Murgese – maschi 30 mesi –

CALLISTO (da Leporello e Nespola)



  1. Asino di Martina Franca – maschi 30 mesi –

CIN CIN (da Truman e Tecla)



  1. Cavallo Murgese – femmine 30 mesi –

CRISALIDE (da Leporello ed Ofelia)



  1. Asino di Martina Franca – femmine 30/42 mesi –

BASILIA (da Nervino e Triade)



  1. Cavallo Murgese – Campionato Italiano Stalloni –

Tenacenapolitano (da Paisiello e Famosa)



  1. Asino di Martina Franca – Premio Tipicità di Razza –

Carlino (da Nervino ed Umina)



  1. Cavallo Murgese – Campionato Italiano Fattrici –

Brunella di San Paolo (da Otello di San Paolo e Lipsia)



  1. Cavallo Murgese – Miglior Gruppo Omotipico – Produzione dello stallone

NUME (da Ulisse e Tecla)


Per quanto riguarda i Cavalli Murgesi sono da registrare il punteggio record di 90 punti raggiunto da CALLISTO (da Leporello e Nespola) e l’ottima produzione degli stalloni Leporello (da Uggiano Sabaudia) e , Nume (da Ulisse e Tecla), Paisiello (da Brennero e Fantasilandia) e Raggio (Sallustio e Flower). Da notare, anche, come in pochi anni si sia riuscito a valorizzare ed incrementare il numero dei soggetti della linea di sangue più antica e più tipica, che fa capo al capostipite “Nerone”, che rischiava di estinguersi facendo perdere un pezzo importante della storia e del patrimonio genetico della razza. Basti pensare che, solo un lustro fa, gli stalloni di questa linea di sangue non erano più di una decina, mentre ora, oltre che essere tanti, si fanno sopratutto apprezzare per la grande qualità, tanto da dominare la classifica del Campionato Italiano Stalloni con tre figli dell’ormai celebre Paisiello (da Brennero e Fantasilandia) ai primi tre posti.


2 cavalli


Gli asini presentati hanno confermato un tendenziale aumento della taglia, che si spera si traduca in un aumento della produzione lattiera, oltre che a rendere la razza sempre più produttivo nei vari impieghi (turismo, onoterapia, produzione di carne e produzione mulattiera), in modo da far rivivere una nuova età dell’oro ad una specie che troppo frettolosamente era stata relegata ai margini della zootecnia. Accanto alla conferma della produzione dello stallone Nervino (Urlo ed Ebalia – Famiglia Paterna COLOSSEO) si è potuta osservare una certa rinascita della linea di sangue “BELLO”, attraverso l’affermazione dei prodotti dello stallone Intrigo (da Quadrifoglio e Quadra) e dei suoi discendenti, trainata dai grandi risultati dello stallone Vescovo (da Intrigo e Iella ) che, con la sua altezza 1,60 m al garrese, costituisce un record per questa razza asinina, già considerata la più grande del mondo.
Anche la Regione Puglia non ha fatto mancare la sua fattiva presenza attraverso l’Istituto Regionale per l’Incremento Ippico di Foggia che ha, come ogni anno, acquistato quattro dei migliori giovani stalloni di razza Murgese: Caporale di Giannini di Sopra (da Tiberio e Quielà), Cervino dei Monti (da Sabrino da Martina e Taormina), Capitano di Giannini di Sopra (da Virgo e Vienna) e Ciro (da Silvano e Mia); ed il giovane asino Coccodrillo (da Mugolino e Viki). Questi cinque soggetti andranno a rinfoltire, il già corposo, parco stalloni (un centinaio) della struttura regionale che, ad ogni stagione di monta, mette questi pregiati riproduttori a disposizione degli allevatori. 


da Martina Franca (Ta) Giuseppe Acella per www.agraria.org


 






Atlante delle razze autoctone

Atlante delle razze autoctone
Bovini, equini, ovicaprini, suini allevati in Italia
Daniele Bigi, Alessio Zanon – Edagricole – novembre 2008


Questo libro si propone di contribuire a diffondere ed accrescere la consapevolezza del ruolo insostituibile svolto dall’allevamento delle razze autoctone in Italia nel mantenimento della biodiversità agraria, degli equilibri ecologici, delle tradizioni, delle economie di nicchia basate sui prodotti tipici da esse derivati.
Acquista online >>>

Download PDF