di Paolo Valle

Mastino Spgnolo
Femmina di Mastino Spagnolo

Nel corso dei secoli, il Mastino ha accompagnato re, imperatori, guerrieri, pastori e mandriani, uomini potenti e uomini umili ai quali ha dispensato con eguale saggezza amore e fedeltà; ma non solo questo, probabile discendente del poderoso Molosso assiro-babilonese, il Mastino spagnolo sembra l’incarnazione della protezione donata sino al sacrificio ultimo.
L’incontro con un Mastino spagnolo non può non suscitare ammirazione e perfino stupore per tanta magnificenza espressa in un cane. Una mole immensa manifesta in linee armoniche e potenti. Un’espressione dolce e nobile che conquista il cuore quando ne incontri lo sguardo tenero e assorto.
Il Mastino spagnolo chiamato popolarmente Mastino Extremeño, Manchego o de León, è prima di tutto, il grande cane spagnolo guardiano del gregge; oggi è impiegato anche nella guardia delle case e delle proprietà; si comincia a utilizzare nuovamente con il gregge, dato l’incremento contemporaneo dei lupi; è un cane rustico e di grande utilità, forte, potente e valoroso.
Tre sono gli aspetti principali che aiutano a identificare il Mastino spagnolo:
– la grande struttura;
– il suo compito primario di difendere il gregge dai predatori;
– la geografia dove nasce e si evolve, la Spagna, quindi la pratica della Transumanza.
Se si volesse tracciare l’evoluzione ipotetica vissuta dal Mastino spagnolo, si potrebbe affermare che da grande cane nomade primitivo, si è trasformato nel grande Molosso transumante iberico guardiano del gregge.
Una definizione importante che ha la sua eco in quella che Aristotele dà degli antichi Molossi d’Epiro, cani da pastore grandi e forti.
In Spagna tale razza ha suscitato un forte magnetismo da tempo remoto comparendo in opere di prosatori e poeti celebri che descrivevano le fattezze mastodontiche, il carattere nobile e le virtù di guardiani dei Mastini. Questo cane è stato il protagonista di miti e leggende che si sono tramandate di generazione in generazione, divenendo parte integrante della vita della popolazione spagnola.
Il Mastino spagnolo può, a ragione, essere descritto come un cane “potente di muscoli, potente di spirito, leale, territoriale e possessivo; un cane fermo, tranquillo, sereno, placido e bucolico”.
Il mastino è un vero camminatore.
Nei periodi della transumanza esso doveva camminare per circa trenta o più chilometri giornalieri, a cui se ne aggiungevano nove di pascolo; senza contare l’andare e venire continuo durante la vigilanza.
Per questo motivo si può affermare con una buona dose di ammirazione che il Mastino spagnolo è tra i trottatori migliori che esistano tra i cani giganti; conciliando maestosità, agilità e flessibilità e sapendo portare bene il suo peso (è bene ricordare che non c’è un limite massimo né per l’altezza né per la struttura), esso è riuscito a sopravvivere fino all’epoca moderna proprio grazie a tali qualità.
Questo fu il motivo per cui fu selezionata, con criteri prettamente funzionali, quella stirpe di cani che meglio si adattava alle necessità del gregge, eliminando completamente dalla scelta, i cani leggeri o quelli che si mostravano paurosi, pigri o lenti durante le lunghe camminate o che davano anche il minimo segno di aggressività o indifferenza verso i componenti del gregge. Si scartavano inoltre i soggetti che, per qualche motivo, abbandonavano il gruppo o quelli che non si dimostravano abili contro gli attacchi che il gregge subiva. La missione di questi cani non era quella di cercare la lotta con il lupo ma quella di difendere il gregge nel caso fosse minacciato. Si selezionò quindi un cane che avesse un corpo vigoroso e massiccio, trottatore, agile e potente nella lotta corpo a corpo. I cani più leggeri venivano generalmente esclusi dalla riproduzione quando possibile, cercando invece di favorire i cani più possenti e di grande mole. Il cane pesante non inseguiva il lupo e non si allontanava mai troppo dal gregge. La sua potenza costituiva inoltre un fattore di dissuasione notevole. È sufficiente pensare che bastavano da due a sei di questi mastini dove invece necessitavano sino a 14 cani leggeri per lo stesso lavoro. Questi cani lottatori non dovevano tuttavia mostrarsi eccessivamente aggressivi con le persone dal momento che nei loro lunghi viaggi attraversavano paesi, città e fattorie e non dovevano assolutamente causare danni gratuiti. Questi spostamenti attraverso l’intera penisola iberica e parte del Portogallo, hanno favorito intensi scambi e relazioni tra i distinti territori. Queste lunghe peregrinazioni hanno permesso, tra le altre cose, la diffusione del Mastino spagnolo in tutti i luoghi legati alla transumanza e alla pastorizia stanziale; esse hanno favorito inoltre l’incontro e lo scambio di diverse linee di sangue provenienti da posti molto distanti tra loro. Questo continuo miscelarsi di differenti linee di sangue, può essere considerato il vero responsabile dell’enorme ricchezza genetica del Mastino spagnolo. Questo fattore ha limitato moltissimo i problemi legati all’endogamia poiché il rinnovamento frequente della componente genetica era garantito dall’incontro di cani da tutta la Spagna. Le numerose denominazioni tra cui quella di “Mastino leonese, manchego o extremeño” con cui ci si riferisce spesso al Mastino spagnolo, sono legate a ecotipi distinti senza indicare alcuna distinzione di razze o di varietà; lo standard le considera, infatti, sinonimi. Il Mastino spagnolo si costituì presto in un ramo nettamente indipendente dalle altre razze di cani da caccia, da presa, da difesa e da attacco nonostante abbia svolto, a volte, anche alcune di queste funzioni.
Il Mastino spagnolo è, senza nessun dubbio, un cane di taglia gigante; è ben proporzionato, potente e muscoloso; ha la testa e il corpo maestosi con molta pelle e molta giogaia. Negare queste caratteristiche alla razza sarebbe come privare un fiore del suo profumo.
Questo dato è avvalorato da un compendio di letteratura spagnola e straniera molto vasto in cui, già a partire dall’epoca romana, si esalta la mole enorme dei mastini iberici impegnati nella guardia e nella difesa del gregge.
Per conoscere la natura più intima del Mastino spagnolo è necessario volgere lo sguardo verso un mondo agreste scandito fortemente dai ritmi del sole e dalle leggi della natura. In passato il nomadismo legato alla pastorizia favorì la nascita di una vera e propria ‘famiglia’ itinerante in cui ogni membro donava parte di sé svolgendo una funzione specifica. Protagonisti di quest’avventura erano: il pastore, il gregge, i mastini e i cani da guida del gregge.
Come retaggio del legame intimo che viveva con il pastore e con il gregge, tale razza è unita fortemente alle persone e agli animali con i quali vive dimostrando grande attaccamento e un’estrema dolcezza verso la famiglia.
La sua caratteristica peculiare è, infatti, quella di essere estremamente protettivo con le persone e con gli animali che ha conosciuto fin da piccolo.
Accanto a questa sua capacità di condividere la vita con la collettività dei suoi affetti, il mastino ama molto anche i momenti di grande solitudine; è questa sua dote che gli dona un’aria da filosofo quando, nelle notti stellate, sembra contemplarne lo splendore mostrando fierezza e affascinante nobiltà.

Cucciolo di Mastino Spagnolo
Cucciolo di Mastino Spagnolo

Il Mastino spagnolo è un cane di grossa taglia, ipermetrico e mediolineo. Ben proporzionato, estremamente potente e muscoloso. Ossatura compatta. Ha una testa voluminosa ed un corpo ricoperto da un pelo semi-lungo. Rustico, affettuoso, calmo e nobile, si tratta d’un cane molto deciso di fronte agli animali pericolosi e di fronte agli estranei, specialmente quando ha l’occasione di difendere le masserie o le greggi. La sua abbaiata è rauca, grave e profonda, molto sonora, percettibile ad una considerevole distanza. Si tratta di un cane molto intelligente, non privo di bellezza, che nell’espressione denota queste due qualità. Nel suo comportamento è visibile che è un cane sicuro di sé, che sa dosare la sua forza poiché conscio della sua enorme potenza.
Per quanto riguarda l’altezza al garrese, non esiste limite superiore di altezza; quando di armoniose proporzioni, saranno sempre più apprezzati i soggetti più alti. Taglie minime: maschi 77 cm – femmine 72 cm. È preferibile che queste taglie siano ampiamente superate; conviene che i maschi superino gli 80 cm e i 75 cm le femmine. Il suo aspetto deve essere quello di un cane robusto, vigoroso, di buona simmetria, assolutamente non obeso e che nella sua andatura denoti forza ed agilità
.

Mastino Spagnolo
Titan del Dharmapuri – Mastino Spagnolo: peso 109 kg, altezza 90 cm (foto A. Daloiso)

Paolo Valle. Nato in un ridente paesino nella provincia di Genova. Appassionato cinofilo sin all’infanzia, ha posseduto e allevato molossi per oltre 50 anni. Il vissuto con il mondo animale e soprattutto la passione cinofila hanno contribuito all’arricchimento della sua visione umana, etica e spirituale; da parecchi anni si dedica con passione allo studio di questa magnifica razza che è il mastino spagnolo, stimolandone con varie iniziative la sua divulgazione.

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