di Beatrice Lepri

Paint Horse
Paint Horse

I cavalli dallo scudo magico
Nel 1519, l’esploratore spagnolo Cortes Fermando, sbarcò nel continente Nord Americano, cercando, come molti in quel periodo, fama e fortuna.
Cona la sua truppa di conqustatores, portò con se dei cavalli, per potersi muovere attraverso le terre di quest’enorme Continente sconosciuto. Secondo lo storico spagnolo Diaz del Castello, uno dei membri di quell’equipaggio, uno di quei primi 16 cavalli “esploratori”, aveva grandi pezzature bianche sul ventre.
Questo cavallo macchiato, fu incrociato con i piccoli ma robusti Mustang allevati dal pellerossa: i Comanche, forse i più fieri cavalieri delle pianure, furono subito impressionati da questi forti e vivaci cavalli colorati, e ne allevarono molti nelle loro grandi mandrie. La prova di questo “amore”, si riscontra nei disegni di cavalli colorati trovati sulle toghe di bufalo dipinte dai Comanche. Erano degli allevatori privi d’ogni esperienza scientifica e genetica (naturalmente!) ma possiamo considerarli i primi selezionatori di questa razza e raggiunsero un elevato standard qualitativo dei soggetti allevati.
Un’antica credenza affermava che avessero doti magiche e che avrebbero protetto il loro cavaliere in battaglia qualora avessero avuto sul petto la caratteristica pezzatura a scudo (vedi foto di lato). Furono i Comanche ad operare le prime selezioni del Pinto: scelsero i loro migliori riproduttori e li incrociarono con il Quarter, ottenendo così un cavallo simile ma pezzato.
Con l’arrivo dei colonizzatori Inglesi, purtroppo, una parte del patrimonio genetico, così accuratamente selezionato dai Comanche, andò disperso insieme con intere etnie indiane ed alle loro mandrie: lo scudo magico sembrava aver perso la sua forza.
Durante tutto il 1800 e fino alla metà del 1900, questi cavalli furono chiamati con nomi diversi: Pinto, Paint, Skewbald, Piebald.
Il Pinto continuò ad essere allevato senza controllo fino al 1930, quando come i suoi “parenti” Quarter Horse, fu incrociato con i Purosangue Inglesi  arrivati a seguito dei colonizzatori anglosassoni, e rischiarono di perdere per sempre le loro caratteristiche “pezzature”, che li rendevano così speciali.
Fu solo nel 1950, un piccolo gruppo d’allevatori si dedicò alla conservazione del cavallo pezzato, e fondò la “Pinto Horse Association”.

Rebecca la prima allevatrice
Nel 1962 fu costituita l’American Paint Stock Association. Fondatrice di quest’associazione fu la signora Rebecca Tyler Lockhart, insieme a tre uomini che vivevano vicino Gainsville, E.J. Hudspeth, Truman Moody e Charlie Moore.
Sebbene i primi allevatori apprezzassero i colori di questi cavalli, la selezione fu rivolta soprattutto alla ricerca del perfetto “cavallo da ranch”, robusto, coraggioso e dotato del famoso Cow-Sense, indispensabile a lavorare con il bestiame.
I fondatori storici dell’American Paint Stock Association, decisero di organizzare uno show. Contattarono quindi chiunque conoscessero nel nord Texas e ad Oklaoma e chiesero loro di portare tutti i loro Paint alla gara organizzata al Junior Robertson’s, località vicino Waurika. Il gruppo decise poi di avvicinare gli organizzatori del Southwestern Exposition e Stock Show a Forth Worth (patria nel “non colorato” Quarter Horse) e fecero approvare una classe “Open Color”, che permise agli allevatori di mostrare i pregi di questi cavalli. Alcune settimane dopo lo show, il signor Lockart e 17 persone si radunarono al Curtwood Motel in Gainesville, e decisero quali dovettero essere i punti fondamentali per la costituzione del primo Registro di Razza. L’11 agosto del 1962, la signora Rebecca Lockhart al  tavolo della sua cucina, registrò il primo certificato di American Paint Horse, uno stallone nero/bianco, tobiano, di nome Bandits Pinto di proprietà del Flying M. Ranch di Mc. Kinney nel Texas. Fù sempre Rebecca a pubblicare la prima news-letter su questa razza, e a trattare tutta la corrispondenza dell’associazione.
Alla fine del 1962 risultavano iscritti ben 150 soci e registrati 250 cavalli.
Nel 1963 la sede dell’Associazione si trasferì ad Amarillo, nel Texas, dove tenne il suo primo show ufficiale all’Aufils Sports Arena di Lubook. L’anno dopo la sede fu spostata a Forth Worth, dove si trova tutt’oggi. L’associazione arrivò a contare ben 1005 soci, con 1269 cavalli regolarmente registrati.
Visto il successo che questi cavalli stavano riscuotendo, ci furono vari tentativi di dar vita ad associazioni parallele a quella di Rebecca: l’American Paint Quarter Horse Association fu tra uno di questi tentativi, falliti in breve tempo per mancanza d’iscrizioni.
Nel 1965, infatti, si tenne un’assemblea generale di tutti gli allevatori, e fu fondata l’American Paint Horse Association, con 1300 membri e 3800 cavalli iscritti.
Negli USA i Pinto sono suddivisi in tre distinti registri:
1. L’American Paint Horse Registry per cavalli tipo Stock Horse, di discendenza Quarter Horse o Purosangue.
2. Il Pinto Registry per cavalli tipo Stock Horse, Hunter e sella.
3. La Moroccan Spotted Horse Cooperative Association con cavalli di discendenza Araba, Americano da Sella, Purosangue, Morgan, Tennessee Walking Horse e Hackney.
Solo la prima però iscrive i cavalli di razza Paint Horse, le altre due registrano ogni cavallo che abbia “pezzature” più o meno estese, sia esso discendente da un P.S.I. che da qualsiasi altra razza.

Caratteristiche della Razza
Cavallo da sella meso-dolicomorfo, con un’altezza al garrese tra 152-163 cm, particolarmente indicato per il galoppo, la sua versatilità lo rende idoneo a tutte le specialità equestri. Molto robusto, deve avere una testa ben proporzionata, a profilo rettilineo, con muso larga e orecchie non piccole o affusolate, il collo deve essere muscoloso, il garrese rilevato, la groppa arrotondata, la coda ben attaccata e il torace ampio e profondo. Gli arti devono risultare solidi e muscolosi, piuttosto corti con articolazioni e tendini resistenti e infine deve avere lo zoccolo arrotondato. E’ utile ricordare che il principale obiettivo che si deve prefiggere un allevatore di Paint Horse, non è il “puledro colorato”, ma un cavallo bello morfologicamente, dove la bellezza delle forme corrisponde al modello di cavallo atleta in funzione della specialità o delle specialità per le quali sarà addestrato. Se questo cavallo è anche colorato, l’obbiettivo massimo è raggiunto.

Il mantello
Paint e Pinto sono due parole che si riferiscono al manto pezzato di un cavallo ma con modalità differenti. Infatti, la Paint Horse Association accoglie al suo interno qualsiasi cavallo pezzato, dal pony al cavallo da sella. Mentre l’American Paint Horse Association registra, tra i cavalli pezzati, solo quelli che hanno determinato caratteristiche. Effettivamente i Paint si differenziano tra loro per la disposizione della pezzatura e per il colore del mantello.
I Paint horse si dividono in due registrazioni di base: il regular con evidente bianco sul mantello ed il breedingstock, senza bianco evidente.
Geneticamente sono divisi in tre gruppi principali, il tobiano, portatore di un gene dominante e l’overo, portatore di un gene recessivo e il tovero:

1.Overo: Roano, Sauro hanno pezzature bianche e testa parzialmente dello stesso colore. Le aree bianche generalmente iniziano dal ventre, dorso, coda e criniera tendono ad essere scure, la faccia bianca e gli occhi azzurri e gli arti parte scuri e parte bianchi. La coda è solitamente di un solo colore.

 Mantello Overo

2.Tobiano: Bianco, maculato di scuro con criniera e coda bianche; le macchie sono di solito regolari e nitide, di forma spesso ovale o tondeggiante, e si estendono lungo il collo e il petto assumendo l’aspetto del famoso scudo. Gli esemplari pezzati di bianco e nero vengono chiamati ‘piebald’; quelli bianchi e d’altro colore ‘skewbald’.

 Mantello Tobiano

3.Tovero: ha caratteristiche comuni ad entrambi i tipi descritti prima.

Molti studi sono stati fatti per determinare quanto i geni incidano sulla colorazioni di questi cavalli. Dall’esperienza maturata dagli allevatori, risulta che incrociando uno stallone overo con fattrici Quarter Horse (incrocio ammesso dal registro di razza, insieme a quello con il P.S.I.) la percentuale di puledri regular che si ottengono varia tra il 65% – 70%. La stessa percentuale si ha usando uno stallone Quarter Horse su fattrici Paint colorate. Il mantello overo è determinato dall’interazione di più geni ed allo stato attuale delle ricerche, non è possibile determinare il mantello del puledro che nascerà. Forse, nel futuro, si potranno “eliminare” dal seme, i geni che determinano i breedingstock, ma per il momento è la natura a decidere!Diverso, invece è il discorso per il tobiano, dove attraverso lo studio della mappa cromosomica, si possono individuare i soggetti omozigoti (portatori del gene TT) ed i soggetti eterozigoti (portatori del gene Tt). Il prodotto dell’incrocio di uno stallone tobiano omozigote sarà quasi sempre (99,9%) un tobiano, indipendentemente dal colore della fattrice. Un individuo per essere tobiano omozigote deve sempre essere figlio di due tobiani, non sempre però, il prodotto di due tobiani è un omozigote.

OVERO x OVERO: OVERO o BREEDINGSTOCK
TOBIANO x OVERO: TOBIANO, OVERO, TOVERO o BREEDINGSTOCK
OVERO x QUARTER HORSE: OVERO o BREEDINGSTOCK
TOBIANO x QUARTER HORSE: TOBIANO, BREEDINGSTOCK, OVERO
TOBIANO x TOBIANO: TOBIANO o BREEDINGSTOCK
TOBIANO (TT) x OGNI TIPO DI FATTRICE: TOBIANO

Attitudini
Sella e tiro leggero, particolarmente versato per il galoppo e le gare western. Ma la caratteristica principale di questi cavalli la loro versatilità, che li rende idonei a tutte le specialità equestri: dal Barrel Racing al Reining, dal Cutting al Pole Bending, dal Western Riding al Trail Horses e, infine dall’Halter all’English Pleasure.

Beatrice Lepri, laureata in Scienze delle Produzioni Animali all’Universita’ di Pisa, vanta quasi due lustri di esperienze maturate presso l’Associazione Italiana Quarter Horse. E’ anche allevatrice di cavalli. Curriculum vitae >>>

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