di Paolo Pecchioli

I FICUS: GLI ALBERI DA SOGGIORNO

Ficus hispida con siconi
Ficus hispida con piccoli frutti (siconi)
Collezione storica Istituto Tecnico Agrario Firenze (Foto Paolo Pecchioli)

FICUS, L’ALBERO IN APPARTAMENTO
Ho descritto precedentemente ed in modo sommario le caratteristiche distintive e le dimensioni che vengono raggiunte nei luoghi d’origine, ed anche in alcune zone d’Italia, da alcuni Ficus molto diffusi nei nostri appartamenti. 
Alcune delle caratteristiche che i Ficus sviluppano nei luoghi d’origine possono essere ammirate anche in appartamento, semplicemente ricorrendo ad alcuni accorgimenti appresi dai maestri orientali. L’effetto che sarà raggiunto è duplice, infatti da un lato otterremo, nelle nostre abitazioni, l’albero come si presenta in natura, il più aderente possibile alla realtà, dall’altro lato questa operazione migliorerà molto l’aspetto estetico della pianta, non limitandola soltanto a rinverdire un angolo spoglio o disadorno della casa.
In un vaso, all’interno di un appartamento, alle nostre latitudini, le caratteristiche proprie delle piante rimangono inalterate e si manifestano sempre, anche se in scala ridotta, come l’altezza , che è enormemente inferiore, come le dimensioni delle foglie, inferiori anch’esse, come le radici aeree, che si possono sviluppare anche in vaso, scendendo dalla chioma e affondando nel terreno, incrociandosi con quelle che provengono dal tronco e formando un groviglio inestricabile. Soffermiamoci sulle radici e sulle loro potenzialità estetiche. Nei luoghi d’origine, le radici aeree servono a un duplice scopo: sostenere la chioma e contribuire al rifornimento idrico della pianta. Queste grosse radici aeree sono proprie degli alberi di grandi dimensioni. In un  ambiente molto diverso da quello originario e anche molto ridotto, le radici non hanno più la funzione di sostegno della chioma, che rimane molto limitata, ma anch’esse, quando riescono a svilupparsi in modo significativo, contribuiscono all’approvvigionamento idrico della pianta. Il “groviglio inestricabile” formato da queste radici ha un innegabile effetto estetico che sarebbe opportuno favorire in appartamento perchè, come già detto, accresce la bellezza della pianta. Questa caratteristica naturale, in ambiente domestico, può essere favorita ricorrendo a qualche accorgimento appreso dagli esperti di bonsai. Infatti, per favorire la normale emissione di radici dal tronco e dai rami di grosse dimensioni, dobbiamo semplicemente rivestire queste parti di sfagno o di muschio, il quale verrà sempre tenuto umido bagnandolo più volte al giorno. Questa emissione può verificarsi normalmente quando riusciamo a coltivare la pianta in un ambiente caldo e molto umido, soprattutto nella parte del fusto e dei rami più vicini al suolo. Il Ficus benjamina, ma soprattutto il Ficus neriifolia, sono due specie che emettono radici aeree facilmente, anche senza particolari attenzioni.
In appartamento si può verificare un inconveniente che danneggia esteticamente il Ficus. Anche in un ambiente domestico deve essere assicurata la necessaria luminosità, e porre il Ficus nelle vicinanze di una finestra, o di una porta-finestra è spesso sufficiente per garantire la vita e lo sviluppo della pianta. Però l’illuminazione, anche ponendo il Ficus nelle vicinanze di una finestra, sarà sempre parziale. Infatti abbiamo notato che spesso il Ficus è posto in un angolo dell’appartamento. In questa posizione una parte della chioma è rivolta verso il muro, mentre soltanto l’altra metà riceve la luce necessaria per la fotosintesi. La conseguenza di questa scarsa illuminazione su metà della chioma, se protratta per lungo tempo, porterà alla caduta della foglie ed alla morte dei rametti posti a ridosso del muro. L’altra metà della chioma, quella che riceve la luce, continuerà a vegetare e tenderà svilupparsi verso provenienza della fonte di luce (finestra, porta a vetri ecc.). Questo fenomeno per cui le piante vegetano e tendono verso una fonte luminosa prende il nome di fototropismo. Nel giro di qualche anno la pianta si presenterà così: una parte della chioma sarà ormai morta, mentre l’altra metà si sarà sviluppata in modo abnorme. Infatti in questa metà  la pianta avrà continuato a svilupparsi ed a crescere anche in altezza ma la sua chioma  risulterà storta perchè piegata verso la luce. La pianta non avrà più la sua armonia naturale e lo spettacolo che offrirà sarà esteticamente pessimo. Rimediare a questo inconveniente è estremamente facile. Se la pianta ha già manifestato il suo disagio cominciando a perdere qualche foglia è bene intervenire subito ruotando di 180° il vaso un paio di volte alla settimana. La pianta non perderà il suo equilibrio perchè continuerà a sviluppare omogeneamente tutta la sua chioma, infatti la  luce proveniente dalla finestra sarà ricevuta da tutte le foglie. Se invece il nostro intervento giunge ormai quando la chioma della pianta è irrimediabilmente compromessa, la soluzione più semplice è quella di asportare, oltre alle parti secche, anche quella parte della chioma che si è sviluppata in modo eccessivo e disarmonico. L’intervento può consistere anche in una potatura molto pesante. Quando poi il Ficus ricomincerà a vegetare dovrà essere anch’esso ruotato di 180° fino a quando la chioma avrà ripreso un aspetto equilibrato e naturale. La rotazione di 180° delle piante è una pratica comunemente adottata per tutte quelle piante che, soprattutto in appartamento, ricevono la luce unicamente da una direzione. Questo tipo di cure non consente di ottenere un bonsai, la realizzazione del quale è molto più complessa, ma più semplicemente permette di dare al Ficus, oltre a tutte le attenzioni di cui necessita, quell’equilibrio naturale e quell’aspetto aderente alla realtà, che gli conferisce la dignità di albero e di pianta protagonista all’interno della nostra casa.

Ficus lyrata
Foglie di Ficus lyrata
Collezione storica Istituto Tecnico Agrario Firenze (Foto Paolo Pecchioli)

LA POTATURA E IL RINVASO 
Se abbiamo coltivato la pianta di Ficus rispettando tutti i requisiti richiesti dalla pianta stessa, quali temperatura, substrato, luminosità, umidità ecc., per vivere e svilupparsi, avremo nell’arco di qualche anno una pianta molto rigogliosa che occuperà uno spazio crescente. Quindi si renderà necessaria una potatura, i residui della quale potranno essere usati per la moltiplicazione. E’ preferibile potare la pianta in primavera, alla ripresa vegetativa, anche se è possibile farla durante tutto l’anno. Ovviamente la potatura ha lo scopo di contenere, entro certi limiti, lo sviluppo della chioma; quando essa si sostanzia nell’eliminazione dei giovani germogli  si parla di cimatura. La cimatura obbliga la pianta a infittire la chioma, e, quindi, ci consente di ottenere piante più cespugliose e compatte, specialmente se viene praticata su piante giovani. Invece la cimatura dei germogli erbacei su piante molto sviluppate ed adulte non ci farà ottenere piante particolarmente folte; sarà l’asportazione dei rami lignificati a stimolare la ramificazione e dunque a infoltire la vegetazione. La potatura dei rami più grossi verrà eseguita in inverno, anche perchè in quel periodo il lattice è meno abbondante, e quello che fuoriuscirà dovrà essere bloccato con della pasta cicatrizzante.
Parallelamente all’accrescimento della chioma si ha l’accrescimento delle radici, e la pianta può aver bisogno di essere rinvasata in un vaso più grande, perchè il precedente è divenuto insufficiente; oppure può accadere che, per quanto la pianta si trovi già in un vaso di grosse dimensioni, si renda necessario una riduzione dell’apparato radicale. Nel primo caso è sufficiente procurarsi un vaso più capiente, provvedere a reperire il terriccio adatto per il Ficus, e procedere al rinvaso, ponendo attenzione soprattutto al drenaggio. Questo rinvaso può essere fatto in qualsiasi stagione. Nel secondo caso, invece, dobbiamo asportare le radici; è preferibile svolgere questa operazione a fine inverno o in primavera. Infatti in Marzo-Aprile la temperatura non è ancora elevata e, dato che dovremo asportare una certa quantità di radici, è preferibile procedere in quel periodo perchè il fabbisogno idrico della pianta di Ficus è piuttosto limitato. In questo modo il Ficus non soffrirà eccessivamente per la riduzione dell’apparato radicale, come accadrebbe invece se questa operazione venisse effettuata in piena estate, manifestandosi con evidenti avvizzimenti. Prima di tagliare le radici, è necessario liberarle dal terriccio; si devono utilizzare sempre forbici affilate in modo da dare un taglio netto. La quantità di apparato radicale asportabile potrà essere anche della metà. Infatti le radici dei Ficus ricrescono in breve tempo e con facilità, per cui la pianta supererà questo momento abbastanza agevolmente. Non è possibile stabilire un intervallo di tempo fisso tra un taglio delle radici e il successivo, perchè esso dipende anche dalle condizioni generali di salute della pianta. Se la pianta gode di ottima salute, alcuni segnali che ci avvertono della necessità del taglio delle radici possono essere la fuoriuscita delle radici dal foro di scolo, oppure il pane di terra sollevato rispetto al bordo del vaso, perchè spinto in alto dalle radici. E’ possibile, però, ricordare una regola generale: quando il Ficus è giovane, il rinvaso può essere fatto anche ogni due-tre anni perchè il suo sviluppo è rapido, quando la pianta ha molti anni, l’accrescimento è più lento e possiamo ridurgli l’apparato radicale anche dopo più di sette anni. Dopo aver collocato la pianta nel vaso ed aver versato il nuovo terriccio, è necessario pressare in modo deciso il terriccio intorno alle radici rimaste e annaffiare subito dopo. Nel periodo successivo presteremo qualche attenzione in più  alla pianta rinvasata a cui abbiamo tagliato le radici per poter monitorare giorno dopo giorno la ripresa vegetativa e per non far mai mancare, come sempre, tutte le condizioni ottimali di vita.

Ficus rubiginosa
Ficus rubiginosa varietà variegata
Collezione storica Istituto Tecnico Agrario Firenze (Foto Paolo Pecchioli)

Riferimenti bibliografici
– AA.VV. “IL GRANDE LIBRO DEI FIORI E DELLE PIANTE” Selezione dal Reader’s Digest – Milano 1978
– A. Laghi, G.P. Gnone “LE COLTURE PROTETTE – Sistemi e metodi di coltivazione” CISIA 1975
– E. Susini “I MIEI FIORI E IL MIO GIARDINO” Edagricole 1987
– Luciano Giugnolini – Maria Teresa Temistocchi – Paolo Ricci Barbini – Maria Pizzirani
“GUIDA ALLE PIANTE DELL’ISTITUTO TECNICO AGRARIO”  A.S.1992-93
– A. Acampora “FICUS TROPICALI: LE SPECIE DA INTERNO PER ECCELLENZA”
Tratto da “BonsaItalia – arte e natura” n°37 Gennaio-Febbraio 2004
– E. Banfi, F. Consolino “ALBERI” Istituto Geografico De Agostini
– The Royal Horticultural Society “IL GIARDINAGGIO dizionario delle piante ornamentali” UTET-GARZANTI

Paolo Pecchioli, Agrotecnico, è in possesso del diploma di qualifica di orto-floricoltore. Attualmente ricopre la mansione di Assistente tecnico presso l’Istituto Tecnico Agrario di Firenze.

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